#piccolestorie

A punta

Una matita (o lapis) è uno strumento per disegnare e per scrivere. La matita comune è solitamente un bastoncino di legno con un'anima in grafite.
I vocaboli italiani "lapis" e "matita" derivano entrambi dal latino lapis haematites che significa "pietra di ematite": prima della scoperta della grafite venivano infatti utilizzati, con funzioni analoghe, bastoncini di carbone o di ematite (un ossido di ferro).
Sappiamo che la matita, così come la conosciamo,fu creata nella seconda metà del XVI secolo, dopo la scoperta a Cumberland, in Inghilterra, di miniere del minerale detto grafite. Image
Fu scoperto un giacimento di grafite estremamente pura e solida che venne inizialmente utilizzata per segnare il bestiame.
L'attuale costruzione della matita e del lapis costituiti da un'anima di grafite e materiale colorato inseriti in un profilo cilindrico o esagonale di legno, tipicamente pioppo, viene attribuita a due italiani, Simonio e Lyndiana Bernacotti. Image
Ma da quando esiste la matita esiste un problema correlato: come fare la punta della matita in modo da lasciare un tratto sottile e netto durante il disegno o la scrittura?
Per anni, il coltello era lo strumento più utilizzato per affilare la matita. Ma tagliare via il legno per produrre un punto era un processo che richiedeva molto tempo, noioso e inesatto. Image
Man mano che le matite diventavano più onnipresenti nella vita di tutti i giorni, divenne chiaro che era necessario un modo più rapido ed efficiente per affilarle.
Il 20 ottobre 1828, il matematico parigino Bernard Lassimone fece domanda e ottenne il brevetto francese numero 2444 per la sua invenzione del "taille pastello", tradotto in inglese come "temperamatite".
Impiegava due piccoli file di metallo inclinati a novanta gradi in un blocco di legno che lavorava per intagliare, raschiare e levigare il legno dalla matita per creare una punta.
Sebbene questo fosse il primo temperamatite meccanico, non era molto più veloce, né meno lavoro, che usare solo un coltello.
Circa dieci anni dopo, nel 1837, due inglesi, Cooper ed Eckstein, ne progettarono uno e lo chiamarono "Styloxynon" ed era molto simile al "temperino" di Lassimone. Image
Alla fine della pagina pubblicitaria dell'epoca si legge, "Quando una matita nuova viene usata per la prima volta, dovrebbe essere approssimativamente appuntita con un coltello prima di impiegare lo Styloxynon".
Inutile dire che era ancora necessario un temperamatite migliore dello Styloxynon. Un decennio dopo lo Styloxynon, un altro francese, Therry des Estwaux, inventò qualcosa che ancora oggi è usato nei temperamatite.
Estwaux inventò un dispositivo a forma di cono che, quando una matita viene inserita e girata, tutti i lati della matita vengono tagliati via contemporaneamente, rendendo il processo di affilatura molto più veloce. Image
Da quel momento in poi, i temperamatite che usavano un dispositivo a forma conica hanno iniziato a spuntare in tutta Europa, anche se con leggeri cambiamenti di design dal primo di Estwaux.
I temperamatite iniziarono ad essere usati negli uffici di tutto il mondo. C'è una documentazione che mostra che il governo municipale della città di New York acquistava dei temperamatite meccanici per i loro uffici già nell'inverno del 1853.
Li acquistava da un'azienda inglese per un dollaro e cinquanta per temperamatite (circa 42 dollari oggi). Con l'aumento della domanda di temperamatite, aumentava anche la necessità di produrli in serie per abbassare il prezzo. ImageImage
Una curiosità: La maggioranza delle matite prodotte negli USA in età contemporanea è di colore giallo. La tradizione ebbe inizio nel 1890 quando L. & C. Hardtmuth in Austria-Ungheria introdusse la marca Koh-I-Noor Hardtmuth, dal nome di un celebre diamante indiano.
Il colore giallo voleva attirare l'attenzione sulla qualità del lapis, sulla provenienza (asiatica) della grafite e sui colori della casa d'Asburgo (giallo-nero). Image
Nel 1857 negli Usa la domanda di esportazione verso l'Europa aumentava ogni giorno. Si diceva che gli americani fornissero qualcosa di più semplice ed economico.
Per anni il temperamatite sarebbe prodotto in serie in tutto il mondo in varie dimensioni, forme e modi di appuntire la matita. Tuttavia, il temperamatite non era ancora perfetto.
Il problema principale era che tutti richiedevano all'utente di ruotare la matita e tenere fermo l'affilatoio o ruotare il temperino e tenere la matita ferma per ottenere la punta affilata desiderata.
L'americano Walter K. Foster, verso la fine del secolo, sviluppò una serie di modelli conici, molto simili a quei cappucci di metallo usati per spegnere le candele. Image
Ma sarà l’afroamericano John Lee Love che farà la storia dei temperamatite. Il 23 novembre 1897 gli venne riconosciuta la paternità dell’invenzione, che secondo il suo ideatore poteva essere usata anche come fermacarte e decoro per le scrivanie.
John Lee Love era un falegname a Fall River, nel Massachusetts, quindi aveva sempre bisogno di una matita. Aveva bisogno di un temperino che fosse portatile, facile da usare e che non gli avrebbe creato problemi.
-John Lee Love - Image
Anche se le notizie circa la sua vita sono poche e confuse, sembra che, stanco di dover fare la punta alla matita troppo frequentemente con il suo coltellino, penso di creare una scatolina con uno spazio conico in cui infilare la matita.
La posizione delle lame avrebbe permesso di temperare la matita lasciando gli scarti all’interno del temperamatite stesso. Il 23 novembre 1897 Love deposito la richiesta di brevetto e poco tempo dopo gli fu assegnata la paternità dell’invenzione. Image
John Lee Love morì insieme ad altri nove passeggeri il 26 dicembre 1931, quando l'auto in cui stavano viaggiando si scontrò con un treno vicino a Charlotte, nella Carolina del Nord. Le notizie dell'epoca indicano che non era sposato.
Ancora oggi, se impieghiamo così poco tempo ad avere una punta perfetta sulla nostra matita lo dobbiamo al povero John Lee Love. Image

• • •

Missing some Tweet in this thread? You can try to force a refresh
 

Keep Current with Trescogli

Trescogli Profile picture

Stay in touch and get notified when new unrolls are available from this author!

Read all threads

This Thread may be Removed Anytime!

PDF

Twitter may remove this content at anytime! Save it as PDF for later use!

Try unrolling a thread yourself!

how to unroll video
  1. Follow @ThreadReaderApp to mention us!

  2. From a Twitter thread mention us with a keyword "unroll"
@threadreaderapp unroll

Practice here first or read more on our help page!

More from @trescogli

25 Nov
#piccolestorie

La calunnia è un venticello

La calunnia è un venticello, un’auretta assai gentile che insensibile, sottile, leggermente, dolcemente incomincia a sussurrar. Piano piano, terra terra, sottovoce, sibilando, va scorrendo, va ronzando...
... nelle orecchie della gente s’introduce destramente e le teste ed i cervelli fa stordire e fa gonfiar…

Introduco la storia con quest’aria di Gioacchino Rossini, su testo di Cesare Sterbini, che si trova nel primo Atto del Barbiere di Siviglia.
Sul finire dell’Ottocento, in Italia, erano davvero esigue le possibilità che una donna aveva per rendersi economicamente indipendente; il mestiere di maestra era uno dei pochi, anche se malpagato e difficile.
Read 66 tweets
24 Nov
Sul corpo delle donne

"Il gioco della carne, che sta alla base della vita ma si avviluppa in convenzioni invalicabili o in perversi e oscuri sentieri. Secoli di storia, di guerre, rivoluzioni, cataste di morti, violenze senza limite.
Tutto per finire in bordelli e casini, santuari di corpi pronti alla consumazione. Il corpo delle donne, alla mercé delle velleità degli uomini, esposto senza tregua al tempo che scorre, a tutto quel dolore.
La storia passava sul corpo delle donne, facendone scempio".
Maria Pia Ammirati, Vita ordinaria di una donna di strada
Read 31 tweets
22 Nov
#piccolestorie

La fata verde

Era la bevanda alcolica prediletta dagli artisti dell’800, da Proust a Baudelaire, da Van Gogh a Oscar Wilde, simbolo del Moulin Rouge e della vita bohémienne parigina.
Quella bevanda era l'Assenzio, o in francese l'Absinthe. Ma cosa c’è nell’assenzio e soprattutto, è davvero così terribile e pericoloso da meritarsi un divieto di vendita e produzione dal 1915?
L'Assenzio (più precisamente Assenzio maggiore) è una pianta scientificamente chiamata Artemisia absinthium. È un arbusto piuttosto comune nelle zone alpine, caratterizzato da un color verde argentato e da un sapore estremamente amaro.
Read 46 tweets
21 Nov
#piccolestorie

La Belle

Il canone di bellezza è l'ideale estetico riguardante il corpo che viene riconosciuto dalla società, strettamente legato all'epoca e alla situazione culturale, economica e sociale di un popolo.
Raccoglie le migliori e più desiderabili caratteristiche di bellezza fisica. Tale canone si è espresso in varie forme nella storia e tramandato attraverso le espressioni artistiche.
Questa sommaria descrizione di cosa sia un canone estetico è la premessa alla storia di un'artista che fu un icona indimenticabile della Bella Époque.
Read 62 tweets
20 Nov
#piccolestorie

Dalla trincea

Non lo so …
Torno a casa dopo l’ennesima notte a lavoro e non mi riesce dormire. Vedere la linea piatta della morte è una sensazione difficile da descrivere.
In realtà non trovo pace perché la mia testa è piena di così tanti pensieri, stati d’animo ed emozioni che quasi fatico a mettere in ordine il tutto. Sto cercando di dare una spiegazione logica e sensata a quello che sta succedendo ma non riesco.
Alla fine continuo a vedere buio e morte nonostante stia comunque cercando di vivere al massimo le mie esperienze ( come ho sempre fatto in 29 anni). Image
Read 26 tweets
19 Nov
#piccolestorie

Un eroe qualunque

Prima di raccontarvi questa storia vi invito a leggerla con un sottofondo musicale. Una musica klezmer, musica degli ebrei dell’Europa centro-orientale, note allegre e tristi insieme ad accompagnare il racconto della vita di un eroe qualunque.
Raccontare è importante, è una dimensione della vita umana che ci consente di trasmettere il ricordo e di distillare ciò che di importante una vita continua a trasmettere oltre la sua fine. E la storia di Janus Korczak è proprio una di quelle storie da far conoscere a tutti.
Janusz Korczak nasce come Henryk Goldszmit a Varsavia (allora parte dell'Impero Russo) il 22 luglio 1878 da una famiglia ebraica abbastanza integrata e legata alla cultura polacca.

- Henryk/Janusz -
Read 44 tweets

Did Thread Reader help you today?

Support us! We are indie developers!


This site is made by just two indie developers on a laptop doing marketing, support and development! Read more about the story.

Become a Premium Member ($3/month or $30/year) and get exclusive features!

Become Premium

Too expensive? Make a small donation by buying us coffee ($5) or help with server cost ($10)

Donate via Paypal

Thank you for your support!

Follow Us on Twitter!

:(