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Sep 30, 2020, 22 tweets

THREAD👇👇👇
Croce e Gentile hanno tutta questa colpa nel primato della cultura classica che, si dice, rovina la società italiana?
Ho risposto in più occasioni a diverse accezioni di questa domanda che continua a riproporsi. Metto insieme qui gli elementi fondamentali

1) Parto dalla più stupida (eppure tanto comune) delle obiezioni alle loro figure stesse: si sono interessati "solo" alla filosofia, alla storia, alla letteratura, se si fossero interessati alla scienza sarebbe stato diverso. Sì, sono stati umanisti di rilievo internazionale...

...nel '900, e pensare che potessero e dovessero essere qualcos'altro a quel livello è stupido, e detto solo da chi a quel livello non può evidentemente essere niente. Detto questo, il loro interesse per dibattito scientifico era tutt'altro che assente...
treccani.it/enciclopedia/e…

...(qui giusto due titoli)
2) Ma dovevano, soprattutto Gentile che ne ha avuto la possibilità, proporre una scuola diversa, meno incentrata sulla tradizione classica, con curricoli più vari e aperti...
amazon.it/Gentile-matema…
ibs.it/tra-scienza-le…

Forse sì. Del resto come dicevo ieri le alternative non erano mancate. Ma della riforma del 1923, che sembra l'origine di tutti i mali, non si considerano aspetti fondamentali. Il primo è che non introduce essa il primato della formazione classica...

...quello era già tipico della proposta casatiana, che derivava dai modelli internazionali più forti (soprattutto il liceo napoleonico), a loro volta rielaborazione della ratio studiorum gesuitica, e considerati anche da importanti scienziati (nella commissione per la Casati...

...c'era un giovane Quintino Sella) come LA strada per la formazione verso un sapere ancora non specializzato in linguaggi e riferimenti (si pensi all'uso degli Elementi di Euclide per lo studio della matematica che caratterizzava l'800 europeo). Nel primo dopoguerra...

...non si tornò agli antiqui mores solo in Italia ma in tutta Europa, e anzi la riforma Gentile rappresentava al principio un rafforzamento nella scelta e nella presenza territoriale dei corsi "inferiori", proprio per dare adeguato rigore selettivo alla strada "regina"...

Certo, il tutto in un'ottica essenzialmente gerarchica, che però appunto non era isolata. Gli equilibri ricominciarono a cambiare nella direzione già accennata a inizio secolo soprattutto con gli anni '30, e poi ovviamente nel secondo dopoguerra, anni in cui Gentile...

...poco o nulla poteva fare (spesso essendo già morto), e che scontavano soprattutto l'assenza di un organizzatore di cultura del suo calibro a riformare la scuola.
3) ma quindi è stata proprio la zavorra dei dioscuri del neoidealismo a fermare un rinnovamento curricolare!

Questo è vero, in parte: sicuramente facevano riferimento all'orizzonte gentiliano i conservatori che nel secondo dopoguerra hanno frenato ogni azione riformatrice. E' però vero anche il contrario; l'influenza neoidealista era così pervasiva che caratterizzava anche...

...il profilo dei più radicali innovatori, come il più influente didattico della matemarica italiano nel dopoguerra, Lucio Lombardo-Radice, figlio del più stretto collaboratore di Gentile nel 1923, e tutta la scuola dei deweyani fiorentini, da Codignola a Borghi

Se per tanti anni ebbe successo una soluzione di scarso impegno riformatore, non si dovette al fatto che chi frenava era più crociano o gentiliano degli altri, ma al fatto che per almeno due decenni (e poi ancora) le condizioni politiche favorivano l'inerzia

4) E allora perché siamo tanto indietro nelle competenze matematiche e scientifiche e i nostri diplomati che scelgono discipline scientifiche per la laurea sono così pochi?
Ma di tutto questo siamo sicuri, dati alla mano, chiedo io?
I dati OCSE ci dicono che abbiamo...

...pochi studenti universitari e pochi laureati, ma la loro suddivisione disciplinare non si discosta granché dalla media. Che poi possa essere meglio avere una distribuzione che privilegi le cosiddette discipline STEM più della media, o al loro interno...
oecd.org/education/educ…

...un maggior favore per le discipline teoriche rispetto a quelle applicative, per conservare il livello di sviluppo che abbiamo acquisito negli anni, può anche essere, ma bisogna riflettere su un punto: quando a 14 anni gli studenti scelgono l'indirizzo scolastico...

...i curricoli caratterizzati in senso tecnico-scientifico (liceo scientifico e istituti tecnici, per intenderci) sono di gran lunga maggioritari; se queste scelte venissero semplicemente confermate all'università saremmo a cavallo. E invece no, perché come abbiamo detto...

...tanti che in un paese sviluppato dovrebbero fare l'università non la fanno, e quelli che la fanno provenendo da un istituto tecnico spesso preferiscono avventurarsi in un percorso umanistico o di scienze sociali (anche se a volte non hanno solide basi per seguirlo da subito)

Questo ci porta al problema fondamentale: il nostro sistema scolastico non è particolarmente classicistico e passatista, caso mai è ancora poco inclusivo e conserva gerarchie fondate sulla volontà di selezionare più che di promuovere

Perché altrimenti, come dicevo tempo fa, una scuola che funziona attrezza gli studenti anche al quantitative reasoning qualsiasi siano le scelte disciplinari caratterizzanti del curricolo

L'eredità gentiliana che dobbiamo combattere, se c'è, è questa. Il punto è che a troppi di quelli che si lamentano la scuola che sembra una via crucis perché "devono uscire i migliori" sembra piacere più del greco

@threadreaderapp unroll svp

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