THREAD: Nuovi trend mondiali negli Investimenti Esteri Diretti secondo A.T. Kearney.
A.T. Kearney ha pubblicato il suo 2019 Foreign Direct Investment (FDI) Confidence Index (atkearney.com/foreign-direct…).
Secondo il report, oltre il 75% delle aziende afferma di realizzare FDI per essere partner del mercato di interesse e della sua comunita', in una posizione migliore nel soddisfare cultura e abitudini locali, e nel navigare nelle idiosincrasie dell'ambiente imprenditoriale locale.
Grandi città e megalopoli sono le destinazioni più popolari per i FDI: 2/3 delle aziende intervistate hanno ivi avviato più del 50% dei FDI nelle città, attratti dalla concentrazione di talenti, dalla presenza di attività di R&S e dalla maggiore disponibilità di infrastrutture.
Il 59% degli intervistati ha dichiarato che le loro aziende iniziano le loro analisi di fattibilita’ dei FDI a livello regionale o cittadino, piuttosto che tenere conto delle considerazioni nazionali.
Singapore, Hong Kong Dubai, ma anche Hyderabad o Bangalore hanno costruito la loro reputazione economica su settori particolari (IT e servizi alle imprese, in primis).
Stati e citta’ competono nell’attrarre il capitale (fisico e finanziario) offrendo procedure amministrative semplificate, agevolazioni fiscali e sovvenzioni ed istituendo zone economiche speciali. Il tutto rende appetibile una combinazione di metodi per la realizzazione dei FDI.
Negli USA, Stati e Citta' lavorano alacremente nell’attrazione di investitori stranieri. Branche USA di aziende straniere hanno impiegato oltre 7mn di lavoratori americani nel 2016, investito $60,1bn nella R&S con sede negli Stati Uniti e contribuito con $370bn all'export USA.
Secondo l’OFII (Organization for International Investment), l'associazione degli investitori stranieri negli USA, il 62% dei posti di lavoro creati negli ultimi 5 anni negli USA può essere attribuito alle aziende internazionali che investono negli Stati Uniti.
I mercati sviluppati dominano 22 dei primi 25 posti nella lista dei paesi considerati principali target di FDI. Per il settimo anno consecutivo, gli USA sono in cima all'indice (anche se gli afflussi sono diminuiti del 18% nel 2018, per un minor numero di grandi M&A).
Nonostante tensioni commerciali e rischi di recessione economica, queste economie offrono contesti normativi relativamente stabili, tutele legali, lavoratori qualificati e la disponibilità di capacità tecnologiche e di innovazione, qualità che le multinazionali ricercano nei FDI.
Gli unici mercati emergenti della lista del 2019 sono Cina, India, Taiwan e Messico. Singapore e' decima e la Corea del Sud diciassettesima.
A livello globale, per il terzo anno consecutivo, i flussi globali di FDI sono diminuiti. Nel 2018, i flussi di FDI sono scesi del 19%, (da $1.47tn a $1.2tn di dollari). Notevole la riduzione subita dall'UE, nonostante i paesi europei detengano 14 dei primi 25 posti.
La riforma fiscale negli USA guida lo spostamento dei flussi di FDI verso l’estero operati dalle società USA. Modifiche alla tassazione delle imprese hanno portato ad un +78% nel 2017 delle società che reinvestono all’estero utili statunitensi (attualmente pari ad oltre $3.200bn)
La Cina, al primo posto tra il 2002 e il 2012, è scesa al settimo. Il flusso di FDI in uscita dalla Cina si è invertito per la prima volta dal 2003, (-36%), a causa delle restrizioni sui deflussi di capitale verso investimenti in real estate (immobili, alberghi, intrattenimento)
Molto importante l'introduzione di meccanismi di screening più rigorosi degli investimenti proposti, citando preoccupazioni in materia di sicurezza nazionale associate alla proprietà straniera di tecnologie strategiche nazionali.
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