Sulla home page di @rep_torino campeggiano oggi 2 notizie. Una di un uomo che ha patteggiato una condanna per pedofilia. L'altra di una #notav che ha dato del fascista a un carabiniere che li aveva fermati dicendo "ci danno meno preoccupazioni i rom e gli albanesi di voi".
notato la differenza? uno viene chiamato pudicamente "l'ex-presidente" o "il presidente". Di lui non sapremo mai nemmeno il nome di battesimo né il circolo scacchistico di cui era socio. Dell'altra ci sono le generalità con tanto di nome e cognome.
è solo uno dei tanti esempi di come il giornalismo, in particolare nei giornali progressisti, sia diventato lo strumento di una punizione extragiudiziaria contro il conflitto sociale in mano alla polizia.
ovviamente la prima cosa che fa un datore di lavoro prima di assumere è cercare la persona su google. la polizia si assicura sempre che in Italia accanto al nome degli attivisti si trovino delle accuse di violenza (non importa neanche se poi saranno smentite in sede di giudizio)
è un po come la mafia che al sud impedisce di trovare lavoro ai ragazzi che si mettono contro il sistema o alle persone che denunciano le clientele camorristiche
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