Francesco Saraceno Profile picture
Italian economist #EMU #Euro #Macroeconomics #Policy Bluesky: https://t.co/nJKDuK5vMu #DiarioEuropeo per @DomaniGiornale Io ci metto nome e cognome. Voi?

May 29, 2020, 11 tweets

Nel balletto di cifre sul #RecoveryFund c'è un'interessante coincidenza di vedute tra rigoristi e sovranisti sul fatto che in realtà si tratti di spicci e non di fantastilioni.
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Per chi non avesse avuto il tempo o la voglia di entrare nei dettagli, l'idea della Commissione è che l'Europa si indebiti (a tassi preferenziali), giri i soldi agli Stati, e poi ripaghi il debito a partire dal proprio bilancio futuro e/o (sperabilmente) da tasse comunitarie
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A chi si compiace per il salto di qualità rappresentato dall'indebitamento UE con distribuzione agli Stati secondo i bisogni, viene risposto che non si tratta di un regalo, e che i soldi andranno restituiti.

Ma va? E noi stolti che pensavamo crescessero sugli alberi...
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I maestrini col ditino alzato si muniscono quindi di excel d'ordinanza e sottraggono dai trasferimenti ricevuti il contributo al bilancio che sarà necessario per ripagare il debito. Per l'Italia, a spanne, questo dà un saldo positivo di 20-30 miliardi. Robetta, ci dicono
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A questo punto, i nostri si compiacciono di aver riportato alla ragione questi europeisti naives che si lanciano in voli pindarici.

Per poi dopo aver colpito uniti tornare a separarsi
Rigoristi: tagliare il debito!
Sovranisti: Europa cattiva ci vuoi fregare pussa via!
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Molto affascinante. Perché il ragionamento dei nostri si applica a qualunque forma di indebitamento. Perché indebitarsi per comprare una casa, o per un investimento, se poi occorre rendere i soldi?
Anzi, in quel caso occorre addirittura rendere più di quello che si è preso!
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È ovvio che l'interesse della proposta (come di qualunque decisione di imprese e famiglie di accendere un mutuo) sta proprio nel profilo temporale, oltre che nel fatto che finalmente ci sia un primo (temporaneo e imperfetto, but still...) nucleo di capacità di bilancio comune.
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Il Fondo inizierebbe ad operare nel 2021, ed erogherebbe fondi per 4 anni. Per cui ci sarebbero venti miliardi circa all'anno (più eventuali prestiti) da spendere subito. circa l'1,2% del PIL (2019)
La Commissione inizierebbe a rimborsare nel 2028, fino al 2058.
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Quindi L'Italia dovrà stanziare circa 2 mld l'anno, a partire dal 2028. Lo 0,11% del PIL 2019. Tutto questo senza contare che si parla dei bilanci pluriannuali 2028-35 e oltre, per cui non si sa quali saranno i contributi per paese (stiamo ancora negoziando il bilancio 2021-28)
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E senza contare che per allora, forse, sperabilmente, l'Europa si sarà dotata di risorse proprie (carbon tax, web tax, o vattelapesca), che nelle intenzioni della Commissione sarebbero in parte dedicate al rimborso del debito.
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Insomma, checché ne dicano rigoristi e sovranisti, il Recovery Fund non è un MES nascosto. (Quasi) come un vero stato federale, l'Unione reperisce risorse e le distribuisce, e l'Unione in futuro rimborserà. Per il nostro paese è un buon affare, per l'EU un cambiamento epocale.
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