Nel 2021 l'Italia ha continuato a vendere armi ai regimi di Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti per un totale di 103 milioni di euro. Il governo Draghi ha rilasciato autorizzazioni per 52 nuove licenze: 47,2 milioni ai sauditi e 56,1 agli emirati.
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Questo nonostante a inizio 2021, dopo una risoluzione del Parlamento, il governo Conte avesse deciso di revocare tutte le licenze in essere e quelle nuove: con quella decisione veniva bloccato l'export di "bombe aeree e missili" verso Arabia Saudita e EaU usate in Yemen.
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Decisione che ha portato a revocare licenze per un totale di 328 milioni di euro, come si legge nella relazione sull'esportazione, importazioni e transito di armi che il governo Draghi ha inviato al Parlamento il 5 aprile.
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Nonostante questo, nel 2021 è stata autorizzata la vendita di armi ai due Paesi per oltre 100 milioni. Secondo la stessa relazione, agli Emirati abbiamo venduto pistole, componenti e apparecchi elettronici.
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Al regime di Mohammed bin Salman l’Italia ha venduto armi che rientrano nell’ampia categoria “004” che comprende “bombe, siluri, razzi, missili”. Non è chiaro il dettaglio specifico della fornitura.
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"Chi ci dice che queste bombe e missili italiani non vengano utilizzato dai sauditi nel conflitto in Yemen?” si chiede @beretta_g , della Rete italiana Pace e Disarmo, al @fattoquotidiano
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Secondo la relazione, l'Italia nel 2021 ha esportato armi anche in altri regimi sanguinari e che non rispettano i dritti umani. Il nostro primo cliente è il Qatar a cui abbiamo venduti armamenti per 813,5 milioni. Tra i primi 15 c'è anche il Pakistan, Filippine e Malaysia.
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L'Egitto passa dal primo al diciottesimo posto sull'esportazione di armi, da 991 milioni nel 2020 a 35 nel 2021: questo perché negli ultimi anni l'Italia aveva firmato maxi-commesse col Cairo per elicotteri e fregate Fremm.
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È lo stesso Egitto di Al-Sisi con cui oggi facciamo affari per affrancarci dal gas russo. Dimenticandoci la giustizia per Giulio Regeni. D'altronde, si sa, pecunia non olet.
Questa mattina a Palazzo Chigi c'è stato un incontro tra Mario Draghi e i leader del centrodestra di governo che negli ultimi giorni avevano annunciato il voto contrario alla riforma del fisco. Erano presenti Salvini, Tajani, Lupi, Marin (Cambiamo) e i capigruppo.
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"L'incontro si è svolto in un clima costruttivo e di grande collaborazione" hanno fatto sapere Lega e Forza Italia in un comunicato. Il centrodestra voterà il disegno di legge delega ma in cambio ha ottenuto la modifica del testo per arrivare "a una soluzione condivisa".
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Durante l'incontro Draghi ha spiegato che la linea del governo è quella "di non mettere tasse sulla casa". Salvini e Tajani hanno ribadito che non vogliono crisi di governo, ma hanno chiesto di rivedere il comma che prevede la revisione degli estimi catastali.