Alfonso Lanzieri Profile picture
Docente di Filosofia. Su filosofia della mente e dintorni.

Jan 18, 17 tweets

Pacifismo platonico. La lettura dei resoconti dei dibattiti parlamenti inglesi del 1938 è molto istruttiva e drammatica: le analogie con l'oggi sono impressionanti. Il 4 ottobre, Herbert S. Morrison parla a Chamberlain. Lo accusa di non comprendere la psicologia dei dittatori. /1

"Non so quanti onorevoli membri abbiano letto un libro intitolato 'I Knew Hitler', di Kurt Lüdecke. Non so se il Primo Ministro lo abbia letto, ma avrebbe dovuto farlo prima di andare a incontrare Herr Hitler. È un ottimo resoconto 'dietro le quinte' del movimento nazista. /2

[...] Egli nutre un disprezzo profondissimo per ciò che lui stesso ha chiamato i 'politici borghesi' – e, detto tra noi, condivido questo disprezzo. Non è forse vero che questo suo disprezzo è stato confermato dai fatti? /3

Ha spaventato i politici borghesi della Germania e ha spaventato anche il nostro Primo Ministro. [...] Non dirò che il P. M. sia un uomo di paglia, perché certamente non è un uomo di paglia; ma credo che, in questi negoziati con Herr Hitler sia stato terrorizzato a morte. /4

Credo che questo processo di paura sia stato in realtà uno dei fattori che hanno indebolito l’influenza e la forza del nostro Paese in quelle trattative. Il Governo ritiene di dover essere prudente fino risultare incomprensibile quando si esprime, per timore di offendere. /5

[...] Il risultato di tutta questa debolezza politica, di queste oscillazioni, di questo strisciare, di questa paura – e non sto criticando la diplomazia corretta, il linguaggio prudente, la discrezione nelle trattative; su questo non ho nulla da obiettare – è che... /6

...che avete completamente frainteso la psicologia con cui affrontare Herr Hitler, e avete frainteso anche quella con cui affrontare il signor Mussolini. Il risultato di tutto ciò è che il prestigio e l’influenza britannici sono diminuiti nel mondo e in Europa. /7

Abbiamo disperso gli amici della pace, che avrebbero potuto essere riuniti, e abbiamo stimolato l’aggressività di alcune potenze. A quanto pare, solo in due occasioni, nei suoi colloqui con Herr Hitler, il Primo Ministro ha assunto una posizione di fermezza e di dignità. /8

Cito dalla colonna 21 del Resoconto ufficiale del 28 settembre, dove il Primo Ministro stesso mostra che una manifestazione di fermezza e dignità da parte sua, lungi dall’offendere Herr Hitler, ha migliorato notevolmente il livello della conversazione". /9

Questo breve passaggio sulla "psicologia" mi pare particolarmente interessante, perché credo che il pacifismo platonico, al di là delle tante cose che si potrebbero dire, poggia su un fraintendimento della "natura" (le virgolette per non essere troppo essenzialista) umana. /10

L'uomo non è né immediatamente disposto all'armonia e alla fratellanza, né irrimediabilmente consegnato alla brutalità più o meno controllata: per quel che sappiamo, vive nell'ambivalenza. Capace di bestialità e di puro altruismo. Entrambe le tensioni vanno prese sul serio. /11

Il pacifismo platonico parte da una fiducia nelle possibilità di ordine razionale e di virtù collettiva che ha sicuri agganci nel reale, ma viene troppo idealizzata, diventando teoria politica che attribuisce la discordia e la violenza solo a errori educativi o all'ignoranza. /12

Così facendo, però, si rimuovono le pulsioni profonde: ambizione, egoismo e lotta per il potere. In tal modo, davanti ai dittatori, la domanda implicita del pacifista platonico è: "che cosa abbiamo sbagliato?". ll suo razionalismo esasperato non accetta la risposta: "Niente". /13

In altre parole, nonostante tutti gli sforzi di accomodamento diplomatico, certi uomini o gruppi di uomini cercano solo l'accrescimento del proprio potere. Questa volontà di potere non nasce semplicemente da un "malinteso" sociale: è dentro di noi. Ma c'è ancora un problema. /14

Di errori coi dittatori se ne fanno (ad. es.: legittimarli quando fa comodo). Tali errori, però, possono contribuire al successo del tiranno ma non alla sua nascita. Invertire i fattori significa fare del dittatore una conseguenza (e dunque delle vittime una causa indiretta). /15

Il tiranno va compreso "iuxsta propria principia". Il pacifismo platonico si rifiuta di farlo, e perciò non coglie il male come realtà positiva, come forza autonoma, ma solo come patologia del bene. Così lo indebolisce concettualmente e dunque lo sottovaluta politicamente. /16

P.s.: ovviamente all'inizio è "dibattito parlamentare inglese". Forse altri refusi.

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