Ci sono argomenti talmente polarizzati nel dibattito comune e non solo, che spesso è anche difficile parlarne. Il dibattito sui cambiamenti climatici è uno di questi anzi, probabilmente è il dibattito polarizzato per eccellenza. E oggi possiamo aggiungere un granellino alla
immane diatriba. Pochi giorni or sono, l'istituto meteorologico danese ha segnalato temperature record, sopra lo 0 termico, registrato nelle zone interne della Groenlandia. L'interno dell'isola supera i 3000 metri di altitudine ed essendo
un mondo di ghiaccio, capite bene lo stupore che ha generato. Siamo intorno alla fine di luglio e iniziano a comparire titoli allarmanti sui giornali di tutto il mondo (l'Italia non ne è esente, basta scrivere 'ghiacci Groenlandia' su Google e uscirà una notevole selezione). La
notizia ha avuto piano piano eco su ogni mezzo di informazione, con ampi spazi e approfondimenti dedicati, senza contare le immagini di ghiacciai in fusione. Poco dopo sono state pubblicate stime sulla quantità di ghiaccio perso, con scenari più o meno futuri delle ripercussioni
sull'intero pianeta.
Tutto questo per una parte dei commentatori è la conferma della catastrofe climatica imminente. Può essere, ma solo fino a pochi giorni fa. Infatti lo stesso servizio meteorologico danese ha comunicato di aver commesso un errore di calcolo e di aver
ampiamente sovrastimato le temperature. Risultato? Nessuna temperatura record e nemmeno sopra lo 0 termico. Niente fusione straordinaria dei ghiacci, ma solo quella stagionale (è estate anche lì). Catastrofe rimandata.
Tutto a posto quindi? Non
esattamente.
Siamo quasi certi che nessun telegiornale o mezzo di informazione correggerà l'errata comunicazione precedente.
La fonte è il DMI
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