Piccolo tread per i 4 gatti che ancora si dilettano di Storia.

Nel mare magnum dell'ignoranza, il tema della cd. "destra sociale" ricorre spesso e volentieri in opposizione al "gomunismo". Semplicemente, sono proto-socialisti che temono di abbandonare l'amor di patria. ->
Il termine destra sociale, di per sé, è già fuorviante. L'esperienza storica ci offre il caso, ben più serio, del fascismo rivoluzionario: squadristi e vecchi sovversivi di sinistra catturati dal magnetismo mussoliniano, insieme a giovani totalitari cresciuti negli anni 30. ->
Il fascismo ebbe il merito di far scrivere tonnellate di giornali ai giovani: caso curioso per una dittatura... Comunque, dopo la crisi del 29 e l'avvio dell'utopia corporativista parte il "terzo tempo" della rivoluzione fascista: quello antiborghese e totalitario. ->
Ne ha parlato molto bene Paolo Buchignani, in questo bel testo -> Image
Berto Ricci, Sulis, De Begnac sono tra i tanti "fascisti rossi" del periodo, innescati dalla volontà mussoliniana di "dare dei cazzotti" alla borghesia italiana. -> Image
Finirà, com'è noto, in tante illusioni e pochissime realizzazioni. Dell'originaria carica antiborghese se ne accorgerà un uomo dubbio e per me infame come Togliatti, che accoglierà alcuni esponenti del fascismo rivoluzionario... nel PCI. ->
A riprova di come in Italia il sentimento antiborghese sia stato una costante, almeno dalla fine dell'Ottocento fino al movimento del 77. Del resto, contro una borghesia così miserabile era difficile non essere dei "sovversivi". ->
Ancora, il movimento "rivoluzionario" in Italia ha avuto dei connotati originalissimi: basti pensare a un Mussolini o un Bombacci. Il pci togliattiano, in questo senso, è servito come normalizzatore delle istanze di classe, neutralizzando larga parte del potenziale ->
Nella classica doppiezza e ambiguità dei trinariciuti moscoviti. Per approfondire consiglio ImageImage
E una bella antologia di testi dei fascisti rivoluzionari Image

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More from @lombardiano18

18 Oct
Mentre i legaioli si beano del loro conformismo, vorrei ricordare un dimenticato della Storia: Giacomo Brodolini.

->
Sindacalista, ex azionista, diventa ministro del Lavoro nel dicembre 1968. A quel tempo il PSI si è unificato con il PSDI: durerà poco, ma l'impegno socialista nelle istituzioni porta una ventata d'aria fresca. ->
La prima uscita pubblica del ministro è ad Avola: la polizia ha compiuto l'ennesimo eccidio proletario contro dei lavoratori. Brodolini visita le famiglie e si schiera contro ogni rigurgito reazionario:

facebook.com/watch/?v=55294…
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13 Aug
Sulla Costituzione, l'imprenditore e il lavoro.

"La Costituzione repubblicana non menziona né l’imprenditore, né il mercato, né la concorrenza, né il profitto. ->
Ammette la libertà dell’iniziativa economica privata e pubblica ed affida ai programmi ed ai controlli determinati dalla legge l’indirizzo ed il coordinamento dell’attività economica [...]. ->
Indirettamente il costituente ravvisa nel profitto cosa disdicevole e non meritevole di essere menzionata [...]. La Costituzione è il punto di intersezione fra la concezione cattolica e la concezione marxiana dei rapporti fra società ed economia e fra società e Stato. ->
Read 5 tweets
25 Feb
KEYNES, BENESSERE E COMMERCIO INTERNAZIONALE

"Io simpatizzo piuttosto con coloro che vorrebbero ridurre al minimo il groviglio economico tra le nazioni, che non con quelli che lo vorrebbero aumentare al massimo.->
Le idee, il sapere, la scienza, l'ospitalità, il viaggiare, queste sono le cose che per loro natura dovrebbero essere internazionali. Ma lasciate che le merci siano fatte in casa ogni qualvolta ciò è ragionevolmente e praticamente possibile->
soprattutto, che la finanza sia eminentemente nazionale (...) L'autarchia economica nazionale, in breve, sebbene costi qualcosa, sta forse diventando un lusso che ci possiamo permettere se lo vogliamo.->
Read 5 tweets
14 Feb
Piccolo tread sulla politica finanziaria e di bilancio del fascismo.

In un recente libro del 2019 dell'FMI sul debito tra le due guerre mondiali, c'è un bel capitolo sull'Italia fascista.

Vediamo i grafici, che son sempre simpatici e sintetici.

1. L'Italia liberale pre-1914
Dove emerge il ruolo decisivo dello Stato nel processo di industrializzazione della cd. età giolittiana (1903-1914). Il sistema fiscale era socialmente iniquo, in quanto "Prior to WWI, taxes on consumption generated more than 60 percent of tax revenue".
2. Il debito pubblico.

La guerra quintuplica l'ammontare del debito, con l'esplosione di quello estero (verso UK e USA). La monetizzazione del disavanzo (in rosso), prima inesistente, ha altresì giocato un ruolo decisivo.
Read 14 tweets
10 Sep 19
Piccolo tread sulle nazionalizzazioni.

I servizi pubblici non nascono dal nulla. Sono attività private che per la loro rilevanza, grandezza e importanza nella vita nazionale sono stati via via rilevati dallo stato.

La proprietà privata non è inviolabile o sacra.
La rete elettrica nazionale è stata nazionalizzata nel 1962: prima esisteva un oligopolio privato che fagocitava profitti giganteschi sulla pelle degli utenti. Poi è nato ENEL e le cose sono state diverse.
La rete telefonica era stata privatizzata da Mussolini nel 1925. Fu nazionalizzata a metà anni 50 grazie all'IRI. Ricordo che il monopolista pubblico SIP era uno dei primissimi gruppi tlc del mondo: ora è una cloaca.
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6 Sep 19
Giusto per bestemmiare, siamo all'ottavo anno dalla letterina della bce dell'estate 2011 che tante meraviglie ha provocato.

In otto anni, l'Italia ha subito una gigantesca riconversione produttiva (da terzo mondo) per diventare una specie di piccola Germania ->
cioè parassita della domanda interna altrui. Nel mentre, si è capito che l'unica via per far sopravvivere questo cesso di sistema consiste nella riconversione al mercato interno. Noi abbiamo fatto tutto il contrario grazie ai padroni compradori. ->
Otto anni sono una vita: estendiamo questo computo al precedente ciclo globalista 1992-2007 e arriviamo già a 27 anni di follia liberale.

Una generazione (la mia) non conosce altro che questo. Un'altra, quella che ora vegeta a scuola, non ricorda nemmeno la Lira. ->
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