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Father, philanthropist, climate warrior. Posting about climate change, global health, and education. Not affiliated with any political party.

May 27, 2019, 21 tweets

Un solo esempio per far capire quanto l'astensione al 44% distorca la "fotografia" e renda i ragionamenti sulle percentuali dei votanti (anziché del corpo elettorale) del tutto sballati: alle poliche del 04/03/2018 il PD prese 6.161.896 voti. Alle Europee di ieri, 6.045.723. ->

--> Non c'è nessun «recupero», sono oltre 116.000 voti in meno rispetto all'anno scorso. Calenda e la retorica da Madre di Tutte le Battaglie non hanno ottenuto nulla salvo un effimero superare una «soglia psicologica» che non ha corrispondenza nel reale. -->

--> Per chi dice: non vanno comparate elezioni diverse, ecco il dato delle precedenti Europee: 11 203 231. In cinque anni il PD ha perso oltre cinque milioni di voti, eppure, in preda all'effetto allucinatorio da percentuali "drogate" dall'astensione, la narrazione -->

--> è quella del «recupero». Rimuovere l'astensione rende ciechi e sordi a quel che si muove davvero nel corpo sociale. In Italia almeno una ventina di milioni di aventi diritto al voto ritengono l'attuale offerta politica inaccettabile, quando non disperante e/o nauseabonda. -->

--> Se proprio si vuole ragionare in termini di percentuali, ragionando sul 100% reale vediamo che la Lega ha il 19%, il PD il 12%, il M5S il 9,5%. Sono tutti largamente minoritari nel Paese. Dentro l'astensione ci sono riserve di "energia politica" che, quando tornerà -->

--> in circolazione, scompaginerà il quadro fittizio che alimenta la chiacchiera politica quotidiana, mostrerà che questi rapporti di forza tra partiti sono interni a un mondo del tutto autoreferenziale. Ora facciamo un esempio concreto di come rimuovere l'astensione abbia -->

--> prodotto un effetto abbagliante e portato a sfracellarsi chi si era fatto abbagliare. Alle precedenti Europee il PD di Renzi prese il 40,81% del 57,22%, cioè il 23,3% *reale*. Ma tutti (s)ragionarono e discussero come se quello fosse «il 40% degli italiani». Renzi -->

--> si convinse di avere quel consenso nel Paese, anche perché glielo ripetevano tutti gli yes-men e le yes-women di cui si era circondato. La sua politica consistette nello sfidare tutto e tutti, nel tentare ogni genere di forzatura, parlò di «lanciafiamme» ecc. -->

--> Si rese talmente inviso *nel corpo sociale reale del Paese* che a un certo punto non fu più in grado di parlare in nessuna piazza, dovette annullare frotte di comizi, scappare dal retro ecc. Era la stagione del #Renziscappa. Vi fu chi fece notare che quelle contestazioni -->

--> erano un sintomo di qualcosa, che bisognava porvi attenzione. La risposta, invariabile, era: «Sono episodi che non dicono niente, Renzi ha il 40%, ce lo terremo al governo per 20 anni...» Intanto, però, mentre ripeteva quel 40%, il dissenso montava e convinceva -->

--> milioni di persone a tornare a votargli contro nel referendum costituzionale del 2016. A quel referendum votarono oltre cinque milioni di persone in più rispetto alle Europee, e il Sì perse con sei milioni di voti di distacco, tondi tondi. -->

--> Questo per dire che 1) qualunque discorso sul consenso politico nel Paese che non tenga conto della «variabile impazzita» (nel senso di imprevedibile) rappresentata dalle energie "congelate" nell'astensione è un discorso campato in aria; -->

--> 2) le piazze, le contestazioni, le manifestazioni di dissenso contano eccome, sovente sono più reali dell'allucinazione da percentuale di percentuale. Per questo ha senso continuare a monitorare #Salviniscappa, come era importante monitorare #Renziscappa; -->

--> 3) Ripetere il cliché «chi non vota sceglie di non contare» è *lunare*, per due ragioni: A) non-voto non equivale per forza a passività, milioni di persone non votano più ma fanno lotte, vertenze sindacali, volontariato, stanno nell'associazionismo, sono cittadine/i --->

--> attive/i, molto più attive/i di chi magari non fa nulla se non mettere una croce su una scheda ogni tanto per poi impartire lezioncine; 2) da un momento all'altro costoro potrebbero tornare a usare *anche* il voto per scompigliare il quadro. -->

--> Salvini ha il 19% reale. Sono nove milioni di persone su sessanta circa. Non ha con sé «gli italiani». È largamente minoritario. Ma se guardiamo a quel 34% (ancora: è la percentuale di una percentuale) rischiamo di non capirlo. #Salviniscappa può essere un buon sismografo ->

--> nei prossimi mesi. Teniamo conto che soltanto a maggio ci sono stati 21 episodi significativi. L'effetto-shock (ingiustificato) del «34%» finirà, il conflitto sociale no. @figuredisfondo ha quasi pronta la mappa, per ora in versione beta.

Cercare alternative alle urne senza costruire alternative sociale è insensato, è il classico costruire la casa dal tetto. Anzi, dal tettuccio del comignolo. Per costruire alternative sociali bisogna guardare alle lotte e, come diceva quel tale, «saperci fare col sintomo». -->

--> Fine del thread. Scusate la lunghezza.

P.S. Abbiamo deciso di pubblicare questo thread anche come post su Giap. Tra poco il link.

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