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Storico Inviato @tg3web Provo a dare voce a chi non ha voce. Se vuoi la pace, impara a conoscere la guerra. Mobile Journalism @mojoitaly Op.personali

Apr 23, 2023, 11 tweets

Per capire a cosa assomigli battaglia dì Bakhmut si veda “niente di nuovo sul fronte occidentale” e si ascolti podcast linkato al 12/12
Capire invece perchè da mesi si combatta a Bakhmut (un tempo città da 70k abitanti) resta ancora molto difficile.
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washingtonpost.com/world/2023/04/…

Per mesi gli ucraini (e il coro occidentale) l’hanno definita una battaglia senza valore strategico, il segno del disperato bisogno russo di una vittoria, per poi di recente cambiare versione l. A mio avviso per i russi Bakhmut è un passaggio chiave per raggiungere
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un obiettivo bellico cruciale: allontanare il fronte dall’aeroporto di Donetsk (l’ho detto più volte) con inserimenti sulle vie di comunicazione stradale e ferroviarie accessibili una volta presa Bakhmut. Quello che non mi è chiaro (ma il tempo ci aiuterà a capire) è perchè
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un esercito come quello ucraino che per tutta l’estate scorsa (culminando ad est di Kharkiv) ha brillantemente usato le ritirate per “allungare” il nemico e colpirlo, da mesi sta facendo il gioco di un avversario con una potenza di fuoco enormemente superiore (artiglieria è
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fondamentale in uno scontro come quello in atto in città) e che ha concentrato le truppe e le ha numericamente aumentate da settembre in poi.
L’idea che trapela dalla stampa americana (che ha accesso migliore al campo di battaglia) è che sia un modo per infliggere perdite
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ai russi indebolendoli in vista della primavera. Un indebolimento che è però reciproco, questo è certo per quanto manchino dati ufficiali sui caduti. Per questo motivo gli ucraini vennero spinti dagli Usa a ritirarsi dalla vicina Soledar. L’altra interpretazione è che questo
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sacrificio deliberato di uomini e mezzi sia un modo per tenere i russi impegnati su un punto del fronte preparandosi a colpire altrove. Se Kherson pare improbabile viste le condizioni create dai russi con la ritirata dell’autunno scorso sull’altra sponda del Dnieper
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il nuovo fulcro potrebbe essere Zaporiggia (l’area della centrale nucleare per capirci) da dove poi colpire (in prospettiva) Mellitopol aprendo un cuneo sul Mar d’Azov.
Sono solo ipotesi sulle quali pesa peró a mio avviso una grossa incognita; il manpower.
Dopo Bakhmut
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gli ucraini avranno unità a sufficienza per la controffensiva di primavera? E di conseguenza fin quando basterà loro che l’Occidente mandi solo armi? Inoltre le fortificazioni russe saranno sufficienti ad evitare quanto accaduto a Kharviv a settembre per via di un fronte
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troppo lungo e con poco personale? Il loro sforzo su Bakhmut li ha chiaramente sbilanciati e numericamente indeboliti quindi le fortificazioni sul resto del fronte sarebbero indispensabili in caso di controffensiva ucraina. Accadrà? Vedremo. Nell’attesa vale la pena
11/12

Ascoltare il
Podcast di @enricoferri614 e @Reale_Scenari su Stalingrando rileggendo uno straordinario testimone del tempo, Vasilij Grossman, che pur vivendo in un regime mai cedette al #pub o alla propaganda. Lezione attuale e necessaria oggi più che mai
raiplaysound.it/programmi/stal…

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