Fatemi scrivere una cosa seria, poi prometto che non lo farò più per molto tempo.
In questi giorni si è parlato del valore salvifico della fede per le persone recluse a casa. Specialmente quelle con malati in ospedale o in altro domicilio inaccessibile. O per gli anziani.
È verissimo. La fede può salvare l'anima in questo momento di reclusione. Ce lo insegnano la clausura, l'ascetismo, ecc ecc.
C'è un però. Quando i massimi esponenti di tutte le fedi religiose monoteistiche affermano che il virus è una punizione per gli omosessuali noi, io per primo, ci ridiamo e ci scherziamo sopra. È il nostro modo per esorcizzare e ridicolizzare questa gente.
Ma il male, il dolore, la ferita resta. Soprattutto fra quelli di noi che sono credenti.
Noi LGBT+ non siamo un corpo estraneo alla società.
Anche noi abbiamo paura del virus. Anche noi ci ammaliamo. Anche noi stiamo perdendo i nostri i cari.
sentire da autorità morali e religiose che tutto questo è colpa nostra come credete che ci faccia sentire?
Vi lascio col monologo di Shylock da "Il Mercante di Venezia" (Atto III - Scena I), voi dovete solo sostituire la parola "ebreo" con gay, lesbica, bisessuale, trans, queer, intersex e la parola "cristiano" con eterosessuale.
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