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Jan 31, 2020, 17 tweets

Oggi inizia il #SixNationsU20, quello che ci porterà verso la #WorldRugbyU20s che si svolgerà in Italia tra fine giugno e metà luglio. Come arriva la nazionale di Roselli e Moretti? Con buone premesse, anche grazie alla rosa che potenzialmente è di ottimo livello. Thread 1/n

Il livello generale della squadra, a mio parere, è paragonabile a quello dei 97/98 che fece un figurone in Georgia nel 2017 (rosa che aveva giocatori come Riccioni, Lamaro, Cannone, Fischetti e Rizzi). Ricordo che stiamo parlando del ciclo 2000/2001 2/n

I nomi di punta, quelli più sulla bocca di appassionati e osservatori, sono due: Paolo Garbisi e Federico Mori. Perché si parla tanto di loro? I motivi sono diversi e validi in entrambi i casi 3/n

Garbisi, segnalato anche da RugbyPass, è il capitano e il 10 della squadra. Apertura mancina, abile a innescare i compagni sia con le mani sia con i piedi, ha visione di gioco e linee di corsa. Ora è al Petrarca e ci si aspetta la consacrazione, prima del grande salto 4/n

Mori, nome d'arte (suo zio, Fabrizio, dovrebbe dirvi qualcosa), si è già fatto valere con le Zebre con prestazioni notevoli. Fisicamente dominante, si fa sentire sia in attacco sia in difesa ma non è solo un bestione. Ha intelligenza e duttilità, può fare la differenza 5/n

Mori e Garbisi sono le punte di diamante di una trequarti che, per buona parte, è uscita con un anno di anticipo dall'Accademia per ben figurare in Top 12 (e con sguardo già rivolto alle franchigie, dove Bradley e Crowley li aspettano a braccia aperte) 6/n

Trequarti incompleta, dato che mancano i rodigini Moscardi (anche lui nipote d'arte) e Mastandrea. Tra i nomi ne segnalo uno di cui non si parla nemmeno tra gli addetti ai lavori: Giulio Bertaccini 7/n

Anche lui ha saltato di categoria al primo anno, è andato a Reggio in un club con grosse ambizioni. Ha avuto il suo tempo di adattamento ma da quando è entrato da titolare non è uscito più dal campo (e ha rappresentato l'elemento che mancava per fare il salto di qualità) 8/n

Gioca primo centro, nel club come in nazionale, ma è un perfetto utility back e nasce come apertura. Negli ultimi tempi ha acquisito doti da finisseur che lo rendono potenzialmente letale perché in grado di fare tutto sulla trequarti 9/n

C'è ampia scelta anche a 9: la prima scelta è la scommessa Varney ma dietro scalpitano Manfredi Albanese (2001 già titolare con la Lazio), il duttile Brighetti e Jelic, che ha già ben figurato con le Zebre e avrebbe tutto per dare elettricità a gara in corso 10/n

Di prim'ordine anche la mischia. Tra i tanti voglio spendere due parole per tre ragazzi. Il primo è Gianmarco Lucchesi. Il livornese si era conquistato il Sei Nazioni di gran carriera già lo scorso anno ma un grave infortunio alla prima partita glielo aveva negato 11/n

Quest'anno, senza più Taddia e Marinello, la prima scelta è lui: giocatore moderno, per mobilità e mani, e non disdegna la tomaia. Tutto questo racchiuso in quella grinta, tipica dei rugbisti livornesi, che rappresenta il suo marchio di fabbrica 12/n

Il secondo è Lorenzo Cannone, fratello di Niccolò: numero 8 con un gran potenziale e ancora molto grezzo in alcune scelte. Lo stesso temperamento del fratello e una propensione notevolissima allo scontro fisico. Avrà da lottare con avversari già di spessore 13/n

Il terzo è Andrea Zambonin. Non fatevi ingannare dal fisico, apparentemente troppo debole, e dalla faccia gentile. E' già un piccolo professore della touche: ha testa fina e sa farsi rispettare anche con le cattive. Fosforo per una squadra che nei primi 8 ha tanti muscoli 14/n

E si potrebbero fare tanti altri nomi, a cominciare da Alongi (a Mogliano e già in orbita Benetton, dopo un buon esordio con le Zebre lo scorso anno) e Maurizi (quest'anno l'aquilano trova lo spazio che gli era mancato lo scorso anno), anche tra i non convocati 15/n

A guidare questo gruppo, anche quest'anno, Roselli e Moretti (con lo staff confermatissimo): un team collaudato che conosce bene il gruppo, pregi e difetti. Questo è importante perché i risultati si vedono solo attraverso la continuità di metodo 16/n

Il mondiale in casa sarà un ulteriore stimolo per una squadra ricca di talento che arriva nella maniera giusta, anche con quell'esperienza 'oltre le Accademie' che forse era mancata negli anni scorsi e aiuta tanto nel percorso di crescita del rugby italiano. Ho concluso n/n

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