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“Se muore, è biologia, se scoppia, è chimica, se non funziona, è fisica.”

Aug 20, 2019, 20 tweets

Partiamo semplicemente da un notizia di questo tipo: una pubblicità sulla tecnologia 5G con un testimonial medico.
Questo perché, a causa di alcuni studi indipendenti che mettono in guardia la popolazione e le istituzioni, il 5G necessita di una riabilitazione mediatica.

Appare evidente come il presupposto da cui dobbiamo partire, ancora prima di domandarci se il 5G possa essere dannoso per l'uomo e l'ambiente, è: le radiofrequenze 2G, 3G e 4G sono già di loro pericolose?
Su questo abbiamo dei dati certi di ricerche effettuate negli ultimi anni.

Gli esperti di ricerca sul cancro degli istituti indipendenti, tra cui l'Istituto Ramazzini, hanno allertato l'intera comunità già da diverse tempo con dati alla mano: i ratti, se esposti alle radiofrequenze del 2G e 3G, possono sviluppare il cancro. ramazzini.org/comunicato/rip…

Lo schema, oramai fin troppo evidente, si ripete ulteriormente.
Vengono utilizzati dei testimonial scientifici come tecnica mediatica, appartenente a quella branca di marketing pseudoscientifico che utilizza la scienza per fini prettamente commerciali e/o sociali.

Esempi evidenti possiamo averli nell'ambito dei vaccini, con Burioni sui social e la Cristoforetti negli spot.
Per promuovere il 5G appare evidente come sia di vitale importanza l'uso di un medico, riconosciuto a livello mondiale, come l'innovatore della chirurgia robotica.

Il messaggio sociale che dovrebbe convincere l'opinione pubblica è che se Musumeci con il 5G potrà salvare più vite, allora il 5G sarà lo strumento che salverà le vite di tutti. Uno schiaffo all'intelligenza umana, per un prodotto "venduto" dal punto di vista commerciale.

Appare emblematico come un prodotto relegato ad uno spot pubblicitario, in ambito di un programma di vendita commerciale, possa essere una risorsa sanitaria.
C'è da domandarsi: se fosse utile in ambito medico perché convincere il pubblico alla sua vendita?

Senza scordarsi come 20 anni di studi sulla radiofrequenze, hanno evidenziato la "probabile cancerogenità" delle stesse.
Qualsiasi prodotto che può rientrare in questa categoria, per principio di precauzione, se ne interrompe la distribuzione di massa, avviando nuove indagini.

Appurato il probabile danno causato dalla radiofrequenze, occorre domandarsi il perché di un'operazione dall'alto profilo mediatico sulla tecnologia 5G.
Essa non è alto che una connessione più veloce di quella precedente, che sarà alla base dell'internet delle cose (IOT).

Internet delle cose è un neologismo per identificare l'estensione di Internet al mondo degli oggetti che normalmente ci circondano (frigoriferi, allarmi domestici, sveglie, dispositivi digitali per la salute ecc ecc). Ma tutto ciò già avviene oggi con connessioni da 2 megabit.

Il concetto di IOT nasce durante una presentazione presso il gruppo Procter&Gamble (meglio noto come P&G) nel 1999, il concetto fu in seguito sviluppato dall'agenzia di ricerca Gartner.
Le maggiori problematiche riguardano da sempre tre aspetti: sicurezza, privacy e salute.

Data la nascita antecedente alla tecnologia 5G, in realtà all'IOT, occorrerebbe un millesimo di quello che promette la nuova banda.
Ad oggi qualsiasi dispositivo connesso ad internet, può comunicare con altri dispositivi tramite il WI-F o un server remoto con pochi bit di dati.

Lo sponsor di Musumeci risulta essere fazioso: le operazioni condotte dal chirurgo sono già trasmesse da oltre 20 anni in diretta agli studenti in USA e l'uso della robotica in sala operatoria sfrutta le connessioni a fibra ottica locale con prestazioni di poco inferiore al 5G.

Tecnologie come il 4G e/o il 5G rappresentano uno standard per la connessione senza cavo.
La maggior parte degli ospedali sono cablati in fibra ottica per supportare una rete più stabile. Occorre diffidare dalla presunta velocità di dati che solo il 5G sembra promettere.

Oltretutto il segnale 5G degrada istantaneamente come certificato dalle relazioni tecniche consegnate dai produttori di antenne alle istituzioni.
Infatti sarete a conoscenza della polemica sugli alberi abbattuti per lasciare spazio all'installazione di 5G
byoblu.com/2019/07/08/la-…

Va infatti sottolineato che qualsiasi rete dati mobile utilizzata (2G/3G/4G/5G) copre solamente la distanza tra il nostro dispositivo e la cella di zona, la quale poi incanala la connessione su cavo, sfruttando così successivamente la fibra ottica.

Anche i Big Data non necessitano fondamentalmente della connessione 5G in quanto la raccolta di dati estesi richiede tecnologie e metodi analitici specifici per l'estrazione.
L'elaborazione avviene solo dopo averli ricevuti in un database, cosa che avviene con normali connessioni

La spinta mediatica è tale per mascherare una preoccupazione sempre più estesa relativamente alla nocività del 5G.
Sono molto i ministri europei della salute o dell'ambiente che non autorizzano la nuova tecnologia, per rischi evidenti per la salute.
ilfattoquotidiano.it/2018/09/11/5g-…

Céline Fremaul, Ministro dell'ambiente della regione di Bruxelles, ha bloccato le sperimentazioni della rete fino a quando non ci sarà una garanzia tecnica che potrà assicurare che le antenne 5G non superino gli standard sulle emissioni di frequenze radio. ilfattoquotidiano.it/2019/04/04/5g-…

Anche a Ginevra è in corso un piano per l'aggiornamento al 5G, motivo per cui è stato bloccato.
Ernesto Burgio, del Comitato Scientifico dell’ECERI (Istituto Europeo di Ricerca sul Cancro di Bruxelles) afferma:
"Siamo di fronte ad un esperimento in vivo."

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