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Oct 14, 2019, 13 tweets

Piccolo thread del lunedì sul rugby femminile italiano. Siamo alla seconda giornata ma già qualcosa di importante si vede all'orizzonte. Nel bene e nel male. È importante fare un'analisi girone per girone, anche per capire le singole realtà e gli sviluppi potenziali

Nel girone 1 la frase giusta è 'Niente di nuovo sul fronte occidentale'. Red Panthers e CUS Torino si confermano sul livello degli anni precedenti: in lotta per essere la quarta forza del campionato, con leggera predominio delle torinesi, ma ancora lontane dal salto di qualità

Le vittorie nette di Colorno e Villorba, su Ferrara e Capitolina, confermano il divario tra le big 3 e il resto del campionato (divario che potenzialmente potrebbe ridursi, riduzione che andrebbe studiata per capire se si alza il livello delle altre o cala quel delle migliori)

Postilla sul Colorno. Migliore in campo Sarah Baraldi, 2001 schierata a 10 al posto di Madia (di solito gioca estremo). Segnatevi il nome perché ha talento da vendere e arriva in Nazionale sicuro, insieme a lei segnarsi anche Noemi Galavotti (come Baraldi 2001 e carpigiana)

Girone 2: anche qua ci sono degli scarti enormi tra i club più quotati e gli altri. Delle nuove solo Parabiago sembra avere risorse tecniche ed economiche per trasformare lo scotto dell'inesperienza in un progetto, vedo male le piemontesi che potrebbero non finire la stagione

Girone 3: qui ci sono due storie da raccontare. La prima è quella della franchigia Calvisano - Mantova. È già competitiva e ha fatto due ottime gare contro Riviera e Verona, le favorite. Sicuramente parte da una base più solida ma che ci fosse questa qualità non era scontato

L'altra è lo Stanghella. Solo un anno fa faceva parlare di sé con il progetto dell'accademia femminile, la prima in Italia. Un progetto avveniristico e di altissimo livello, se fatto con i soldi. Al momento si sta rivelando come una supercazzola

L'accademia non esiste e la prima squadra, già alla seconda partita, non ha i numeri per continuare (alla prima ha perso per mancanza di giocatrici). Il rischio di un ritiro è enorme e rivela mancanze strutturali, oltre alla voglia di correre senza avere le gambe per camminare

Considerando che si tratta di un girone già monco (ritiro del Bologna prima del via) un ulteriore ritiro rappresenta un brutto segnale, un indicatore di un torneo che nella realtà non ha i numeri per reggere tante formazioni

Girone 4. La questione è eminentemente tecnica. Il divario tra le squadre favorite (su tutte le Belve Neroverdi che resistono nel disastro del rugby aquilano) e le altre non accenna a diminuire di anno in anno. C'è soprattutto una partita che lo dimostra: CUS Pisa - Montevirginio

5 - 35 netto per la franchigia laziale, segno che la squadra toscana continua a partecipare senza fare un salto di qualità tecnico. Non è l'unica realtà in questa situazione. Non basta mandare in campo delle persone: conta incanalarle in un percorso tecnico

Poi c'è il caso Frascati. La prima partita l'ha persa schierando una giocatrice oltre il limite dei 42 anni, errore inconcepibile a questo livello. Ieri ha subito 88 punti, moltissimi che possono essere lo scotto iniziale ma anche un segno di non preparazione

Intanto, in queste tre settimane, inizierà anche la Coppa Italia che, a breve, dovrà concludere il suo percorso (almeno nelle intenzioni della FIR). Sarà importante vedere i numeri di squadre iscritte e giocatrici per capire quanto è forte la base del rugby femminile italiano

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