Silvio Berlusconi explaining the “special military operation”:
Putin’s aim was “simply replace Zelensky government with a government of decent people”.
Berlusconi gave also some ex post military advise to Putin:
“Russian troops should have concentrated around Kyiv. I don’t understand why they were distributed around the country”
Implicitly Berlusconi is denying the occupation of Ukraine by Putin and endorsing the regime change
Two days ago, after Putin’s mobilization and nuclear threat speech, former PM Giuseppe Conte accused Zelensky of “accepting a military escalation logic”.
His 5 Stars Movement is polling high in the South of Italy.
Then there is Matteo Salvini, former Interior minister and leader of Lega.
No need to explain his love for Putin.
A couple of days ago, without naming him, Mario Draghi said that Salvini “loves Russians to madness” and “speaks secretly everyday with the Russians”.
Sunday is Election Day for Italy. And a right wing government led by Giorgia Meloni is expected to lead the country. With Salvini and Berlusconi.
Meloni now has a pro-Ukraine stance. But wait: in 2014 she supported Crimea annexation and in 2018 she praised Russian democracy.
In fact Meloni can change her stance on everything at the speed of light.
She did it on the eurozone, on the EU, on fiscal responsibility, on fascism and on Mussolini. She could do it again with Russia.
And you know what?
Mario Draghi made the most spectacular shift in the Italian foreign policy after 20 years of soft pro-Putinism.
Draghi has been a driving force on sanctions and EU candidate status for Ukraine
Ogni estate, avendo più tempo libero, cado nella tentazione delle risse social. Anche oggi con una battuta sul concerto di Casera che risolve i conflitti.
Ma la questione è seria. Sul piano deontologico e della propaganda utile ai veri guerrafondai.
Dunque Cecilia Sala, che conosce decisamente meglio l’Iran del 99% dei qui utenti (nonché le sue carceri), scrive una cosa decisamente sensata: attenzione a non confondere la società iraniana con l’odioso regime della Repubblica islamica.
Si attiva il cretinismo collettivo. 🤷♂️
Forse al cretinismo collettivo andrebbe ricordato:
- il coraggio di quella parte ampia di società iraniana che ha protestato più volte contro il regime oscurantista per i fatti suoi. Senza il loro Beniamino e il suo amico TACO. A volte rimanendo impiccata o nel carcere di Evin.
- Oppure la guerra condotta da Saddam all’Iran (con sostegno americano e sovietico) che non solo consolidò l’odioso regime dei mullah allora fragile, ma convinse l’ayatollah a riprendere il programma nucleare lanciato dall’amatissimo (dal cretinismo) regime della dinastia Pahlavi
Breve ripasso del pensiero semplificato di Pannella sul conflitto israelo-palestinese
1) Israele nell’Unione europea. Perché?
2) Perché la soluzione dei due stati non funziona. Gli stati nazionali non funzionano
3) Israele è democrazia che garantisce diritti di tutti cittadini
4) Israele ha un trend demografico che distrugge le sue fondamenta democratiche. Religiosi ed estremisti di entrambe le parti prevalgono
5) L’Ue garantisce i diritti dei singoli individui: ebrei, musulmani e cristiani e quel magnifico mosaico che è il medio oriente
6) Se dalla logica dell’ideologia nazionale passi a quella della tutela dei diritti individuali, cambia totalmente il paradigma della soluzione al conflitto.
Carico di contraddizioni e follia, il pensiero pannelliano ha una razionalità profonda e umanista.
🚨Ursula von Leyen a Lampedusa presenta l'ennesimo piano d'azione in 10 punti.
Non c'è un solo punto che sia nuovo rispetto ai precedenti piani d'azione.
1) Von der Leyen promette sostegno Commissione, Agenzia per l'asilo europeo e Frontex per registrazioni e identificazioni.
In realtà sono già tutte sul terreno.
2) Von der Leyen promette sostegno per trasferire migranti fuori da Lampedusa e sollecita altri stati membri di usare meccanismo di solidarietà volontario per trasferire i migranti fuori dall'Italia.
Qualche milione di euro e qualche centinaio di ricollocamenti in più.
E ora, dopo lo scoop, spieghiamo i retroscena del memorandum con la Tunisia.
1) Non ha valore giuridico. È un’intesa politica tra Commissione e Tunisia
2) Per negoziare un accordo giuridicamente vincolante, la Commissione avrebbe dovuto chiedere un mandato ai governi dei 27
3) Ursula von der Leyen ha insistito per concluderlo e firmarlo bypassando le perplessità dei servizi della Commissione e di alcuni Stati membri (vedi lettera Borrell)
4) Alcuni governi erano contrari perché Saied aveva lanciato caccia si subshariani
Il memorandum prevede oltre 1 miliardo di aiuti alla Tunisia:
1) Gestione frontiere: 105 milioni. A parte qualche spiccio per i migranti nel deserto, nulla è stato versato.
Serve tempo per i progetti. Ma frattempo 17 motovedette vengono finanziate con vecchi fondi.
2) Sostegno diretto al bilancio: 250 milioni. Dovrebbe essere approvato entro la fine dell’anno. Ma Saied deve accettare alcune riforme legate al finanziamento.
E qui sta il problema. Può un populista nazionalista accettare riforme esterne?