Oggi, in occasione dell'ultima partita della Salernitana del decennio, stilerò la top 10 delle partite e la Top 11. E' successo di tutto: abbiamo vissuto amarezze devastanti e trionfi incredibili ma il bilancio non è poi così negativo. In attesa del prossimo, sempre sofferto
10: Salernitana-Martina 1-0 2013. Giocata in notturna e in diretta TV, su SportItalia. Coreografia bellissima nella sua semplicità, con le torce che illuminano la curva. Lampo di Guazzo: 1-0 e primo posto. Bella anche la settimana dopo a Gavorrano: decide il Cobra Ginesta all'80°
9: Reggiana-Salernitana 0-1 2011. Dopo un anno a viaggiare per tutto il nord con pochi compagni al seguito a Reggio, scontro diretto per i playoff, purtroppo c'è l'esodo. Altobello di testa: Regia fuori dala corsa e post-season garantita. Assalto finale alla maglia fallito
8: Cesena-Salernitana 3-3 2018. Una partita assurda: a un certo punto siamo 10 vs. 11 e 3-1 per i bianconeri. Poi parte la rimonta. Al 3-3 di Ricci vengo travolto dagli UMS. Prima della partita guerriglia sfiorata con il dirigente della Digos ci urla 'terroni scimmie'
7: Monza-Salernitana 0-1 2014. Andata della finale della Coppa Italia di C. E' San Giuseppe ma sembra gennaio dal freddo che fa. Ricci, al 92°, trova un gol che ci lancia verso un trionfo insperato, in un'annata molto deludente. Esulto in tribuna insultato da tutto il Brianteo
6: Salernitana-Martina 1-0 2015. E' un altro 1-0 con il Martina, a distanza di due anni dal primo, a farci esultare. L'andamento è opposto: 88 minuti di agonia. Poi Caetano Calil squarcia il buio con una giocata straordinaria. E' una delle vittorie che segnano quel campionato
5: Catanzaro-Salernitana 1-2. Bastano tre parole: Cristea al 95°! Vista con la streaming di Telecolore su un balcone di Bergamo: le urla che ho fatto si sono sentite fino a Castione della Presolana. Sono quelle vittorie che segnano un campionato, figlie di una sofferenza infinita
4: Venezia-Salernitana 2019. Lo spareggio, il secondo in quattro anni. 120 minuti (80 in 10) più rigori sul filo dell'infarto. Djuric, Odjer e Di Tacchio in missione. Capolavoro di Menichini che salva una squadra in pieno esaurimento nervoso. Sono qua a raccontarlo e non ci credo
3: Salernitana-Barletta 2015. Anche questa partita vissuta a Bergamo, stavolta per lavoro. Niente streaming: solo attesa e silenzio. Poi arriva una telefonata di papà: 'pareggio del Messina: siamo in B'. Urla e lacrime indescrivibili, era finito un incubo iniziato 4 anni prima
2: Lanciano-Salernitana 1-4 2016. Da Cesena in poi ogni partita è tremenda, altalena di emozioni e sofferenze. Una giostra dalla quale voglio scendere sano e salvo. Esco dal Biondi e sfogo ogni sensazione che tenevo dentro da mesi: uno sfogo durato ore, anche per strada a Bologna
1: Alessandria-Salernitana 1-3 2011. Il secondo gol di Carrus vivrà dentro di me per sempre. Una voglia di vincere e farcela che dovremmo avere dentro ogni giorno, nelle nostre vite, e troppe volte ci manca. E un 'ti voglio bene papà' così spontaneo da essere unico. Ultraterreno
Fuori scripta, fuori concorso. Joseph Marie Minala, minuto 96°, stadio Partenio, 15 ottobre 2017. Ancora adesso non è credibile: vincere da 2-0 rimontando negli ultimi 20 minuti, ad Avellino in un derby. Ma è successo davvero? Sì, è successo davvero. E può succedere ancora
Perché quello è il bello: che tutto quello che abbiamo vissuto può ripetersi. Perché prima di lui c'è stato Breda. E prima degli spareggi c'è stata Salernitana-Lodigiani. E sono tutti figli di una sola grande storia: la nostra. Siamo nati salernitani e moriremo sempre ultrà.
Concludo con la Top 11 (allenatore Menichini) 4-2-3-1: Caglioni, Colombo, Tuia, Bernardini, D'Alterio, Carrus, Moro, Nalini, Calil, Ragusa, Coda. Piuttosto emotivo, ovviamente sbilanciato, tante assenze (il modulo pesa) ma chissenefrega
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