Noi, che spesso ci avete chiamati i “liberali guerrafondai”, abbiamo sempre affermato il primato del diritto internazionale nel mondo globale: per tutti, compresi coloro che lo hanno ignorato per anni, come il #Venezuela. Il Venezuela è quel Paese che ha riconosciuto /1
l’indipendenza di Abkhazia e dell’Ossezia del Sud, sostenendo l’occupazione russa del 20% della Georgia. È un Paese che votava contro tutte le risoluzioni dell’ONU che affermavano l’integrità territoriale della Georgia e il diritto dei rifugiati di tornare a casa./2
Maduro era colui che ha appoggiato l’invasione russa in #Ucraina e ha dichiarato che Zelensky “doveva essere buttato nella spazzatura”.
E sì, nonostante tutto, noi continuiamo a sostenere che il diritto internazionale non va compromesso, e che l’intervento di stamattina degli/3
Stati Uniti era una violazione del diritto internazionale.
Ma voi - parlo di una certa sinistra e di una certa destra - oggi sembrate patetici a lamentarvi di tale violazione. Perché eravate voi ad auspicare la fine di Zelensky simil Maduro; eravate voi a dire che la Russia /4
aveva il diritto di avere le proprie zone d’influenza e che, di conseguenza, l’Ucraina non avrebbe dovuto poter scegliere liberamente le proprie alleanze; eravate voi a invocare cessioni di territori ucraini in nome della “pace”.
Eravate voi a sperare in un’intesa tra Trump e/5
Putin a discapito degli interessi di un Paese sovrano.
E diciamolo chiaramente: anche oggi, mentre l’Europa discute le garanzie di sicurezza per l’Ucraina dopo un eventuale cessate il fuoco, non sta difendendo realmente il diritto internazionale./6
Perché il diritto internazionale dice che i confini dell’Ucraina sono quelli del 1991, mentre l’Europa sta invece lavorando per congelare la realtà attuale, compromettendo cosi il diritto internazionale./7
Nonostante tutto, noi continueremo a difendere il diritto internazionale per tutti. Voi, temo, avete perso la credibilità per farlo. FINE
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Dal libro di J.Ioffe “Motherland: A Feminist History of Modern Russia, from Revolution to Autocracy”: la figlia di Stalin, Svetlana Allilueva, 1978:“Dopo aver divorziato due volte nell’Unione Sovietica, non mi sono mai sentita umiliata.È stato qui [negli USA],che ho compreso di/1
essere percepita da tutti come una “peccatrice”.
Una delle pochissime eredità positive dell’Unione Sovietica è stata la desacralizzazione della famiglia, privata della sua connotazione religiosa, e la normalizzazione del divorzio, che non veniva caricato di un significato /2
drammatico o morale. In un sistema in cui la società era pervasa da molteplici forme di falsità, almeno ci si risparmiava l’ipocrisia dei matrimoni di facciata. /3
The recent televised debate between Senator @CarloCalenda and Jeffrey Sachs was more than a clash of opposing views on the war in #Ukraine: it laid bare the structural and ethical weaknesses of the Italian media system. By exposing Sachs’s misleading and factually distorted /1
arguments, often echoing Kremlin talking points, #Calenda also revealed a broader crisis in Italy’s televised journalism: the collapse of professional ethics,the absence of fact-checking, and the widespread lack of expertise. Italian talk shows, driven by ratings and spectacle,/2
have turned disinformation into a form of entertainment.
This debate highlighted how the Italian talk-show format, shaped by infotainment rather than journalism, has become a fertile ground for manipulation and disinformation. The journalists prioritize confrontation, drama, /3
A settembre l’UE potrebbe sospendere il regime di esenzione dal visto per la #Georgia a causa dell’arretramento democratico in corso, che non è certo avvenuto all’improvviso. Ecco cosa scrivevo già nel 2018 in un rapporto di valutazione sull’attuazione dell’Accordo di /1
Associazione UE-Georgia, commissionatomi dal Parlamento europeo:
-Le elezioni democratiche e il riuscito passaggio di potere sono stati ampiamente considerati una vittoria per la democrazia georgiana.
Tuttavia, gli anni di governo del partito “Sogno Georgiano” hanno dimostrato/2
che elezioni democratiche non significano necessariamente una transizione di successo verso la democrazia. Le istituzioni restano deboli e sono controllate da un oligarca. La governance informale e la definizione delle politiche dietro le quinte rappresentano una sfida cruciale/3
Valery #Gergiev, celebre direttore d’orchestra russo, è da anni uno dei più visibili sostenitori del regime di Vladimir Putin. Non solo ha offerto pubblicamente il proprio sostegno politico al presidente russo in più occasioni, ma si è fatto anche portavoce di posizioni che /1
giustificano leggi discriminatorie, in particolare contro la comunità LGBTQ+.
Nel 2013, in un’intervista al quotidiano olandese Volkskrant, Gergiev difese la controversa legge russa contro la “propaganda omosessuale” affermando: “In Russia facciamo tutto il possibile per /2
proteggere i bambini dai pedofili. Questa legge non riguarda l’omosessualità, ma mira alla pedofilia.”
A domanda diretta, sostenne inoltre di non essere omofobo e di non aver mai discriminato nessuno nel suo lavoro. Tuttavia, le sue dichiarazioni pubbliche mostravano un chiaro/3
Nino Haratischwili, scrittrice georgiana e autrice de L’Ottava Vita, scrive così in seguito agli arresti dei leader dell’opposizione avvenuti oggi in #Georgia:
“Così iniziava sempre, ovunque. In modo strisciante. Come un gioco. Con quell’incredulità iniziale. All’inizio erano /1
sempre altri a essere colpiti: la repressione, le persecuzioni, le accuse - sempre rivolte a qualcuno, a qualche “minoranza” o gruppo. Per questo, per molto tempo, tutti si allenavano a distogliere lo sguardo, a essere indifferenti, e continuavano a vivere come se niente fosse./2
Finché non è toccato anche a loro.
E così siamo arrivati fin qui: con lo sguardo voltato altrove, convinti che “a me non capiterà”.
Siamo arrivati a questo punto: in un’ingiustizia totale, nell’illegalità, nel crimine, nella corruzione, nella propaganda, nella menzogna, nella/3