La vicenda della cosiddetta #FamigliaNelBosco registra nuovi sviluppi rilevanti sul piano educativo dei minori.
Secondo quanto riferito dalla tutrice nominata dal #Tribunale per i Minorenni, i tre bambini attualmente collocati in una struttura protetta non sanno leggere.
La figlia maggiore, di circa otto anni, sa scrivere soltanto il proprio nome, mentre i due gemelli più piccoli stanno iniziando ora l’apprendimento dell’alfabeto. Questo dato assume particolare rilievo.
Il perché è piuttosto chiaro: ,prima dell’allontanamento, i genitori avevano dichiarato di seguire un percorso di istruzione parentale. L’ordinamento italiano consente l’#homeschooling, ma impone verifiche periodiche sulle competenze effettivamente acquisite dai minori
Tutte cose legate alla loro adeguatezza rispetto all’età. Le dichiarazioni della tutrice suggeriscono una distanza tra il percorso educativo dichiarato e i risultati riscontrati. Non si tratta di una valutazione ideologica sullo stile di vita della famiglia. Tutt'altro
E' un elemento oggettivo che incide sulle decisioni in materia di tutela minorile. Alla luce di queste informazioni, il rientro immediato dei bambini nella famiglia d’origine non è stato disposto.
Il Tribunale e i servizi sociali stanno proseguendo con: valutazioni educative; accertamenti sanitari; visite neuropsichiatriche infantili. Poi i genitori hanno manifestato disponibilità a collaborare con le istituzioni e ad accettare una sistemazione abitativa alternativa.
Questo aspetto viene considerato positivamente, ma non è sufficiente, da solo, a superare le criticità emerse. I nuovi elementi spostano il dibattito dal piano simbolico e narrativo a quello dei fatti verificabili.
La questione centrale non riguarda lo stile di vita degli adulti, ma la garanzia dei diritti fondamentali dei minori, a partire dall’istruzione. Ma cosa prevede la legge sulla Istruzione parentale in Italia?
L’istruzione parentale (home schooling) è consentita, ma non è una scelta priva di controlli.
I riferimenti principali sono gli Articoli 30 e 34 Costituzione: i genitori hanno il diritto-dovere di istruire i figli; l’istruzione è obbligatoria.
Inoltre anche il decreto legge D.Lgs. 62/2017 prevede verifiche periodiche delle competenze per chi non frequenta la scuola.
Esistono anche delle circolari MIUR che regolano le modalità di comunicazione e di esame per l’istruzione parentale.
Quali sono gli obblighi dei genitori? Comunicare ogni anno la scelta di istruzione parentale al Comune/dirigente scolastico. Dimostrare di avere adeguata capacità tecnica ed economica. Garantire un percorso educativo equivalente a quello scolastico.
Previste anche delle verifiche: i minori sono tenuti a sostenere esami di idoneità per accertare le competenze. Le verifiche valutano lettura, scrittura, calcolo e competenze di base in rapporto all’età.
Quando intervengono le autorità?
Se le competenze risultano gravemente carenti. Se emergono rischi educativi o di sviluppo.
Se l’istruzione parentale non assicura il diritto all’istruzione del minore.
Principio guida è che la legge non giudica lo stile di vita dei genitori, ma tutela il diritto del minore a un’istruzione adeguata.
Grazie per chi ha resistito fino alla fine
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Vi racconto la storia di oggi. Di una politica sfortunata evidentemente, o meglio incapace nel suo populismo.
Il caso di #PietraLigure deflagra all'improvviso dopo una notte di vento micidiale.
Da stamattina tutto quello che è nel demanio marittimo è chiuso.
Con ricadute enormi
IL LOCKDOWN DEI PRIVILEGI, parliamone qui
Deve essere un periodo decisamente sfortunato per i nostri politici e le loro battaglie populiste...
Rimandare, rimandare per poi... fallire.
Oggi a #pietraligure è accaduto qualcosa di incredibile, ma solo per le modalità.
In realtà era ampiamente prevedibile.
Una stagione che rischia di saltare, annegata non da una mareggiata o da perturbazioni insidiose.
Ma da una pessima politica, ridicola, ignorante, che pensa sempre di farla franca.
Il #senatore dice che mi querelerà per questo post.
Il reato: "Non avere seguito il trend ipocrita di santificazione".
Ebbene si, in attesa di una letterina verde (spero di almeno un milione di euro), ho subito questa "minaccia".
Ma spieghiamo bene tutto.
"Signor giudice questo signore (io) si è permesso di infangare la memoria del nostro leader maximo con una colpa grande: ha detto la verità che speravamo di cancellare con la dipartita". Ed io qui che mi sto decisamente spaventato. Il post era questo.
Vediamo di autoanalizzarci
“Quando vedo il tricolore mi incazzo. Il tricolore lo uso per pulirmi il culo.”
Questa è la voce più solida. La frase è storicamente attribuita a Bossi ed è collegata al procedimento per vilipendio della bandiera; la Cassazione confermò la condanna per le offese al tricolore.
Volevo evitare di farlo, ma non riesco: è più forte di me!
Questa denuncia e i post pubblicati nella notte da Pietro, figlio di #Stramezzi (con il fuso orario di Mosca ancora da smaltire evidentemente, anche come modus operandi) rappresentano la "summa" del complottismo.
Una premessa, la solita che faccio sempre. cercherò di essere oggettivo nella analisi di tutto quello che c'è scritto. Separando i fatti dalle opinioni.
Una cosa che faccio sempre.
Le immagini vengono dal profilo X di Pietro Stramezzi. È un verbale di ricezione di denuncia presentato presso la Arma dei Carabinieri (stazione Mi Duomo).
Il testo contiene una serie di dichiarazioni che spiegano perché sui social si stia già generando una narrativa complottista
La diplomazia del “non sapevo niente”.
Ecco cosa siamo diventati
Il post pubblicato su X da #GuidoCrosetto, nel tentativo di spiegare il rientro dall’estero dopo la crisi in Medio Oriente, rischia di diventare un piccolo caso politico.
Non tanto per il viaggio in sé, ma per quello che lascia intuire tra le righe: confusione, isolamento e una comunicazione che sembra improvvisata più che istituzionale.
#Crosetto racconta di essere rimasto a #Dubai mentre la situazione si faceva delicata.
Afferma di aver deciso di rientrare con un volo militare pagando di tasca propria, e di aver lasciato la famiglia negli Emirati perché non vi sarebbero rischi rilevanti.
Con il rischio che i familiari diventino un obiettivo sensibile da parte dei pasdaran a caccia di vendetta.
Molti non lo sanno, ma ci sono state diverse raccolte fondi per il #poliziotto arrestato oggi, #Cinturrino . Una di queste ha raccolto ben 15.000 euro da parte di una serie di idioti che hanno creduto alla propaganda di #Salvini e soci.
Wanna Marchi aveva ragione.
Fatta da #Sap
Il Sap è il sindacato autonomo di polizia, ma non è il solo. Questa raccolta fondi è stata poi sostenuta , guarda caso, dal #ilGiornale dopo che all'inizio era stata bloccata. Una raccolta fondi che dimostra quanto sia impressionante l'influenza del populismo sulle persone.
Prima erano "tutti al fianco del poliziotto di #Rogoredo", per poi dire che "c'erano parecchie cose che si sapevano". Per fortuna il 99 % della #polizia non è così. Ma anche queste campagne populiste fanno dei danni enormi alle forze dell'ordine
Cosa ci insegna questa storia, molto brutta di #foodinho #Glovo in amministrazione giudiziaria? Che abbiamo formato e nutrito una società in cui generiamo solo nuovi schiavi che arricchiscono i pochi.
Abbiamo trasformato la comodità in un falso bisogno
Un thread
Nessuno aveva davvero “bisogno” del poke alle 23:47 sotto casa. Nessuno moriva se la pizza non arrivava in 12 minuti.
Ma il mercato ha fatto una magia vecchia quanto il capitalismo: ha preso una pigrizia e l’ha venduta come necessità moderna.
Per soddisfarla, ha creato lavoro povero iper-controllato
Non innovazione.
Non libertà.
A cottimo digitale, con un algoritmo padrone, con il rischio scaricato sul lavoratore e ovviamente profitto concentrato in alto