Due note a margine (anzi tre) su questi due giorni, in cui ho letto tante cose su molestie, rapporti sessuali e altre cose. A partire da me stesso perché provare sempre a mettere in luce la propria esperienza aiuta anche nella dimensione politica.
1) una molestia è una molestia. Punto. Non esiste "ma forse" "ma non si può dire/fare nulla". Si devono costruire dinamiche relazionali profondamente diverse. Essere coscienti di questa roba è il minimo. Lavorare su se stessi (passato, presente e futuro) il secondo passo minimo.
2) ho sentito dire che 'succede quando non si hanno rapporti'. Succede in una cultura malata, quella da cui nascono gli incel. Rifiutare questa merda è necessario. E non bisogna pensare che "se la rifiuto allora avrò subito una vita relazionale piena".
Cambiare DAVVERO, svoltare con una mentalità schifosa, richiede anni e forse non bastano quelli che si vivono. E lo si fa prima di tutto per sé, poi per chi ci sta intorno. Questo non è egoismo, attenzione. Bisogna rompere certe catene di dipendenza.
3) Non ne posso più di quelli che dicono 'le nazi-femministe hanno rovinato i rapporti tra uomo e donna' e altre cazzate! Invece è il contrario: il femminismo ci aiuta a costruire un rapporto sano tra le diverse soggettività e i loro orientamenti, qualunque essi siano.
Il femminismo include un sacco di cose, non è solo questo. Tuttavia, nella mia percezione e per le necessità che avevo, è stato prima di tutto questo: vedere l'esistenza di altri sguardi. Perché questo mondo ci abitua a un solo sguardo: il proprio.
Non so dove andrò, non so cosa ci sarà nel mio futuro e nel mio percorso forse non sarò mai femminista come dovrei essere. Sono certo che, senza il femminismo, sarei ancora più debole e attorniato da fantasmi tossici che adesso mi sembrano più lontani. E non è poco.
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