Antonio Dario Mamì Profile picture
When you don't know what to say, silence is the best option. Tax consultant. City councilor. I love math, music, comics, books and politics. He/Him. 🇪🇺🇮🇹

Sep 17, 2020, 10 tweets

PICCOLA STORIA DI UN CERTIFICATO INUTILE
(o di come far perdere tempo al cittadino)
Thread lunghetto

Piccola premessa. La legge Spazzacorrotti del 2019 introduce un obbligo, per le liste che presentano candidati al Consiglio Comunale di città con popolazione superiore a (1/n)

15.000 abitanti, di pubblicare il casellario giudiziale dei propri candidati. In caso di omissione la sanzione va da 12.000 a 120.000 euro. Analoghe informazioni vanno pubblicate dal comune sul suo sito istituzionale.

Semplice no? No. (2/n)

Primo punto. A monte, a parte l'utilità della cosa, mi chiedo perchè una informazione posseduta da una PA (la Procura) non può semplicemente essere trasmessa ad un'altra PA (il Comune) senza costringere i candidati (nel caso della mia città ben 355 persone) (3/n)

a farsi rilasciare un certificato, perdendo tempo e soldi. Ma il mistero si infittisce.

La Regione Siciliana non ha ancora recepito questo aspetto della legge Spazzacorrotti e lo dice con una nota inviata alle prefetture e agli enti interessati al voto. (4/n)

Il recepimento è in corso, attraverso un disegno di legge ad hoc, e quindi la norma in Sicilia non si applica.

Quindi problema risolto no? No.

Perchè c'è chi dubita che la competenza sul punto sia regionale, quindi rimane il dubbio se la norma si applichi o meno. (5/n)

In un paese normale il problema sarebbe comunque risolto. Il cittadino, a fronte di una presa di posizione ufficiale della Regione, dovrebbe quantomeno essere esentato da qualsiasi sanzione in caso di inadempimento, contando sulla buona fede delle istituzioni. (6/n)

Ma noi non siamo un paese normale e il cittadino, giustamente, non si fida.

Risultato? 355 persone in procura a chiedere un certificato inutile, perdendo tempo loro e intasando la procura che potrebbe occuparsi più proficuamente d'altro. (7/n)

A ciò si aggiunga che per chiedere il certificato bisogna pagare, ovviamente con marca da bollo (pagamenti elettronici manco a parlarne), e non una ma ben 3, una da 8 euro e 2 da 1,94. Chè chiderne magari una sola dell'importo totale pareva male (8/n)

Morale della favola. E' in queste piccole cose, che sono tantissime e ripetute, che si annida l'inefficienza della PA. La colpa è del legislatore, da un lato, e dal burocrato esecutore, dall'altro. Se non si interviene su questo, molti altri discorsi sanno di aria fritta. (n/n)

Share this Scrolly Tale with your friends.

A Scrolly Tale is a new way to read Twitter threads with a more visually immersive experience.
Discover more beautiful Scrolly Tales like this.

Keep scrolling