Oggi vorrei parlare di una cosa seria, una cosa che mi sta molto a cuore. Sarà un thread, molto personale. Ogni mio 5 gennaio, da molti anni a questa parte, si conclude leggendo alcune pagine di un libro. Questo libro. 1/n
Da quanti anni? Dal 2012, da quando Luisito ci ha lasciato. Anzi, Don Luisito. Perché era un prete ed è stato tante altre cose ma io, fino al 2005, non lo sapevo. E quasi nessuno in Italia lo conosceva. Poi quel libro diventa un caso editoriale 2/n
Nel 2005 me ne parla il mio libraio (lo era allora e lo è oggi), nella vecchia sede della Libreria Rinascita di Brescia. Valerio, forse vedendo in me un seme antifascista e libero da coltivare, mi parla di questo libro 3/n
Un romanzo sulla Resistenza. Scritto molti anni prima e fatto circolare solo tra gli amici, poi con molta insistenza Don Luisito viene convinto a mandarlo a un editore. Che lo pubblica e lo porta agli altari della cronaca 4/n
Un romanzo sulla Resistenza. La parte centrale del libro. In questo evento, che per lui era fondamentale (tra le parole cardine della sua vita c'era Resistenza, sempre con la maiuscoli), c'è il fondamento di cosa deve essere l'Uomo secondo lui 5/n
La profondità umana dei personaggi è incredibile e la capacità di rendere quelle circostanze storiche e la necessità della lotta di liberazione l'ho trovata solo qui e in Fenoglio. E forse nemmeno rende cosa mi trasmette la lettura, ancora oggi. A distanza di 15 anni 6/n
Poi c'è lui, Don Luisito. Che poi ho cominciato a conoscere, scoprendo un personaggio incredibile. Ha lavorato nelle ACLI, ha fatto l'infermiere, ha fatto il traduttore, ha fatto l'operaio (non uso l'espressione 'prete operaio' perché non l'amava) 7/n
Su quegli anni ha scritto molto, durante e dopo. Tra cui un diario, pubblicato sempre da Sironi dopo la Messa. Sul retro di copertina c'è questa frase che resta di una forza devastante 8/n
Davanti c'è una dedica, di Don Luisito. A Viboldone, dove viveva ed è morto. Valerio lo volle riportare a Brescia per presentare i Diari e mi portò con lui. E' il giorno che lo conobbi, che lo ringraziai per quello che scriveva. E non mi fece solo la dedica 9/n
Mi regalò anche un libro. Ogni anno, per le feste, era solito stampare un libricino di suoi scritti che regalava agli amici. Quell'anno mi ritenne degno di ricevere quel libro. E' una delle cose che conservo con più affetto 10/n
Oggi il ricordo di Don Luisito vive ancora. Prima di tutto in un sito, orasesta.it, che raccoglie alcuni dei suoi scritti e dei suoi pensieri, e poi nelle persone che lo hanno letto, conosciuto e voluto bene 11/n
Tutto questo nel nome di un'altra delle parole chiavi di Don Luisito: Gratuità (anche qui la maiuscola è voluta). In un mondo tremendo e come questo riuscire a essere disinteressati e gratuiti significa ancora tantissimo 12/n
E il fatto che la Resistenza, la Gratuità, l'impegno e tante altre cose siano forti in me oggi è dato dal fatto che sulla mia strada c'è stato anche un Uomo come Don Luisito. Gli dovrò sempre tantissimo. Grazie, manchi tanto e di quante cose non abbiamo parlato. Ho concluso
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