Abbiamo ridotto i giovani ad entità bidimensionali. Abitano la movida o sono pazzi scatenati che alimentano la violenza della movida, o consumatori folli di alcolici e droghe durante la movida.
Una generazione di adulti distratti e di vecchi egoisti non li vede più.
Non ne vede la fame di idee, di Maestri, di stimoli creativi, di coscienza sociale e anche di politica al di là del dirsi un giorno garantisti ed il giorno dopo comportarsi da giustizialisti.
Non ne vede la sofferenza silenziosa.
L'assenza degli adulti, la latitanza e il disinteresse delle forze sociali e politiche, concentrate sui bisogni dei vecchi perché alla fine "sono loro che votano", ha costruito un solco.
Le loro richieste sono moleste: meglio chiuderli in un divertimentificio
Poi il lockdown ha abbassato la saracinesca della sia pur necessaria movida per qualsiasi giovane del presente e del passato ed è calato il buio. Come relazionarsi al loro nudo esserci? Al domandare e al chiedere tempo e cura?
Come dar loro istruzione e farne uomini e donne?
La questione scuola solleva il sipario sul nostro essere adulti distratti, che non hanno pensato bambini, ragazzi e giovani come ricchezza, ma come incombenza e anche di fronte alla loro sofferenza durante il lockdown hanno pensato ad altro.
Ci son cose + importanti.
Ci son cose + importanti?
No, ma non l'abbiamo capito.
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