#piccolestorie

Terra!

"Il mio amico Cristoforo Colombo, uscito dal suo sepolcro, venne a trovarmi e mi gridò di squillare ai popoli che lui l’America non la scoprì di sotto capovolta e rovesciata in giù...
.... ma la scoprì al medesimo livello dell’Europa, ovunque ritta in piedi, coi grattacieli all’insù, dritti in alto. E questa è la sola verità!". Questa, più che altro, è la versione di Giovanni Paneroni, nientemeno che il padre storico del Terrapiattismo italiano.
Ma chi era Giovanni Paneroni che si definiva, a seconda dei casi, il Dilettante Eterno e il Perpetuo Contendente, il Primo degli Indignati e l’Ultimo dei Tolemaici?
Giovanni Paneroni era nato a Rudiano (BS), il 23 gennaio 1871, da una famiglia di ambulanti che vendeva frutta e verdura al Verziere.

-- Murales a Rudiano --
Alla fine delle elementari, essendo il più intelligente (sic!) dei fratelli, i genitori l’avevano iscritto al seminario di Bergamo per farlo diventare prete, ma a quanto pare, frequentò quell’istituto per due soli anni.
Dovendo poi aiutare la famiglia, fu assunto come garzone di bottega, in una pasticceria. Sembra che, nei due anni passati in seminario, il ragazzino avesse iniziato a coltivare una certa curiosità per i fenomeni astronomici.
Anche dopo i suoi due anni di seminario, lui continuava a ‘sognare’ gli astri e i loro movimenti. Non avendo potuto proseguire gli studi, per approfondire meglio gli argomenti che gli stavano più a cuore, cominciò, con l’aiuto dell’osservazione...
.... del suo ragionamento, e delle pochissime nozioni imparate a scuola, a fare tutta una serie di deduzioni, creandosi dei convincimenti e cominciò a sviluppare una concezione astronomica tutta sua.
Era già sposato e pure diventato padre, quando, nel 1895, nella sua Rudiano, decise di mettersi in proprio a fare gelati, che nessuno nel suo paese e dintorni, ancora conosceva. Furono proprio i gelati, incredibilmente, ad avviarlo alla sua “carriera di astronomo”.
Naturalmente, per fare i gelati, e tenerli al fresco, aveva bisogno del ghiaccio a barre, che non riusciva a trovare in zona. Per cui, due o tre sera alla settimana, col suo fidato ronzino e carrettino ‘ghiacciaia’ al seguito, andava a prenderlo nientemeno che a Brescia.
Percorreva, fra andata e ritorno, circa un’ ottantina di chilometri. Il viaggio era lungo e rientrava a casa a notte fonda, se non addirittura di primo mattino. Per le stradine di campagna di notte, si divertiva ad osservare gli spostamenti della Luna sotto il cielo stellato.
Si chiese se, per caso, le cose stessero davvero come gliele avevano raccontate in seminario. E sospettò che qualcuno non gliela avesse raccontata giusta!
Rimugina oggi e rimugina domani, decise di approfondire. Effettivamente gli avevano insegnato che la Terra e la Luna girano insieme attorno al Sole, ma lui ora constatava che la Terra era ben ferma sotto i suoi piedi, mentre la Luna, effettivamente si spostava!
I gelati, erano anche il mezzo che gli consentiva di procurarsi numerosi proseliti fra i bambini in età prescolare, non ancora “infettati dalle fuorvianto teorie” di Galileo e di Copernico, “tutte idiozie”, diceva lui, che insegnano a scuola.
I ragazzini, quando lo vedevano arrivare, accorrevano a frotte presso il suo carrettino, col soldino in mano. Lui, mentre preparava loro il gelato, li catechizzava con le sue scoperte in campo astronomico, trovando naturalmente terreno fertile.
Poi, li interrogava, per verificare se avevano ben compreso la lezione … “La Terra è piatta”, ed anche infinita e ferma. Il sole le gira intorno ma non sorge e non tramonta mai e descrive una spirale continua e concentrica al polo nord, che si trova al centro della Terra”.
E quanto al nostro satellite, “La Luna invece è più piccola, e siccome è anche più pigra del Sole nel giro di ventiquattr’ore viene raggiunta e superata, e così sono spiegate le fasi lunari e le eclissi”‘
Dopo parecchi anni trascorsi a pianificare la teoria, Paneroni che pubblicava a proprie spese. Dapprima si accontentò di piazze popolari per divulgare le proprie tesi, durante le fiere in paesi limitrofi al suo ma ben presto decise che, se voleva essere preso in considerazione...
... doveva parlare alle persone istruite, agli studenti universitari, ai congressi scientifici. Così fece e passò di città in città: Brescia, Bergamo, Milano, Pavia, Genova, Bologna, Firenze, Roma. Gli studenti universitari lo acclamavano e lo portavano in corteo...
... a dispetto dei loro docenti, gli accademici lo deridevano o lo facevano allontanare dai congressi cui Giovanni, puntigliosamente, si presentava con l'intento di voler prendere la parola.
In diversi ci marciavano, con la sua presenza che attirava folle di persone. Anche personaggi come Indro Montanelli rimangono affascinati dall'astronomo e dal motto col quale diventa celebre: "La Terra non gira, o bestie!".
Questa frase di Paneroni esplicava l’alta considerazione che egliaveva degli ‘studiati’, cioè di tutti coloro che, avendo un minimo di cultura, si rifiutavano di ascoltare le sue esternazioni farneticanti.
Fedele alle sue convinzioni, investì quasi tutti i suoi risparmi, nella preparazione di grandi carte geografico-astronomiche fatte da lui stesso con simboli strani di sua invenzione. Le fece stampare in quantità, oltre ovviamente a manifesti in migliaia di copie.
Spendendo una fortuna, si procurò persino, una lanterna magica e un certo numero di lastre, per le sue presentazioni. Con tutto questo materiale, l’«astronomo dilettante» , girava fiere e paesi e tentò la fortuna anche a Milano.
Ma le sue sfide al mondo accademico caddero nel vuoto o nell’umido gocciolante delle gattabuie dove spesso veniva trattenuto, in attesa che si concludessero i congressi universitari nei quali minacciava di irrompere armato del suo vocione e delle sue grottesche teorie.
Nel 1938 gli toccarono anche tre mesi nel manicomio di Sant’Onofrio a Roma, quando per farlo liberare intervennero i suoi concittadini, il prete e il sindaco a giurare sulla sua innocuità. Ma Paneroni non imparò la lezione, al contrario: più lo respingevano e più insisteva.
“Galilei scemo! Galilei fa schifo alla Ragione! La Terra è piana e per le acque non può essere rotonda, sveglia!” E per convincere gli increduli , Paneroni, se ne usciva con sparate del genere: “Il sole lo vedete girare, cretini! Teste di zucche! Svegliatevi!”
“Astronomi stupidi, Galileo sbagliò! La terra non è vertiginosissima, ma piana, infinitissima e ferma, il sole è piccolissimo 2 metri di diametro e una palla infuocata di 14 chilogrammi circola sopra, velocissimo non scende …. La terra non si muove e tanto meno è rotonda …
... se noi di notte fossimo proprio capovolti, il sangue dei piedi andrebbe alla testa, o bestie!, e si dovrebbe vomitare. … I pozzi dell’acqua non potrebbero tenervi dentro l’acqua e attingerla di notte non si farebbe fatica causa verrebbe estratta dall’alto”.
Parlando poi della distanza del Sole dalla terra ” è a mille chilometri di altezza …Chi ha misurato la distanza, è un balordo”. A Milano, lanciò nella macchina di Umberto Nobile i suoi lavori per aiutare il celebre esploratore ad affrontare le spedizioni al Polo Nord.
“Se ci fosse l’attrazione come si spiega che mosche e uccelli, così leggeri, possono distaccarsi dalla Terra e volare? - diceva Paneroni - Se le cose, dopo essere sollevate dal suolo, al suolo ricadono, è perché la Terra è piana e qui tutto si ferma”.
Mitico anche il ragionamento con cui Paneroni liquidava la pressione atmosferica. “La pressione non tiene in piedi un uomo. L’unica cosa che tiene in piedi un uomo è la salute. Difatti, una rivoltellata in testa e questo ruzzola gambe all’aria. La pressione è una cretineria!”
Dopo i tre mesi d’internamento nell’istituto psichiatrico, accertato dai medici che lo avevano in cura, che il soggetto Giovanni Paneroni era “effettivamente strano, ma del tutto innocuo”, venne rilasciato, con l’obbligo però, di dimora permanente a Rudiano, suo paese natale.
Elaborò altre "certezze" che "... le stelle sono micce che misurano un millimetro e hanno il compito fondamentale di difendere il sole dagli assalti delle nuvole che lo vogliono spegnere”.
Che la Luna è una palla di un metro di diametro che segue la stessa pista del Sole “...ma in senso contrario e in venticinque ore anziché ventiquattro. La Terra infinita, fissa e piana, c’è sempre stata."
E ancora....
“Il Sole vive attirando a sé tutto il calore dei fuochi terrestri, infatti potete osservare che tutte le fiamme scappano in su andando verso lui...
... Il calore che esso spande sulla Terra essa glielo restituisce bruciando legna. Riscaldate pure le stanze, ma il calore scappa fuori”.
La nascita della teoria atomica che non lo colse di sorpresa. Per lui gli elettroni e i protoni erano nient’altro che fumo negli occhi per confondere le idee, pure invenzioni dei fisici:
«Si tratta di polvere che si ferma sui mobili delle case e che le donne trascurano di spolverare»!
Morì il 2 gennaio 1950. Nel suo testamento lasciò alla moglie le sue carte geografico-astronomiche, dicendole che, un giorno, l’avrebbero resa ricca; agli astronomi, invece "... che tanto male mi fecero ingiustamente", il suo perdono...
Senza alcuna ironia, i familiari gli dedicarono l’epigrafe che aveva sognato per tutta la vita:
“Astronomo Giovanni Paneroni, la moglie e i figli posero”.

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