La nomina di Franco Smith, come coach ad interim di #ItalRugby, non deve sorprendere e rappresenta, in questo momento, la scelta più logica che si potesse fare. Ma come siamo arrivati a questo punto? E quanto durerà questo interim?
La risposta a queste due domande merita una riflessione leggermente più lunga, dunque un thread. Chi segue, di mestiere, le questioni rugbistiche troverà cose che conosce già o che suppone. L'appassionato standard invece credo abbia bisogno di un riepilogo
Partiamo dal precedente coach: Conor O'Shea. Il fatto che l'irlandese avrebbe concluso anticipatamente il suo mandato era noto da almeno un anno. Da tempo si parlava della sua insoddisfazione e del desiderio della famiglia di tornare in Inghilterra.
Cosa intendo con 'anticipatamente'? Il mandato doveva concludersi in occasione del Sei Nazioni 2020. COS invece aveva già annunciato alla FIR, e dunque al presidente Gavazzi, che non sarebbe andato oltre la rassegna mondiale appena conclusa.
La FIR è rimasta con le mani in mano? No. Appurato questo e considerando che, probabilmente, Gavazzi avesse offerto a COS il rinnovo del contratto fino al 2023, senza ottenere risposta, si è partiti subito alla ricerca di un nuovo allenatore.
N.B.: l'idea che un italiano possa diventare il coach della nazionale, così come si sente spesso dire tra i tifosi, è semplicemente impensabile. Aggiungo che i tecnici FIR capaci (Dolcetto U18M, Roselli-Moretti U20M, Di Giandomenico SF) è bene che restino dove sono
Torniamo a noi. Parte la ricerca di Gavazzi. Chi viene chiamato? Uno di grido: Eddie Jones. E questo è certo: i due si sono incontrati a Treviso e dalla FIR è giunta una proposta al tecnico dell'Inghilterra e uno dei tre più importanti al mondo. Rifiutata.
Rifiutata non per snobismo, Eddie Jones apprezza l'Italia e ha portato la sua Inghilterra in ritiro alla Ghirada (il centro sportivo della Benetton Treviso), ma per una differenza forte tra domanda (economica e gestionale) e offerta.
Scartata l'ipotesi Jones, cioè la scelta del presidente, alla FIR è giunta una candidatura. Giunta da un messaggero di prim'ordine: Wayne Smith, ex-assistant coach degli All Blacks e un altro che adorerebbe lavorare in Italia (alle giuste condizioni).
Il candidato è di quelli da leccarsi i baffi: Dave Rennie, tecnico dei Glasgow Warriors. Presi nella melma e portati a giocare un rugby di rara bellezza. Anche Rennie si è dichiarato disponibile a venire, dal 2020 (quando termina il suo contratto con Glasgow).
Il problema? Lo stesso di Jones: la distanza tra domanda e offerta. Rennie adesso ha accettato la panchina dell'Australia (spoiler: e farà benissimo) ma qui va posto un punto fondamentale che viene sottovalutato, anche dagli esperti.
Non è vero che nessun coach di alto profilo vuole venire in Italia. Vogliono venire alle loro condizioni: uno stipendio adeguato (che la FIR, in questo momento, non può offrire) e carta bianca per lavorare. E' giusto così: sono professionisti, non si svendono.
Per non restare con il cerino in mano la FIR ha cercato un allenatore con un profilo meno pesante: lo aveva individuato in Rob Howley, assistente di Gatland con il Galles. Howley, a un passo dall'ufficialità, è saltato per una brutta storia di scommesse (licenziato dalla WRU).
A questo punto la FIR resta davvero con il cerino in mano. Smith, preso per fare l'assistente, viene promosso a head coach: perché cercarne uno nuovo quando ne hai uno pronto all'uso, che conosce benissimo l'ambiente e con zero rischi?
Anche questo è un ragionamento corretto. Invece di lanciarsi, quando il mercato degli allenatori è sostanzialmente chiuso (a meno che non hai determinati soldi: se li avessimo avrebbero presentato Jones), si cerca di limitare il danno.
Secondo spoiler: verrà limitato perché Franco Smith, oltre a conoscere l'Italia e i giocatori della nazionale, ne sa. A questo punto provo a rispondere alla seconda domanda: quanto durerà questo interim? Da qui in poi sono soprattutto supposizioni, con alcune basi di verità.
A mio parere fino ai test match dell'estate 2020. In quel lasso di tempo fino al Sei Nazioni 2021 ci sono le elezioni federali. Ogni cartello che si presenterà alle elezioni avrà un suo candidato da presentare in campagna elettorale.
Chi potrebbe essere? Non lo so, ho un paio di idee. Potrebbe durare fino al 2023? Personalmente lo escludo, anche in caso di un buon Sei Nazioni (cioè vittoria con la Scozia e delle buone trasferte).
Credo che Smith, in cambio di questa missione suicida, abbia ottenuto la garanzia di restare nello staff anche con un nuovo head coach (garanzia che, per esempio, non avrebbe De Carli che obiettivamente non sta facendo bene come tecnico degli avanti).
Segnalo, in conclusione, una piccola suggestione: nel caso in cui il Petrarca Padova nel 2021 sbarchi in Pro14 al posto delle Zebre l'allenatore sarà Michael Cheika. Nato allenatore proprio al Petrarca, portato lì da Vittorio Munari che quest'anno è tornato alla Guizza.
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