#2agosto 1980 ore 10:25, un ordigno esplode nella sala d’aspetto della stazione di Bologna causando la morte di ottantacinque persone e il ferimento di altre duecento. È l’attentato terroristico più grave avvenuto nel nostro Paese dall’instaurazione della Repubblica...
Le indagini che seguirono furono disturbate dai depistaggi perpetrati da settori deviati del SISMI (Servizio per le informazioni e la sicurezza militare) e dalla loggia massonica P2, l’obiettivo era quello di far credere in una falsa pista internazionale...
Nonostante questo la verità venne a galla, seppur parzialmente. Sentenze definitive stabilirono che i responsabili materiali della strage furono i neofascisti Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini, a cui si aggiungerebbero Gilberto Cavallini...
al momento condannato in primo grado e Paolo Bellini, indagato in seguito agli ultimi sviluppi. Mentre per i depistaggi furono condannati Licio Gelli, capo della P2, Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte, ufficiali del SISMI, e Francesco Pazienza, collaboratore del SISMI...
La verità giudiziaria sul movente e i mandanti della strage ancora non è stata trovata, tuttavia qualcosa negli ultimi tempi si sta muovendo. A quarant’anni dalla strage la Procura generale di Bologna ha rivelato che i mandanti furono quattro membri della P2, ormai defunti:
Licio Gelli, Umberto Ortolani, Umberto Ortolani, Federico Umberto D’Amato e Mario Tedeschi.
Nello specifico Gelli, il burattinaio della P2, avrebbe pagato 5 milioni di dollari gli esecutori materiali dell’attentato...
Questi ultimi risvolti sconvolgenti aggiungono un tassello importante alla verità chiesta da quarant’anni dalle famiglie delle vittime e dalla società civile. Tuttavia rimangono ancora importanti quesiti senza risposta.
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