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Sep 23, 2019 15 tweets 5 min read Read on X
“Ironica e triste svolta del destino”.
Avevo 64 anni quel 24 giugno 1940 quando mi tolsi la vita.
Il 14 giugno i tedeschi erano entrati a Parigi e io avevo allontanato dalla città la mia famiglia. Non avrei dovuto farlo. Erano sicuramente morti ed erano troppi i sensi di colpa.
Il motivo non è come qualcuno la racconta.
Che mi tolsi la vita per impedire ai tedeschi di entrare nell’Istituto Pasteur.
E' vero che facevo il custode in quell’Istituto, quello sì.
Come ne ero diventato il custode?
Un lunga storia.
Iniziata all’età di nove anni.
Ero nato il 21 febbraio 1876.
A quei tempi la vita non era molto pulita. Per niente sterile. Vivevano in case sporche a contatto con animali.
Cani, procioni, pipistrelli e topi.
Animali che potevano trasmettere una delle peggiori malattie del XIX secolo: la rabbia.
Avevo 9 anni quando un cane malato di rabbia mi morse.
E contrarre quella malattia equivaleva ad una sentenza di morte.
All’inizio febbre, cefalea, mialgia. Poi l’idrofobia, spasmo della glottide associato alla paralisi dei muscoli della deglutizione. Poi? Meglio non saperlo.
Fu così che mia madre pensò a lui.
A quel microbiologo di nome Louis Pasteur che aveva condotto studi su un vaccino.
Se c’era qualcuno che poteva salvarmi era lui. Dopo due giorni di viaggio arrivammo dal professore.
Venimmo a sapere che aveva provato il vaccino solo sui cani
Ma non era il solo problema.
Pasteur non era un dottore abilitato. Se mi avesse curato personalmente avrebbe avuto dei problemi.
Decise però di rischiare. Perché “la morte di quel bambino sembrava inevitabile".
Dimenticavo.
Mi chiamo Joseph Meister
Non fu facile convincermi. Non volevo farmi iniettare della roba attraverso taglietti sul torace come mi aveva spiegato. Per questo mi aveva portato nel suo laboratorio e mi aveva mostrato gli effetti della rabbia sugli animali.
Non restava che il vaccino.
Certo, invece del vaccino avrei potuto utilizzare le vecchie terapie. In fondo la rabbia era conosciuta fin dal 1930 a.C.
Nel Sushruta Samhita, antico testo sanscrito di medicina, curavano la ferita con burro facendo bere al paziente impasto di sesamo e nutrito con torta di riso
Oppure come il medico romano Aulo Cornelio Celso, che applicava sale e cetriolini in salamoia sulla ferita.
Inondandola poi di vino.
Inoltre consigliava di buttare in acqua pazienti che non sapevano nuotare.
Per farli bere. Sconfiggendo così la loro paura di bere.
Infatti nelle fasi successive di una infezione la persona ha difficoltà a deglutire, mostra panico quando deve bere e non riesce a placare la sua sete.
"Idrofobia" (paura dell'acqua) è il nome storico usato per la rabbia.
Naturalmente nessuno era mai sopravvissuto.
Quindi, pensai, meglio farsi vaccinare.
Fu così che Pasteur riuscì a testare il suo vaccino su di me.
Mezza siringa di di midollo spinale di un coniglio morto di rabbia.
In pochi giorni altre 13 iniezioni.
Funzionò e io guarii completamente.
L’antirabbica di Pasteur fu la prima grande conquista della medicina che fece il giro del mondo.
Il successo di Pasteur attirò migliaia di persone morse da cani da tutto il mondo.
Per consentire a Pasteur di curare il maggior numero di persone partì una sottoscrizione per finanziare un laboratorio apposito.
Il denaro raccolto permise l’apertura dell’Istituto Pasteur a Parigi.
Per sempre in debito con Pasteur decisi di diventare il custode dell’Istituto.
“Ironica e triste svolta del destino” ho scritto all’inizio. Il motivo? Mi ero tolto la vita per aver allontanato la mia famiglia dopo l’arrivo dei tedeschi. Per il senso di colpa dovuto alla convinzione che fossero morti. Tornarono sani e salvi quello stesso giorno. Troppo tardi
Il 28 settembre è la “Giornata mondiale della rabbia”.
50.000 le persone che ogni anno muoiono di rabbia. La maggior concentrazione di decessi si riscontra in alcune zone dell’Africa e dell’India. Prossimo obiettivo: eradicare il virus della rabbia a livello globale entro il 2030

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Jul 7
La cosa fa sorridere.
Un anonimo, in questo caso Johannes, che racconta storie per riportare in vita anonimi.
O quasi.
Vi dirò la verità.
Il fatto che abbia pensato a me non mi rende felice. Ultimo fa 250.000 di biglietti venduti e Johannes pensa di raccontare la mia storia? Image
Questo dice tutto sull’assurdità di questo mondo.
C'è chi riempie gli stadi e chi è rimasto su una banchina di Euston alle sei del mattino, con un lamento di sax in testa.
La differenza è tutta lì, nella distanza tra il rumore e il silenzio.
E Johannes preferisce il silenzio. Image
Sono nato a Paisley, Scozia, nel 1947.
Se chiudo gli occhi e ripenso al passato?
Le mie giornate avevano il colore grigio dell'intonaco delle case popolari e il passo pesante di mio padre Joseph che tornava a casa ubriaco, alla ricerca di qualcuno con cui sfogarsi. Image
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Jul 2
“Sono contrario alla mescolanza perché Il sangue dei neri è di minor valore.
Se lo mescoliamo col sangue dei bianchi finirà per far scomparire la cultura europea”.

L'allievo Josef annuì.
In fondo nessuno poteva contraddire l’affermazione del suo maestro, il dottor Eugen Fischer. Image
Quelle del suo maestro non erano semplici teorie.
Lui le aveva sperimentate sul campo.
Esattamente nel campo di concentramento tedesco di Shark Island.
Era stato proprio il suo maestro, alcuni mesi prima, a raccontargli tutta la storia.
Fin dall'inizio. Image
Tutto era cominciato nel 1885, dopo la Conferenza di Berlino, in cui le potenze europee si erano spartite il continente africano.
Alla Germania era stato assegnato anche il territorio noto come Deutsch-Südwestafrika (Africa tedesca del Sudovest), l'attuale Namibia. Image
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Jun 30
“Tutti gli uomini sono creati eguali dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che fra questi diritti sono la Vita, la Libertà…” E se “una qualsiasi forma di governo tende a negare questi fini, il popolo ha diritto di mutarla o abolirla e di istituire un nuovo governo”
Era il 4 luglio 1776 quando Thomas Jefferson, mostrò pubblicamente (era stata approvata il 2 luglio) la Dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti d'America. Image
Quelle prime righe furono poi ribadite nel 1789, all’art. 1 della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino che recita testualmente: “Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti”.
E poi nel 1948 la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Image
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Jun 28
Una statua.
Nel 2019 mi hanno dedicato una statua al Greenwich Village a New York.
Per il 50° anniversario.
E’ stata collocata esattamente in fondo alla strada dove si trova quel famoso bar.
Chi sono e perché quella statua in mio onore nei pressi di un bar?
Un lunga storia. Image
Sono nata a New York il 2 luglio 1951.
E a chi ha origini portoricane e venezuelane può capitare di nascere in un taxi di fronte al Lincoln Hospital.
Ma gli può capitare anche di peggio.
Per esempio essere abbandonato dal padre appena nato.
Josè Rivera credo si chiamasse.
“Però almeno una mamma l’avevi”.
Insomma.
Solo fino a tre anni, quando mia madre versò del veleno per topi in due bicchieri di latte.
Dopo averne bevuto uno mi disse di bere l'altro.
Dopo pochi sorsi rifiutai di finire il bicchiere perché il latte aveva un cattivo sapore.
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Jun 24
“Nelle nostre case popolari, sui citofoni, non abbiamo più Giuseppe, non abbiamo più Maria, non abbiamo più Francesco.
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E questo, cari colleghi della sinistra, a noi di Futuro nazionale non va giù”.
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Un approccio razzista in totale spregio dell'articolo 3 della nostra Costituzione." Image
E la mente corre alle tre persone che hanno scolpito l’articolo 3.
Partendo dal socialista Lelio Basso, antifascista, arrestato nell'aprile 1928 a Milano e confinato sull'isola di Ponza
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Jun 4
Capita spesso di leggere che "nella Costituzione italiana non c'è traccia della parola antifascista".
È un'affermazione piuttosto diffusa, usata spesso per sminuire il valore della Resistenza.
Ma contiene un grosso errore di fondo.
Proviamo a fare un po' di chiarezza. Image
Partiamo dal testo.
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Nella XII Disposizione transitoria e finale c'è: il divieto, "sotto qualsiasi forma", di riorganizzazione del disciolto partito fascista. Image
La matrice è scritta lì.
Ma la Costituzione non si ferma a un divieto formale.
I Padri Costituenti non hanno inserito la parola "antifascista" nei principi fondamentali non per mancanza di coraggio o per un compromesso al ribasso, ma per una scelta ben precisa.
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