Qualche giorno fa France 5 ha mandato in onda un documentario "sul hirak algerino". Come sempre quando ci sono di mezzo i grossi media francesi, il documentario si è rivelato essere in realtà un mix di malafede, connivenza col potere e ignoranza.
Il doc mostra alcune interviste a ragazze e ragazzi che hanno animato le manifestazioni. Tra di loro anche una ragazza che è stata incarcerata e denudata in carcere a causa della sua attività politica. En passant, si vedono ragazze che fumano, canne e alcol.
Parliamo di un paese in cui il discorso pubblico è dominato da un bigottismo e da un conformismo che pochissimi osano spezzare. Farlo è un grande rischio. Un rischio anche fisico, soprattutto per le ragazze.
E' uno scandalo e il potere algerino ha gioco facile ad attaccare i manifestanti. Ebbene, ora si scopre che i ragazzi e le ragazze intervistati sono stati ingannati dal regista, un francese "di sinistra" che scrive su Le monde e si occupa di razzismo.
Il regista, sostengono i ragazz*, li ha ripresi sostenendo che non avrebbe usato le immagini, che gli servivano solo per scrivere un articolo. Poi, 4 giorni prima della messa in onda, li ha chiamati per avvisarli, gettandoli nel panico. Ora hanno cancellato i loro profili social>
>e non oso immaginare cosa sta succedendo con le loro famiglie. Il colonialismo, care e cari, non è mai finito. Non nella testa dei media francesi.
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