A.N.P.I. Pianoro Profile picture
Diffondere la conoscenza della Resistenza e della Lotta di Liberazione. Tutelare la Memoria e la realtà Storica. Tutelare i Valori della Costituzione

Sep 11, 2020, 9 tweets

11 Settembre 1944 l'eccidio di Nola
Il 10 settembre due tedeschi alla guida di una motocicletta tentarono di disarmare i soldati italiani e al loro rifiuto decisero di aprire il fuoco.
I soldati italiani (e forse anche qualche civile) risposero al fuoco e uno dei due tedeschi

venne ucciso, mentre l'altro venne catturato (nel conflitto cadde anche il civile Giuseppe De Luca).
I’11 settembre i soldati italiani decisero di inviare una delegazione presso le truppe germaniche di stanza a Nola. Nonostante i militari italiani fossero disarmati e

sventolassero il vessillo bianco i tedeschi aprirono il fuoco contro di loro. Uno dei militi italiani, Aldo Carelli, rimase ucciso. Il giorno dopo la divisione corazzata Goering giunse nella piazza antistante la caserma italiana e, nonostante la strenue e coraggiosa resistenza

degli italiani, disarmarono le truppe. Successivamente fecero uscire fuori tutti i soldati di stanza e fucilarono sommariamente 10 ufficiali.

Tra loro venne fucilato anche il il sottotenente Enrico Forzati che si offrì al plotone d’esecuzione, al posto di un giovane

sottotenente. Rivoltosi al giovane sottotenente, che l’appello della decimazione del comandante del plotone d’esecuzione aveva destinato alla morte, Forzati con coraggiosa ed ammirevole determinazione disse :“ Non devi andare tu, ci vado io”.

Al sottotenente Enrico Forzati lo

Stato italiano ha conferito la Medaglia d’oro al valore militare con la seguente motivazione:

"Per rappresaglia alla reazione opposta dai militari del reparto cui apparteneva, affiancati da elementi civili, contro la proditoria aggressione di truppe tedesche alla caserma,

veniva messo in riga con tutti gli altri ufficiali per una spietata decimazione. Visto un collega al suo fianco che si avviava al sacrificio, mosso da impulso di sublime generosità, si faceva prontamente avanti dicendo ad alta voce: «Sono stato chiamato io». Cadeva così

fieramente sotto il fuoco del plotone di esecuzione, dando luminoso esempio di stoica abnegazione, di fulgido cameratismo e di eccelso amore di Patria"

Le vittime dell’eccidio:
Giuseppe De Luca
Sol. Aldo Carelli
Col. Amedeo Ruberto
Col. Michele De Pasqua
Ten. Roberto Berninzoni

Cap. Mario De Manuele
Ten. Enrico ForzatiTen. Alberto Pesce
Ten. Gino Iacovone
Ten. Luigi Sidoli
Ten. Pietro Nizzi
Ten. Consolato Benedetto
Gaetano Santaniello
Amedeo Tortora
Biagio Minichini
Rocco Sasso

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