#piccolestorie

Aronte e Via Panisperna

Fra le migliaia di volti che sono passati dal bivacco Aronte ce n’è una che forse più di altre lascia il segno nell’immaginario collettivo. E’ quella del fisico Enrico Fermi.
Era il 1920 e fra il 10 e il 13 agosto il giovane fisico, non ancora ventenne, assieme ad altri amici alpinisti raggiunse proprio il bivacco Aronte.
Di quell’episodio resta una firma leggibile nitidamente sul libro del rifugio in cui sono state descritte minuziosamente le tre giornate indimenticabili che il gruppo passò sulle Apuane utilizzando proprio il Bivacco Aronte come punto di appoggio per le varie escursioni in vetta.
Enrico Fermi era un grande amante della montagna e delle vette delle Apuane che scalava spesso e volentieri. Ci sono tantissime foto a testimoniare quelle avventure del giovane fisico italiano.

- A sinistra Enrico Fermi, al centro Nello Carrara e Franco Rasetti a destra-
La passione per la montagna legava molti dei cosidetti "ragazzi di Via Panisperna" quel gruppo di fisici italiani quasi tutti giovanissimi che negli anni trenta del Novecento operò presso il Regio istituto di fisica dell'Università di Roma, allora ubicato in via Panisperna n. 90.
La principale scoperta del gruppo fu nel 1934 la proprietà dei neutroni lenti in fisica nucleare, che diede avvio alla realizzazione del primo reattore nucleare e successivamente della bomba atomica.

- Rasetti, Carrara, Fermi sempre sulle Apuane -
Di quel gruppo facevano parte Franco Rasetti, Emilio Segré, Edoardo Amaldi, Bruno Pontecorvo, Oscar D'Agostino e, per un certo periodo, Ettore Majorana.

- Segrè, Fermi, Rasetti il giorno della laurea alla Normale di Pisa -
Da sinistra: Oscar D'Agostino, Emilio Segrè, Edoardo Amaldi, Franco Rasetti ed Enrico Fermi.
Foto scattata da Bruno Pontecorvo, fratello del regista Gillo.
Amaldi e Rasetti erano ottimi scalatori e su questo legame tra fisici e montagna forse sono indicative le parole di un altro fisico e alpinista Henry Kendall vincitore, insieme a Richard Edward Taylor e Jerome Friedman, del premio Nobel per la fisica nel 1990:
“Mi piace andare in montagna, in posti dove nessuno è stato prima. Il mondo è un posto incredibilmente bello. È bello al livello profondo della fisica, giù dentro le cose...
E anche quello che conosciamo dell’universo che possiamo vedere è incredibilmente bello; e mi piace vedere tutto questo, ed esplorarlo”.
-- Henry Kendall --

• • •

Missing some Tweet in this thread? You can try to force a refresh
 

Keep Current with Trescogli

Trescogli Profile picture

Stay in touch and get notified when new unrolls are available from this author!

Read all threads

This Thread may be Removed Anytime!

PDF

Twitter may remove this content at anytime! Save it as PDF for later use!

Try unrolling a thread yourself!

how to unroll video
  1. Follow @ThreadReaderApp to mention us!

  2. From a Twitter thread mention us with a keyword "unroll"
@threadreaderapp unroll

Practice here first or read more on our help page!

More from @trescogli

2 May
E' cambiato qualcosa?
Nel 1962 e Dario Fo e Franca Rame vengono chiamati a condurre «Canzonissima». Ma un giovedì sera una gag sulla sicurezza nei cantieri edili incontra il no della censura dei funzionari di Viale Mazzini, sempre più realisti del re. >>>
Le notizie sulla gag scatenano le proteste della parte più reazionaria dell’Italia e il plauso di quella progressista. Dario Fo e Franca Rame abbandonano la trasmissione. >>>
L’opinione pubblica si divide con numerose prese di posizione sui giornali per l’una come per l’altra parte.
Vi sono anche interrogazioni parlamentari sulla funzione di servizio pubblico della televisione. >>>
Read 10 tweets
1 May
#piccolestorie

Il muro del Carlo

Immaginatevi un uomo che porta un sasso. Immaginate ancora quell’uomo che porta un altro sasso e lo deposita accanto al primo. Adesso immaginate il passare dei giorni, uno dietro l’altro: quell’uomo continua a portare sassi.
Immaginate un arco di tempo piuttosto indefinito, quello che meglio si adatta alla vostra fantasia: pensate a giorni, mesi, anni… guardate quell’uomo che continua a trasportare sassi incastrandoli uno nell’altro, uno sull’altro, uno accanto all’altro.
Chiedetevi: perché fa questo? Vi suggerisco io: perché è preoccupato di evidenziare esattamente il confine della sua proprietà, la convivenza con il limitrofo sta diventando insostenibile.
Read 9 tweets
30 Apr
Notturno apuano

Pioggia leggera ma sono andato lo stesso a fare una passeggiata notturna. Sono andato fino a San Rocchino e ho incontrato due caprioli che mi hanno attraversato il sentiero con un paio di balzi scomparendo nel buio.
Sentivo il tonfo gli zoccoli. La pioggia di stanotte e stamattina ha inzuppato la terra. In alcuni punti sembrava di camminare su una spugna. C'è un vecchio casale ormai ridotto a un rudere e un barbagianni è volato via soffiando. Leggero come una piuma bianchissima...
Arrivato a San Rocchino non pioveva più. Sono andato verso lo spiazzo dove non ci sono alberi e si vede la piana. Mi sono seduto su un sasso a fumare.
Read 10 tweets
29 Apr
#piccolestorie

Nulla è cambiato

Una donna convince veramente di aver subìto violenza carnale contro la sua volontà, se ha la "fortuna" di presentarsi alle autorità competenti conciata più che male, pestata e sanguinante. Se si presenta morta, è meglio!
Franca Rame
Artemisia Gentileschi nacque a Roma, nel 1593. Il padre Orazio era di Pisa, trasferitosi a Roma per lavoro, e la madre si chiamava Prudenzia

-- Autoritratto come martire , 1615 -
Montoni. Primogenita di quattro figli, la futura pittrice rimase orfana di madre ben presto, a dodici anni nel 1605. Ciò contribuì a saldare maggiormente il rapporto col padre, a cui si legherà profondamente.
Read 46 tweets
28 Apr
#piccolestorie

Cantata da tavola

Il banchetto rinascimentale era una complessa macchina conviviale e teatrale, oltre che gastronomica. Dietro le quinte, per così dire, si svolgeva il lavoro di preparazione e presentazione delle numerose portate.
Se ci fossimo seduti ad un tavolo nobile di uno degli stati italiani del rinascimento, magari al Granducato di Toscana o nella Repubblica di Venezia, non sarebbe stato inusuale osservare i coltelli musicali, posate con incisi sopra spartiti musicali di inni religiosi.
Questi splendidi coltelli, capolavori dell’artigianato italiano del XVI secolo, si trovano oggi in diversi musei di tutto il mondo, fra cui il Victoria & Albert Museum di Londra, il Museo Fitzwilliam di Cambridge o il Louvre a Parigi.
Read 14 tweets
27 Apr
#piccolestorie

Dolce come il miele

L'ape regina che vuole sciamare avvisa alcuni giorni prima della data che è stata scelta per abbandonare la colonia per riformarne una nuova.
Si muove agitata, lancia un inno di guerra, le api che la seguiranno emettono un ronzio che fa eco all’inno regale.

Dentro le celle opercolate le nuove regine iniziano la loro opera di rottura dell’opercolo e rispondono all’inno di guerra della regina-madre. Image
Le operaie che si preparano al lungo e incerto viaggio si ingozzano di miele per soddisfare le esigenze di circa una settimana.
Devono risolvere i problemi alimentari immediati e la necessità di produzione di cera, per la costruzione del nuovo edificio, raggiunta la nuova dimora.
Read 40 tweets

Did Thread Reader help you today?

Support us! We are indie developers!


This site is made by just two indie developers on a laptop doing marketing, support and development! Read more about the story.

Become a Premium Member ($3/month or $30/year) and get exclusive features!

Become Premium

Too expensive? Make a small donation by buying us coffee ($5) or help with server cost ($10)

Donate via Paypal Become our Patreon

Thank you for your support!

Follow Us on Twitter!