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Quando la notte è più fonda, è segno che l'alba è vicina. —Lelio Basso (mucho texto = fatica del concetto) Canale: https://t.co/OJ6TzoeBj2

Aug 23, 2019, 22 tweets

@svalvolatovalvo Come si evince dalla dimostrazione che sviluppa Hegel, il "logos", la *ragione*, è il contenuto, la sostanza, non, appunto, la "forma".

@svalvolatovalvo [Artiro] Per Hegel la ragione è entrambe le cose, mentre la modernità, dopo la rottura di realtà e pensiero medievale, non riesce a tenere insieme una logica formale totalmente vuota e un fenomenismo empirista (l'esperienza come "ciò che mi risulta") metafisicamente non discusso

@svalvolatovalvo (e quindi dogmatico). 

La risposta di Hegel, e poi di un certo filone neokantiano, è sostanzialmente definitiva e raggiunge la massima chiarezza, mi pare, nella risposta alla polemica contro il kantismo di Schulze e Maimon:

@svalvolatovalvo "Non è un caso che le due principali obiezioni scettiche al

trascendentalismo provengano dalle ragioni del platonismo

matematico, con Salomon Maimon, e del ritorno all'empiria,

con Gottlob Ernst Schulze. Maimon contestava l'esistenza

di una scienza della natura universale,

@svalvolatovalvo di cui si potessero

individuare le forme a priori, e riduceva dunque la

scienza « alla logica e matematica, e la filosofia al 'filosofare',

ossia a una continua verifica scettica delle posizioni indebitamente

assertorie»".

@svalvolatovalvo Schulze attirava l'attenzione sul

fatto che le cosiddette forme a priori su cui poggiava l'intero

edificio critico « non erano per nulla 'dati' dell'esperienza;

e allora come e perché ammetterle ?»

I due concetti-fondamenti su cui dunque viene rilanciato

lo scetticismo

@svalvolatovalvo dall'interno del criticismo, e in base ai suoi stessi

parametri ontologici ed epistemologici (il fenomenismo),

sono i concetti di « scienza» e di «esperienza». Entrambi, si

noti, negano la filosofia: come « scienza» cioè sapere analitico

rigoroso, la filosofia non è pensabile

@svalvolatovalvo poiché il solo rigore analitico

appartiene alle forme matematiche; rispetto all' «esperienza

», la filosofia come sapere descrittivo non è pensabile

perché il dato su cui dovrebbe fondarsi (cioè l'a priori) non

appartiene all'esperienza."

@svalvolatovalvo Si capisce anche perché possa essere data, e qualche neokantiano l'ha data, come risposta che gli apriori sono fisiologici: una soluzione naturalista, e in fondo irrazionalista.

@svalvolatovalvo La risposta di Hegel è infinitamente superiore ed è questa: 

"La risposta di Hegel può essere ricostruita brevemente

attraverso la sua analisi dello scetticismo antico, che conosce

una significativa variazione.

@svalvolatovalvo Nello scritto già citato sul

rapporto dello scetticismo con la filosofia, la mossa di Hegel
è preliminare: si tratta di mostrare che i primi scettici erano
«migliori» degli scettici posteriori e di Enesidemo-Schulze, poiché la loro critica era rivolta contro la coscienza comune,

@svalvolatovalvo ed era preparatoria alla pratica filosofica mentre tanto per

Sesto quanto per Schulze il termine del processo di riduzione

scettica è il primato del senso comune e dell'empiria immediata".

In questo senso Hegel ritiene inizialmente che i

dieci tropi di Pirrone siano

@svalvolatovalvo preferibili ai cinque di Agrippa:

questi gli appaiono infatti rivolti «contro» la filosofia.

Ma il rapporto tra scetticismo e fondazione dialettica della

ragione non si riduce a questo. La funzione distruttiva dello

scetticismo nei confronti della coscienza comune e del

@svalvolatovalvo naturale

dogmatismo che la caratterizza, non è l'unico buon requisito

dei tropi scettici. In seguito infatti Hegel riabilita i

tropi di Agrippa, e vi vede «un'arma di prim'ordine contro

la filosofia intellettualistica». Rileva invece che i tropi piu

antichi « mancano

@svalvolatovalvo di astrazione», mentre questi « contengono

la dialettica che il concetto determinato ha in sé».

L'identificazione della base scettico-dialettica della filosofia

può essere letta allora nel senso della risposta alle due

domande lasciate aperte dallo scetticismo matematico di

@svalvolatovalvo Maimon

e da quello empirico di Schulze. Perché i tropi (le ragioni

dell' epochè, ma anche gli strumenti attraverso i quali l'intelletto

supera se stesso e diviene ragione) mostrano una oggettività metateorica (riflessiva), in cui l'oggettività del concettuale

effettivamente

@svalvolatovalvo cessa di essere esclusivo requisito della

« matematica»; essi d'altra parte cessano di essere estranei

all' «esperienza», perché di fatto appartengono all'esperienza

sovraindividuale dell'umanità."

Sia sovraindividuale *che* storica: "Si è già accennato che proprio a seguito

@svalvolatovalvo delle aporie che l'an ti-idealismo kantiano provocava al sistema

della filosofia trascendentale, veniva rilanciato un tipo

di idealismo platonico (oggettività del pensiero), tanto da

Hegel quanto piu tardi dai neokantiani del primo Novecento.

@svalvolatovalvo Nell'ottica hegeliana e neokantiana (con alcune differenze,

ma attenuate nella teoria ermeneutica del concetto),

gli oggetti « astratti»2 sono entità funzionali, dunque il loro

significato deve essere determinato in termini ricorsivi, e in
particolare per i concetti filosofici

@svalvolatovalvo come «verità» la definizione

si serve di materiali storico-linguistici. È chiaro che c'è

una tesi antologica alla base di tutto ciò ed è l'idea che la sede

propria di tali concetti sia il continuo storico-linguistico

(per Hegel: lo Spirito, per Cassirer e prima ancora per

@svalvolatovalvo Dilthey: lo spirito-linguaggio come funzione simbolica storico-

culturalmente determinata) . Come si vede la soluzione

al problema dello scetticismo trascendentale avvia anche la

soluzione al problema della definizione della verità."

@svalvolatovalvo Ovviamente una storia che per noi deve includere tutta la società, con uno sguardo di particolare attenzione all'organizzazione politica ed economica (la famosa deduzione storico-sociale delle categorie che piaceva tanto a Preve).

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