La Deb Profile picture
Sostenitrice del senso non del consenso. Russelliana il più delle volte. Maratoneta e non solo. https://t.co/Z3PrhqWkmr

Sep 14, 2020, 16 tweets

Così, nel tentativo di dare forza espressiva alla sua pittura, arriva ai Multiforms,(Foto No.18, 1948)fino a terminare la sua evoluzione nelle ultime opere. Arriviamo alle grandi composizioni cromatiche. 6/

In questo pellegrinaggio ebbe incontri e scontri, accolse istanze di altri artisti che poi rifiutò. Tutto fu utile, anche le rotture dolorose. Una su tutte, l’amicizia con Clyffort Still.
Non si sentiva compreso e ne soffriva. 7/

Invece di spiegarsi, si ripiegava su stesso. E via con pennellate furenti di colore.
“La mia arte non è astratta, vive e respira”. Diceva.
Risposta: “Ok, ma allora spiegaci, questi (Foto) White on maroon e Dark over Light cosa nascondono?”8/

“Io non spiego un bel niente! L’Io deve restare libero! Le parole polarizzano lo spirito dell’osservatore, quindi tacere è importante!”
Insomma tutto quello che aveva da dire, era nelle sue superfici. E chiudiamola qui. 9/

Quindi, è nelle pieghe del colore che ci dobbiamo soffermare. Nella sua espansione e contrazione andiamo a cercare le parole non dette. E dopo gli Harvard Murals, un po’ alla fine di un’esistenza difficile, emergono le risposte. 10/

I collezionisti de Menil gli commissionarono la realizzazione di alcuni dipinti parietali pensati per la cappella che volevano farsi costruire nella St.Thomas Catholic University a Houston. Rothko si sentì pieno di gioia per questo incarico. 11/

E ci si buttò a capofitto e con ossessione. Piccolo particolare. Per lui la gioia erano colori cupi. Vaste superfici scure ed ermetiche. Chiedeva agli amici “Cosa ne pensi?” Rispondevano: “ Beh, carissimo, sei alquanto depresso pare di capire”. 12/

E lui: “Ma non si tratta del mio stato d’animo! Guardate, c’è una certa turbolenza nella distesa del colore. E lo spettatore si immergerà in questo colore per perdersi nella meditazione”. 13/

Insomma, io mi immagino andassero così le sue discussioni. Rothko morì nel 1970. La cappella ecumenica venne inaugurata nel 1971. Quando pensi alla fortuna. Non poté ascoltare le parole meravigliose di Dominque de Menil. 14/

Erano più o meno queste.
I dipinti ci parlano se diamo loro una chance. L’opera d’arte crea un qualcosa, noi la interpretiamo. Guardando la prima volta questi dipinti, forse siamo delusi. Li vorremo più glamour. Poi iniziamo a vivere con loro. 15/

E vivendo con questi colori, si crea un’intimità. Si annulla il tempo. Così veniamo circondati dai blu e dai grigi, ma non ci ingabbiano, al contrario ci lasciano vagare. E nella loro profondità ci avvicinano all’infinito, al divino. 16/

Capite? Ora, io penso che questi quadri siano neri come la notte,perché siamo noi che dobbiamo accedervi una luce. Rothko stava per spegnersi. Noi guardandoli e lasciando che il suo crepuscolo ci venga incontro, ne accendiamo il ricordo. 17/

Lascia che qualcosa di meditativo si accenda in te. Per verificare questa teoria sono andata alla Tate Modern a Londra, per vedere il gruppo dei Seagram Murals.
E qui mi sono accesi i sogni.18/

In quelle distese di rossi forse non c’è un’identità definita. Vero. Ma c’è un luogo, c’è una presenza. Una casa di colore in cui fare una sosta. Un momento di rispetto e concentrazione. Nel mio pensiero esplodevano mille colori. 19/

Anzi quei colori sono diventati il mio pensiero. Ecco il vero potere di Rothko, disseminare il terreno di trappole occulte, per farci cadere dentro inavvertitamente. Però non sono fatte per ferire, solo per farci capire. 20/

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