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Mille cose e contemporaneamente nessuna | Sports stories on YouTube (link in bio) | Collaboro con @radiondadurto e SalernitanaLive | He/Him

Jul 10, 2020, 9 tweets

Dopo 5 turni, e in attesa degli ultimi 5, credo di poter fare un bilancio della ripresa della Salernitana e posso dire, con grande tranquillità, che avevo lasciato una squadra modesta e con pochissime idee e l'ho ritrovata esattamente uguale.

Abbiamo affrontato Pisa, Entella, Cremonese, Juve Stabia e Ascoli. Tutte squadre sotto di noi in classifica e abbiamo raccolto 5 punti, obiettivamente una miseria. Siamo ancora ai margini della zona play-off solo perché attorno c'è la stessa modestia tecnica.

Il materiale tecnico è oggettivamente molto limitato, con giocatori mediocrissimi o inadeguati alla categoria per la maggior parte. E poi c'è l'atteggiamento di Ventura che non aiuta. Il mister continua a predicare di un gioco che non c'è e di un carattere della squadra.

La verità è che Ventura ha un solo grande merito: aver dato alla squadra quel minimo di organizzazione e quadratura che ti consente di sopravvivere. Dal punto di vista della proposta di gioco e della personalità il suo lavoro è assente.

La squadra ha grosse carenze mentali, è perennemente nervosa e urla al vuoto. Nervosismo che, tra l'altro, è il perfetto riflesso dell'atteggiamento del suo allenatore: un uomo che sbuffa, dalla mimica eloquente e sempre pronto ad auto-assolversi in sala stampa.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una squadra che va avanti per inerzia, con pochissime idee e contando sugli spunti degli unici calciatori validi (Lombardi e Djuric) e sui rigori di Kiyine. Certo, le pretese non erano altissime ma era lecito aspettarsi di più

Era lecito alla luce dei proclami, continui, del tecnico e di alcune dichiarazioni roboanti di stampa e tifoseria, pronte subito a esaltare giocatori normali (Akpa) o scarsi (Jallow e Gondo) quando indovinano la partita. Quasi sempre per enormi demeriti altrui

Concludo con due nomi: Alessio Cerci e Thomas Heurtaux. Calciatori che, sulla carta, rappresentavano il grande nome. La garanzia che Ventura si portava con la sua credibilità, la ciliegina sulla torta che nel momento di recupero della forma avrebbero fatto la differenza.

La partita di oggi conferma, in maniera pressoché definitiva, come questa fosse l'ennesima illusione e bugia raccontata a un pubblico con 'a zezzenella mmocca della categoria. Il resto è l'ennesimo campionato modesto della squadra della Lazio B. Ho concluso

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