Un esempio del metodo Orsini, ovvero come costruire teorie singolari su mistificazioni e dati falsi. Scrive in sostanza Orsini che la Serbia è un nostro partner strategico e che, pertanto, rompere con il “putiniano” Vucic sarebbe contrario all’interesse nazionale dell’Italia. 1/n
Orsini dice in pratica che in Serbia si mette male per la crisi in Kosovo e che se si dovesse arrivare a uno scontro con la Nato l’Italia dovrebbe stare dalla parte dell’alleato di Putin nei Balcani. E questo perché la Serbia è un importante partner economico per l’Italia. 2/n
Orsini fa reggere tutto il suo ragionamento su questi numeri: nel 2021 l’interscambio con la Serbia superava i 4,1 miliardi (+23,5% rispetto al 2020); lo stock di investimenti diretti italiani in Serbia è di oltre 34 miliardi di euro dal 2007. Ma che significano questi dati? 3/n
La crescita dell’interscambio nel 2021 superiore al 20%, che pare un dato enorme, non ha alcun significato perché l’anno precedente (il 2020) è quello del Covid: semplicemente dopo il crollo della pandemia gli scambi sono tornati ai livelli del 2019. Ma quanto pesa la Serbia? 4/n
Stiamo parlando di un mercato che per l’Italia vale circa lo 0,3% dell’export e lo 0,2% dell’import. All’incirca quanto Malta. Basti pensare che la Russia valeva l’1,5% dell’export ed era fornitrice essenziale di gas e petrolio e dopo le sanzioni l’Italia ha retto benissimo. 5/n
L’altro dato di Orsini, quello dello stock di investimenti diretti italiani in Serbia superiore a 34 miliardi dal 2007, è invece completamente inventato. Ed è grossolanamente fuori scala: 34 miliardi è forse il totale (di tutto il mondo) degli investimenti esteri in Serbia. 6/n
Quelli italiani sono, secondo i dati dell’Agenzia per lo sviluppo della Serbia, circa il 10%. Quindi poco più di 3 mld. Ma secondo la Banca d’Italia sono molti meno (non so il perché della discrepanza): lo stock di investimenti diretti italiani in Serbia nel 2021 era 1,8 mld. 7/n
In sostanza, la Serbia non è esattamente un partner strategico per l’Italia (mentre lo è l’Italia per la Serbia visto che siamo il secondo mercato di sbocco e il quarto paese fornitore della Serbia). Insomma, la narrazione di Orsini è completamente falsa e mistificatoria. 8/n
Ma soprattutto è illogica rispetto alle bizzarre posizioni di Orsini. Se a guidare l’interesse nazionale è l’interscambio commerciale, come fa Orsini a sostenere che sull’Ucraina l’Italia deve rompere con la Nato e con l’Ue che rappresentano il 60-70% dell’export italiano? 9/n
L’Italia dovrebbe rovinare allegramente i rapporti con gli Stati Uniti, che valgono oltre il 10% dell’export italiano e sono il nostro 2° mercato di sbocco dopo la Germania, mentre non dovebbe assolutamente rompere con la Serbia che vale appena lo 0,3% ed è il 45° partner? 10/n
È evidente che per capire cosa pensa davvero Orsini la sua logica vada ribaltata. Lui scrive che l’Italia non deve rompere con la Serbia anche se Vucic è un alleato di Putin. In realtà lui pensa che siccome Vucic è un alleato di Putin l’Italia non deve rompere con la Serbia. n/n
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Dall’articolo di ieri e dal dialogo di oggi su Twitter con i vertici di @amnestyitalia emergono due punti importanti sul famoso comunicato del 4 agosto 2022 che erroneamente accusava le forze armate ucraine di aver messo in pericolo i civili. 1/n ilfoglio.it/cronaca/2023/0…
1) L’affermazione del portavoce di Amnesty Italia @RiccardoNoury secondo cui le conclusioni del famoso comunicato del 4 agosto 2022, ovvero le accuse alle Forze armate dell’Ucraina di aver violato il diritto umanitario “non sono sufficientemente suffragate dalle prove” 2/n
2) la traduzione in italiano del comunicato con cui i vertici di Amnesty International si scusano e presentano un piano di riorganizzazione delle proocedure per evitare che spiacevoli situazioni come quella sull’Ucraina si verifichino di nuovo. 3/n
Replico al presidente di Amnesty Ita Russo, che ringrazio per le risposte, in questo thread per dare ordine alla discussione. 1) Dove e quando Amnesty Italia ha dato notizia del rapporto degli esperti? Si riferisce all'aggiunta della nota in fondo al comunicato di un anno fa? 1/n
2) Ok, il portavoce si basa su "un'agenda dettata dalla reattività", ma quindi lo scoop del NYT di aprile 2023 e il report di Amnesty Int. con le falle sul comunicato del 4 agosto non sono degni di una sua "reazione"? È passato un mese e ancora niente? 2/n
sempre 2) Il portavoce, come suggerisce il termine, è fondamentale per "l'analisi della comunicazione dell'associazione". Ma oltre ai silenzi di Noury, quali sono sul tema le azioni e i comunicati di Amnesty Italia su sito, social e media che ci siamo persi dal 27aprile 2023? 3/n
Replico a Nuory, che ringrazio per le risposte, in questo thread per mettere ordine alla discussione. Innanzitutto non è vero che la sua ultima intervista sul comunicato del 4 agosto 2022 risalge al 7/8/2022. Ne ha parlato al Riformista l'11/4/2023. 1/n ilriformista.it/occidente-ipoc…
Nell'intervista al Riformista, a distanza di quasi un anno, Amnesty Italia ribadisce le accuse all'esercito ucraino di "violazione dei diritti umani", nonostante fosse nota all'interno di Amnesty l'esistenza di un report indipendente che metteva in discussione quelle accuse. 2/n
Dire quindi "Nessuno mi ha chiamato da allora [4-6 agosto 2022] per commenti" è falso. In ogni caso, non sarebbe una buona giustificazione. Perché il comunicato del 4 agosto 2022 venne lanciato con grande clamore da Amnesty Italia senza che nessuno glielo avesse chiesto. 3/n
Surreale editoriale del direttore di Avvenire sul 25 Aprile come “liberazione dalla guerra”, in cui Marco Tarquinio riesce a parlare di “escalation” militare in Europa senza mai citare il responsabile di questa guerra e dell’aumento delle spese militari: la Russia di Putin. 1/n
La spesa militare globale è sì arrivata ai massimi storici ma, come scrive lo Stockholm International Peace Research Institute (SPIRI) nel report citato da Tarquinio, l’incremento è dovuto all’aumento della spesa di Russia e Ucraina: una per invadere, l’altra per difendersi. 2/n
Ma questo Tarquinio non lo dice. È vero anche che ora l’Europa spende di più rispetto “alla vigilia della caduta del Muro di Berlino”. Ma la causa, scrive SIPRI, è sempre l’invasione russa dell’Ucraina, che ha indotto molti paesi europei a investire più risorse sulla difesa. 3/n
Vladimir Kara-Murza è stato condannato a 25 anni di carcere, per essersi espresso contro la guerra in Ucraina e contro le violazioni del regime di Putin. Kara-Murza è un allievo di Boris Nemtsov e amico di John McCain, erede della nobile tradizione della dissidenza in Urss. 1/n
Nel 2015, poco dopo l’assassinio del maestro Nemtsov da cui ha ereditato il testimone, Kara-Murza è stato avvelenato: è entrato in coma, sopravvissuto per miracolo, ha subito danni profondi e si è ripreso dopo una lunga riabilitazione negli Usa, ma è sempre tornato in Russia. 2/n
Ha continuato le sue attività di opposizione e di denuncia in patria e all’estero della violazioni dei diritti umani del regime di Putin. Nel 2017 è stato avvelenato di nuovo. È sopravvissuto. Non si è fermato e, dopo l’invasione dell’Ucraina, si è schierato contro la guerra. 3/n
Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ha lanciato una misura, pare ereditata da Franceschini: un Bonus Cinema, cioè uno sconto da 3-4 euro sul biglietto, per (ri)portare le persone nelle sale e superare la crisi dei cinema. Costo: 10milioni €. 1/n ilfoglio.it/cultura/2022/1…
Nel 2021, annus horrobilis dei cinema, i botteghini hanno incassato circa 170 milioni e registrato 25 milioni di ingressi. Ciò vuol dire che, su tutto l’anno, il fondo da 10 milioni coprirebbe uno sconto da 0,4 euro a biglietto (senza considerare un aumento degli ingressi). 2/n
Se invece lo sconto sarà, come dice Sangiuliano, di 3-4 euro a biglietto lo stanziamento si esaurirebbe in un mese abbondante finendo, molto probabilmente, nelle tasche di chi già va abitualmente al cinema, quindi senza alcun impatto sostanziale sull’ampliamento della platea. 3/n