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IDF: scoperta a Rafah una rete di tunnel lunga oltre 7 chilometri, profonda 25 metri, con 80 alloggi/nascondigli, dove il tenente Hadar Goldin è stato tenuto prigioniero per anni.
Non è “resistenza”: è un sottomondo criminale scavato sotto la vita dei civili.
2/ Il tunnel passa sotto un quartiere densamente popolato, vicino al Corridoio di Philadelphi, e attraversa:
un complesso UNRWA
moschee
cliniche
asili
scuole
Cioè: Hamas ha trasformato infrastrutture civili e umanitarie nella copertura del suo bunker.
3/ Dentro la rete di tunnel:
🔹 circa 80 “alloggi”
🔹 sale comando
🔹 depositi di armi
🔹 stanze per soggiorni prolungati dei comandanti
🔹 aree per pianificare attacchi contro l’IDF
È la fotografia perfetta del mito distrutto: non “difensori del popolo”, ma parassiti del popolo.
4/ Tra i frequentatori abituali di questo labirinto:
il comandante della Brigata di Rafah di Hamas, Mohammad Shabaneh, e altri alti quadri.
I capi non stavano nei vicoli tra la gente, ma al sicuro sottoterra, mentre in superficie morivano civili.
5/ Per anni abbiamo sentito dire:
“Gaza è una prigione a cielo aperto”.
La verità è ancora più oscena:
sotto quella prigione c’era un’altra prigione, segreta,
dove un ufficiale israeliano è stato tenuto nascosto come trofeo umano, mentre il mondo parlava di “resistenza”.
6/ UNRWA, scuole, moschee, cliniche:
parole che dovrebbero significare cura, istruzione, preghiera, aiuto.
Hamas le ha usate come scudo, come copertura, come tappeto sotto cui nascondere armi, ostaggi, sale operative.
7/ Ogni volta che qualcuno urla “non toccate le scuole, non toccate gli ospedali!”, dovrebbe avere l’onestà di guardare queste mappe di tunnel:
la scelta di costruirli lì sotto non è dell’IDF.
È di Hamas, che ha deliberatamente incollato la propria guerra ai corpi dei civili.
8/ Il caso di Hadar Goldin è emblematico:
un singolo ostaggio tenuto in cattività per anni in una rete di tunnel gigantesca, pensata non solo per nasconderlo, ma per garantire ai comandanti di Hamas un quartier generale sotterraneo a prova di bombe.
9/ Questa scoperta smonta due bugie:
❌ che Hamas “non ha scelta” e dovrebbe per forza combattere tra i civili;
❌ che la comunità internazionale può continuare a finanziare strutture “umanitarie” senza chiedere cosa ci passa sotto.
10/ I tunnel non li hanno scavati i profughi,
non li hanno pianificati gli insegnanti o i medici,
non li hanno progettati i bambini che oggi vivono tra le macerie.
Li ha voluti un’organizzazione che usa la parola “Gaza” come scudo e la parola “resistenza” come deodorante.
11/ La vera domanda ora è:
quanti altri Hadar Goldin sono scomparsi nel cemento armato sotto Gaza,
mentre in superficie si sventolavano bandiere e si gridava “dal fiume al mare” ignorando cosa succedeva sotto i piedi di quel “mare”?
12/ Un tunnel di 7 km non è un dettaglio tecnico.
È una scelta politica e morale:
ogni metro scavato è un metro di bilancio, di cemento, di uomini, di tempo sottratti a case, scuole, ospedali veri.
Questo è Hamas: il più grande progetto edilizio contro il proprio stesso popolo.
13/ Chi oggi continua a raccontarci che “sono combattenti per la libertà” mente.
Si scava per liberare i popoli, non per rinchiuderli in una caverna con ostaggi, armi e comandanti che dettano la linea da 25 metri sottoterra.
14/ Quel tunnel è una fotografia del conflitto:
sopra, civili palestinesi abbandonati alla propaganda;
sotto, i signori della guerra e i loro ostaggi;
in mezzo, un mondo che finge di non vedere.
*MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA*
GIOVEDÌ 30 OTTOBRE
Gli ebrei tornano a essere perseguitati nel mondo.* Vengono zittiti nelle scuole e nelle università, aggrediti nei luoghi pubblici. Nelle manifestazioni i genitori portano i bambini a urlare gli slogan del terrorismo jihadista per cacciare gli ebrei dal loro paese.
Dal 7 ottobre sono stati segnalati in Italia *733 atti di antisemitismo. Uno al giorno!* In un recente sondaggio SWG *il 15% degli intervistati giustifica aggressioni verso gli ebrei.*