#piccolestorie

Maria

E’ una pianta che si potrebbe definire miracolosa, ed ha una storia lunga almeno quanto quella dell’umanità. Unica pianta che si può coltivare a qualunque latitudine, dall’Equatore alla Scandinavia, ha molteplici proprietà curative, ha una crescita veloce.
Costa pochissimo da mantenere, offre un olio di ottima qualità (molto digeribile), ed ha fornito, dalle più antiche civiltà fino agli inizi del secolo scorso, circa l’80 per cento di ogni tipo di carta, di fibra tessile, e di combustibile di cui l’umanità abbia mai fatto uso.
La pianta della Cannabis, conosciuta anche con il nome di marijuana e ganja (dal Sanscrito: गांजा – gañjā), è una piana straordinaria: rappresenta l’unica pianta al mondo che può essere utilizzata al contempo come droga o come fibra.
Considerata la sua specificità, non stupisce che la sua coltivazione risalga ad almeno 10mila anni orsono. Le prove sono state trovate nell’isola di Taiwan, in Asia centrale, nel territorio dell’attuale Siberia e in alcune grotte della Romania.
La cannabis è stata utilizzata per scopi medici, spirituali, religiosi o ricreativi (tramite inalazione o vaporizzazione) da almeno 5.000 anni. Nei testi sacri indù, si parla di allucinogeni intossicanti.
Un trattato di farmacologia cinese attribuito all’Imperatore Shen Nung, datato 2737 a.C., contiene il primo riferimento all’utilizzo della cannabis come medicina.
Gli Antichi Greci amavano e idealizzavano il vino e non utilizzavano la marijuana per uso ricreativo, ma ci sono molti testi che attestano i loro commerci con popoli che mangiavano o inalavano la cannabis.
Erodoto nel 5 a.C. scrive che gli sciti (popolazione seminomade di origine iranica) coltivavano e poi vaporizzavano la cannabis. In un’altra occasione, sempre Erodoto scrive che gli abitanti di alcune isole mediterranee buttavano la cannabis al fuoco.

- Erodoto -
Poi, “seduti intorno in circolo, inalano e vengono intossicati dall’odore, proprio come i Greci col vino, e più se ne butta più diventano intossicati, fino a che si alzano e ballano e cantano”.
Altri passaggi di Plinio, Marco Polo, Abu Mansur Muwaffaq e i racconti delle Mille e una notte, s dimostrano senza ombra di dubbio che la cannabis era coltivata sia per la sua fibra sia per le sue proprietà psicoattive.
Questo in tutta l’Asia, nel Medio Oriente e in gran parte dell’area del Mediterraneo sin dalla notte dei tempi. Ad esempio le vele delle navi dei Fenici erano di fibra di canapa.
La data in cui la cannabis è stata introdotta in Europa centrale, settentrionale e occidentale è sconosciuta, ma probabilmente risale ad almeno 500 anni prima di Cristo. A Berlino è stata ritrovata un’urna contenente foglie e semi di cannabis risalente a circa 2.500 anni fa.
Sempre qualche secolo prima di Cristo, prima dell’avvento dell’Impero Romano, vari popoli europei come i Celti e i Pitti coltivavano e utilizzavano cannabis.
Da allora in poi, in Europa la coltivazione della cannabis è stata comune, se non massiccia, per secoli. Vestiti di canapa sono stati comunissimi in Europa centrale e meridionale per secoli. Ma gli europei conoscevano, ovviamente, anche le potenzialità ricreative della pianta.
Nonostante nel 1484 una bolla papale ne vietò l’uso ai fedeli, Francois Rabelais ne scrive ampiamente nel sedicesimo secolo. Nei secoli successivi, nonostante la condanna della Chiesa, l’utilizzo della cannabis a scopo ricreativo divenne una vera e propria moda.
A Parigi, nel 1844, nacque il Club des Hashischins, o Club dei mangiatori di hashish, frequentato da poeti e scrittori del calibro di Victor Hugo, Alexandre Dumas, Charles Baudelaire, Honoré de Balzac e Théophile Gautier.
Dall’antichità fino all’industrializzazione la canapa e’ stata utilizzata anche per fare la carta. La celeberrima Bibbia di Gutenberg, primo libro stampato in Europa con la tecnica dei caratteri mobili fu stampatata nel 1453 su carta di canapa importata appositamente dall’Italia.
Alla fine dello stesso secolo, le vele delle navi delle caravelle di Cristoforo Colombo erano di canapa.
L’uso della cannabis era diffuso anche in Africa secoli prima della colonizzazione europea. Nel continente nero la cannabis era coltivata, utilizzata come fibra e come medicinale, inalata e a volte venerata in aree diversissime: dal Sud Africa al Congo al Marocco.
Nel diciottesimo secolo, la cannabis era diffusissima in Nord America. La maggioranza dei terreni del fondatore degli Stati Uniti, George Washington, erano coltivati a canapa. Anche Thomas Jefferson aveva una grande e remunerativa coltivazione di canapa.

- Fibra di canapa -
Nel 1850 negli Stati Uniti c’erano 8.327 piantagioni di canapa (ogni piantagione aveva come minimo 2000 acri di terreno), utilizzate soprattutto per la produzione di fibra. La Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti fu scritta su carta di canapa.
Anche l’Italia è stata per secoli un’importantissima produttrice di cannabis. Il motivo è semplice: il clima della penisola è particolarmente favorevole alla coltivazione di questa pianta. In particolare, i contadini italiani producevano Cannabis per due ragioni:
Da una parte, perché cresceva su terreni difficili da coltivare con altre piante industriali (terreni sabbiosi e zone paludose nelle pianure dei fiumi)...
... dall’altra perché c’era sempre bisogno di piante “oleose” (sativa, luce), “fibrose” (tessili, carta, corde) e di mangime (foglie) per il bestiame produttivo.

- Corde di canapa -
Eccelsero tra le terre da canapa Bologna e Ferrara. Testimonia la vitalità dell’economia canapacola felsinea il maggiore agronomo bolognese del Seicento, Vincenzo Tanara, con una lunga, accurata descrizione della tecnica colturale.
Grazie alla qualità delle sue canape, l’Italia divenne il secondo produttore mondiale di canapa ed il primo fornitore della marina britannica per le vele e cordame.
Il tramonto iniziò con la diffusione delle navi a carbone, quando per le zone produttrici di canapa iniziò una lenta agonia, che si protrasse lungo un secolo costringendo alla ristrutturazione di tutte le rotazioni agrarie.
Dove inizia il proibizionismo nei confronti della canapa? Con il Marijuana Tax Act del 1937 che diede il colpo di grazia alla coltivazione della canapa, mettendola al bando negli USA.
Si accusò pseudo-scientificamente la cannabis di far diventare le persone violente e di farle impazzire o morire. Di riflesso, negli anni seguenti la canapa venne bandita in gran parte del resto del mondo.
Il direttore del Federal Bureau of Narcotics americano, Harry J. Anslinger, era uomo ambizioso, razzista e bigotto, che giustificò la proibizione con le seguenti parole:

- Harry J. Anslinger - (assomiglia a Crosetto...)
"Negli Stati Uniti d’America ci sono 100mila fumatori di marijuana. La maggior parte di loro sono negri, ispanici, filippini e artisti. La loro musica satanica, il jazz, lo swing, sono il risultato dell’uso di marijuana.
La marijuana provoca nelle donne bianche il desiderio di intrattenere rapporti sessuali con negri, artisti e altri.
la prima ragione per mettere la marijuana fuori legge è il suo effetto sulle razze degenerate...
La marijuana è una droga che provoca assuefazione e produce negli utilizzatori insanità, criminalità e morte. La marijuana porta al lavaggio del cervello pacifista e comunista. Gli spinelli inducono i negri a pensare che sono come gli uomini bianchi...
Fuma uno spinello e probabilmente ucciderai tuo fratello. La marijuana è la droga che più ha causato violenza nella storia dell’uomo."

Ma oltre al bigottismo, dietro alla campagna proibizionista c’erano interessi economici.
La famosa casa editoriale/cartaria Hearst, la maggior sostenitrice tramite i suoi quotidiani della campagna anti cannabis, aveva appena effettuato enormi investimenti sulla carta da albero.
Il suo proprietario William Randolph Hearst, magnate della carta stampa e personaggio che ispirò Orson Welles nella figura del Citizen Kane nel film “Quarto potere”, dichiarò sul Newspaper Tycoon le seguenti assurdità:
"La marijuana è la strada più breve per il manicomio, fuma la marijuana per un mese e il tuo cervello non sarà niente più che un deposito di orridi spettri, l’hashish crea un assassino che uccide per il piacere di uccidere."
I giornali di Hearst portarono avanti per anni una enorme campagna di disinformazione e propaganda proibizionista contro la cannabis, attribuendole falsamente una miriade di “mali sociali”...
... dagli assassini al comunismo, dal pacifismo all’infedeltà coniugale, fino ad arrivare ai rapporti sessuali tra “donne bianche e razze inferiori”.
Contemporaneamente la DuPont brevettò il nylon. Quindi, riassumendo: I nascenti gruppi industriali americani puntavano soprattutto allo sfruttamento del petrolio per l’energia (Standard Oil – Rockefeller), delle risorse boschive per la carta (editore Hearst)...
... e delle fibre artificiali per l’abbigliamento (Dupont) – tutti settori nei quali avevano investito grandi quantità di denaro. Ma avevano di fronte questo avversario efficiente e troppo economico, e si unirono così per formare un’alleanza sufficientemente forte per batterlo.
L'olio estratto dalla cannabis può essere utilizzato in alcuni tipi di motore, in particolare come biodiesel.
Nel 1937 Henry Ford creò la Hemp Body Car, in gran parte realizzata in canapa e alimentata a etanolo di canapa.
Ford morì sei anni dopo e, nel 1955, la coltivazione della canapa venne proibita negli Usa, dunque la vettura non entrò mai in produzione.

-- Henry Ford --
In Italia si criminalizza la canapa e chi la utilizza mentre c’è, di fatto, libera circolazione delle droghe pesanti per chi se lo può permettere.
"La proibizione della marijuana ha fatto molti più danni a molte più persone di quanto la marijuana possa mai fare."
William F. Buckley, Jr.
---
Per concludere:
Proibire la marijuana? Ma piantatela!

- Vi saluta Jim Belushi dalle sue piantagioni -

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