Fonti del NYT hanno confermato gli attacchi israeliani contro basi delle milizie sciite in Iraq. La notizia non sorprende, Israele era l'unico sospettato. L'accaduto però mette in luce alcuni dettagli importanti sulla nuova strategia israeliana (thread)
Il primo attacco ha avuto luogo il 19 luglio, seguito da altri tre. L’ultimo ha colpito addirittura la periferia di Baghdad. La prima novità è che (forse) gli attacchi sono partiti direttamente dall’Iraq, la seconda (più importante) è che gli israeliani vogliono che si sappia
Le milizie sciite sono furiose perché secondo loro gli USA hanno permesso a Israele di spostare in Iraq droni e caccia. Non è detto che sia vero (la IAF non ha bisogno di partire dall’Iraq per colpire in Iraq), ma di sicuro gli USA hanno dato luce verde
La cosa più importante però è che Israele sta violando la sua consuetudinaria ambiguità strategica, da sempre una caratteristica delle operazioni israeliane all’estero: si colpisce e si sa che è stato Israele, ma il governo non conferma e non smentisce.
L’ambiguità strategica permette a Israele di non rispondere delle sue azioni, e ai paesi colpiti – o comunque coinvolti – di scegliere come gestire l'accaduto senza infiammare le proprie opinioni pubbliche mediorientali (anche insabbiando completamente i fatti, se serve)
Nell’epoca della proxy-war Israele-Iran però la strategia sta cambiando. Netanyahu in un’intervista televisiva ha detto chiaramente: «L’Iran non gode dell’immunità in nessun luogo del mondo» e che sarà fatto (e si sta facendo) tutto il necessario contro la minaccia iraniana
Infatti, è di queste ore la notizia di un'altro attacco israeliano a milizie iraniane, stavolta (come tante altre) in Siria. Anche in questo caso la notizia non è tanto l'attacco, quanto la rivendicazione immediata ed esplicita di Netanyahu
Le azioni israeliane in Siria e Iraq hanno colpito alcuni depositi che le milizie sciite usano per trasferire missili iraniani in Siria attraverso il c.d. corridoio sciita Teheran-Baghdad-Damasco. Per Israele troppi missili iraniani in Siria sono una minaccia inaccettabile
Il trasferimento di missili sofisticati in Siria significa che dal Golan potrebbero essere lanciati attacchi contro il la Galilea o addirittura a Tel Aviv. Le difese israeliane sono di primo livello, ma il lancio contemporaneo di troppi missili potrebbero saturarle
Il conflitto Israele-Iran è lontano da una soluzione, la retorica esplicita di Israele mette in difficoltà i leader iraniani e alza la posta dello scontro. Inoltre, va ricordato che il 17 settembre in Israele ci sono le elezioni politiche fondamentali per il destino di Netanyahu
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