#31maggio 1962 Adolf #Eichmann venne giustiziato in una prigione a Ramla, in Israele. È stato prima responsabile dell’espulsione degli ebrei nei territori conquistati dalla Germania e poi coordinatore delle deportazioni nei campi di sterminio...
dopo essersi nascosto alla fine della Seconda guerra mondiale, nel 1950 scappò in Argentina. Nel 1960 fu rintracciato e sequestrato dal Mossad, il servizio segreto Israeliano, che lo portò di nascosto in Israele per processarlo. Il processo iniziò l’11 aprile 1961...
Eichmann era accusato di crimini contro l’umanità e contro il popolo ebraico. Il 29 maggio 1962 i giudici confermarono la sentenza di primo grado e lo condannarono all’impiccagione. Il giorno dell’esecuzione l’ex colonnello delle SS aveva un atteggiamento calmo e controllato...
Le sue ultime parole sul patibolo furono: “Viva la Germania, viva l’Argentina, viva l’Austria. Dovevo obbedire alle leggi della guerra e alla mia bandiera. Sono pronto. Ricordatemi a mia moglie, alla mia famiglia e ai miei amici”, poi aggiunse guardando sorridente gli astanti...
“Signori, tra non molto ci incontreremo di nuovo. Questa è la sorte di tutti gli uomini. Ho creduto in Dio in tutta la vita e muoio da credente”. E a quel punto le leve delle corde si azionarono...
Molti criticarono la natura del processo e anche in Israele qualcuno chiedeva di commutare la pena in carcere a vita. Il corpo di Adolf Eichmann fu cremato e le sue ceneri disperse per evitare che ci fosse un luogo di sepoltura dove avrebbero potuto confluire nostalgici nazisti.
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