Marco 🇮🇹🇪🇺 🕊📚🍃 Profile picture
Antifascista e antirazzista. Pro Ambiente, pro Europa, pro Umanità intera. Natura dipendente.

Aug 26, 2019, 16 tweets

A volte la lettura di in libro cambia la vita.
E a volte salva la vita di milioni di persone.
Il libro che cambiò la mia si chiamava “I cacciatori di microbi” di Paul De Kruif.
Mi piacque così tanto che lascia la facoltà di odontoiatria e mi iscrissi a medicina.
Era il 1926.

Ero nato nel ghetto di Bialystock, in Russia (oggi Polonia), figlio di un artigiano ebreo. Emigrammo quando avevo 15 anni in America. Nel 1931 mi laureai in medicina e andai presso l'università di Cincinnati, divenendo assistente del dottor William H. Park.
Qui il mio studio.

Il dottor Park era famoso per aver debellato la difterite e fu lui a consigliarmi di studiare la poliomielite.
Le epidemie attaccavano i bambini a partire dal secondo anno di vita, solo in America la polio colpiva 57.000 bambini all’anno, ne fu vittima anche Roosevelt nel ‘36.

Nel 1939 dimostrai che la sede prediletta del poliovirus è l'intestino: allora si credeva si trattasse di un virus "respiratorio", invece era "enterico", formato da tre ceppi diversi.
Finora tutti i vaccini provati avevano fallito, funzionavano nel 50% dei casi, come il Salk.

Fu proprio Roosevelt ad istituire la National Foundation for Infantile Paralysis (NFIP).
Nacque "la marcia dei dimes" (10 cent di $=11cent€) e il 20 gennaio di ogni anno (compleanno di Roosevelt) tutti i cittadini americani facevano donazioni, piccole gocce ma fondamentali.

La NFIP poté così iniziare una serie di ricerche per un vaccino più efficace e sicuro contro il morbo. Nel 1949 la NFIP stanziò la somma di 1.370.000 dollari e mise a disposizione dei laboratori 30 mila scimmie. Le mie peraltro sopravvissero incolumi ai trattamenti.

Nel 1953, presentai alla Commissione per l'immunizzazione del NFIP i risultati delle esperienze condotte all'inizio su 10 mila scimmie e 160 scimpanzé e, poi, su 242 persone. Poco dopo, a Singapore, vennero sottoposti a vaccinazione 200 mila bambini.
Con una zolletta di zucchero.

Per una serie di ragioni non fui subito creduto né seguito, almeno in patria. Così il mio vaccino trionfò nei paesi dell'Est prima che in America. Solo quando i risultati furono clamorosi in Russia, Polonia, Germania dell’Est mi credettero.

Non ho mai voluto guadagnare un dollaro.
Mi sono rifiutato di brevettare il vaccino, per contenerne così il prezzo e far sì che potesse giungere a chiunque.
Dicevo sempre: “La medicina deve impegnarsi perché la gente possa coricarsi e morire anziana nel sonno senza soffrire".

E in Italia?
Chi era per esempio Rosanna Benzi?
Nonostante la disponibilità in Europa del vaccino antipolio, in Italia dal 1960 al 1962 si verificarono ben 10.213 casi.
Rosanna fu colpita dal virus a 14 anni nel marzo 1962, la vaccinazione non era ancora obbligatoria.

"Nel gennaio 1962 - racconta in una sua autobiografia - avevo portato mio fratello a farsi vaccinare contro la poliomielite. Lo feci contro il parere dei miei genitori e di mezza Morbello. La gente di lassù, un po' ingenua e molto ignorante, non vedeva di buon occhio i vaccini.

Mio fratello aveva due anni, e il fatto che fosse così piccolo aumentava l'apprensione di mia madre. "Guai a te se fai una cosa del genere!" minacciava. Io non mi feci vaccinare e nessuno mi prestò troppa attenzione, perché ero grande: avevo 14 anni".

Il 16 marzo, Rosanna Benzi accusava i primi sintomi di paralisi poliomielitica: da quel momento ha vissuto 29 anni rinchiusa nel polmone d'acciaio in una camera dell'ospedale Gaslini di Genova.

In Italia la vaccinazione con il Salk fu introdotta nel 1958, quella Sabin sei anni più tardi e, infine, l'obbligatorietà (vaccino Sabin) con la legge n. 51 del 4/2/1966, anno in cui si verificarono altri 148 casi, 12 nel 1976 e 3 tra il 1985 e il 1990.

Questi ritardi costarono all'Italia in totale quasi 10 mila casi di poliomielite, che provocarono più di mille decessi e oltre 8 mila paralisi.

Ah... dimenticavo di dirvi il mio nome, mi chiamo Albert Sabin e sono nato il 26 Agosto del 1906.
Me ne sono andato nel marzo 1993.

Grazie a Ernesto Bodini e al suo articolo da cui ho tratto la storia.
Dedico questo thread a @RobertoBurioni per ringraziarlo dell’impegno che mette nel diffondere una coscienza medica e scientifica. Io del ‘61 ringrazio di cuore il pulmino arrivato con i vaccini a scuola nel ‘66

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