#RecoveryFund
Ecco cosa suggerisce l'#ISTAT.
I fondi europei del #NGEU dovrebbero utilizzati per
1) crescita della produttività
2) maggiori investimenti pubblici
3) digitalizzazione delle imprese
4) istruzione
Sulla produttività suggerisce due interventi: 1/
1) di tipo verticale: rivolti cioè a salvaguardare o stimolare determinati settori di attività ritenuti centrali in un’ottica di sostegno al sistema produttivo e di recupero dei livelli produttivi e occupazionali 1/
2) di tipo orizzontale: cioè a comparti, finalizzati a limitare le immediate conseguenze dello shock sulle imprese ( agevolazione dell’accesso al credito) o a promuovere l’adozione di comportamenti e/o investimenti funzionali alla ripresa e alla crescita di medio-lungo periodo 2/
Su queste ultimi precisa:
"Affinché l’opportunità fornita dalle risorse dei programmi europei sia colta pienamente ai fini di un riposizionamento strutturale delle imprese italiane su
livelli più avanzati di dinamismo e competitività, 3/
è necessario che le misure di tipo “orizzontale” sulle imprese abbiano almeno due caratteristiche
fondamentali: a) siano in grado di individuare con precisione la platea dei destinatari dei provvedimenti di stimolo; 4/
b) producano i giusti incentivi per fare avanzare le imprese verso profili più competitivi e orientati alla crescita.".
DIGITALIZZAZIONE IMPRESE
Il processo di digitalizzazione delle imprese che conduce alla cosiddetta maturità digitale può essere diviso in due fasi: 5/
➡️la prima in cui si sviluppano le condizioni tecniche e strutturali per avviare il processo di
digitalizzazione
➡️la seconda che passa per l’adozione di tecnologie applicative più utili ed efficaci per aumentare efficienza e produttività 6/
Complessivamente solo 4 imprese ogni 100 possono essere definite digitalmente mature, ovvero caratterizzate da un utilizzo integrato delle tecnologie disponibili. 7/
CAPITALE UMANO
Il sistema educativo di un paese e la sua capacità di fornire forza di lavoro qualificata sono da considerarsi quali fattori essenziali per la crescita economica. 8/
Politiche per l’istruzione ben congegnate sono risultate, in diversi contesti e in diversi momenti storici, essenziali per il superamento di fasi di crisi o rallentamento. 9/
Inoltre, la mancanza di opportunità educative riduce la
probabilità di riuscire a sottrarsi a una condizione di disagio economico, poiché una bassa istruzione implica una maggiore difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro. 10/
Sulla base degli ultimi dati relativi alla spesa pubblica per funzione economica (Cofog), nel 2018 per l’Istruzione nella media Ue27 è stato destinato il 4,6%
del Pil. 11/
L’Italia (4,0% del Pil) si colloca sotto la media europea e molto distante da Svezia e Danimarca, paesi in cui si registra la spesa più elevata (rispettivamente 6,9 e 6,4% del Pil) e in ritardo rispetto a Francia (5,1% del Pil)
e Germania (4,2% del Pil). 12/
La versione integrale del documento qui:
istat.it/it/files/2020/…
Non mi sembra che il governo si stia muovendo su tali direttrici.
L'importante è conoscere cosa viene proposto per il bene del paese e cosa invece non sarà recepito dal governo.
Poi faremo una sintesi.
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