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"Finiremo tutti colpevoli per non aver capito che i mali grandi e irrimediabili dipendono dall’indulgenza verso i mali ancora piccoli e rimediabili” (V. Foa)
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Jul 17 16 tweets 5 min read
Cosa abbiamo i comune noi quattro?
Quelli della foto intendo.
Due cose.
La prima.
Siamo quattro pionieri della cardiologia interventistica.
Nella foto siamo all’Università di Zurigo nell’agosto del 1980.
Ricordo che era un meeting sull’angioplastica. Image Mason Sones (a destra) fu quello che eseguì la prima arteriografia coronarica il 30 ottobre del 1958. Possiamo dire in un modo del tutto casuale.
Quando accidentalmente il mezzo di contrasto finì all’interno della coronarica di destra. Image
Jul 12 15 tweets 6 min read
Perché non ho mai vinto le Olimpiadi?
Bella domanda.
So solo che ad ogni partecipazione era sempre la solita storia: “non corrisponde agli schemi tradizionali”.
Mi chiedo, ma quale progresso puoi ottenere seguendo solo schemi tradizionali, facendo sempre le stesse cose? Se parliamo di sport.
Dick Fosbury ha seguito uno schema tradizionale?
Ulrich Salchow, svedese, primo campione Olimpico nel 1908, ha seguito uno schema tradizionale facendo il primo salto Salchow nel 1909?
Ma per piacere.
Chi sono?
Sono Surya Bonaly.
E questa è la mia storia.
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Jul 10 18 tweets 5 min read
Sto morendo dissanguata.
Sento il sangue scorrere accanto a me mentre ripenso a quello che è stata la mia vita nei palazzi dorati.
Mai immaginato di poter finire in questo posto.
Ma dopo essere passata per il campo di smistamento a Bolzano mi avevano portata qui, vicino a Weimar Ricordo l’entrata, e quel cancello con la scritta “Jedem das Seine”, “A ciascuno il suo”.
Non sapevo cosa volesse dire, ma non mi ci volle molto per capirlo.
Significava essere arrivati all’inferno: l’inferno del campo di concentramento di Buchenwald. Image
Jul 8 16 tweets 5 min read
Inverno 1944 – Mi chiamo Sara e ho tredici anni.
Tre anni fa vivevo in Lituania con tutta la mia famiglia, poi erano arrivati i tedeschi.
Mio padre e mio fratello erano stati rinchiusi nella "Fortezza numero sette".
So che sono stati uccisi, con altre centinaia di ebrei. Ero stata separata da mamma e da mia sorella.
Loro portate altrove, non so dove.
Io, a soli 10 anni, rinchiusa in un campo per bambini.
Per ben tre anni.
“Avevo perso totalmente la nozione del tempo, non sapevo più che giorno fosse, notavo soltanto il cambiamento delle stagioni”
Jul 5 25 tweets 7 min read
Sinceramente non lo so.
Cosa mi sia passato per la testa il giorno che ho acquistato questa grossa motocicletta.
Per la precisione è una moto Guzzi 500.
Deve avere il carburatore intasato, perché non c’è verso di farla partire.
Ultimamente faccio sempre fatica ad avviarla. Come può fare fatica una signora di 68 anni.
Di solito mi faccio aiutare da giovani di passaggio, ma in questa domenica di settembre del 1959 qui a Milano di giovanotti nemmeno l’ombra.
Se voglio tornare a casa devo arrangiarmi da sola.
Riprovo.
Niente da fare, non parte.
Jul 3 13 tweets 5 min read
Furono milioni gli emigranti italiani che si imbarcarono su navi e piroscafi obsoleti e fatiscenti in rotta verso le Americhe.
Erano chiamati “vascelli della morte” perché avevano più di 20 anni di navigazione.
Partivano stipati, senza nessuna certezza di arrivare a destinazione Image Molti emigranti non avevano mai visto una nave.
Paura, ansia, angoscia, batticuore, seguiti da tanta malinconia erano i sentimenti che provavano mentre salivano su quelle navi.
Ma niente li poteva fermare.
Anche se erano a conoscenza del rischio altissimo di non arrivare vivi Image
Jul 2 12 tweets 4 min read
Sì, sono arrabbiata.
E chi non lo sarebbe.
Potevate dirmelo, forse la mia vita sarebbe cambiata, chissà.
Non poteva certo mancare lo zampino di voi maschietti.
Organizzazione zero.
Perché arrabbiata?
Perché la mia è una storia davvero incredibile. Mi chiamo Margaret Abbott e sono nata il 15 giugno 1878 a Calcutta, in India.
Dopo la morte di mio padre, con mia madre e i miei fratelli ci trasferimmo prima a Boston e poi nell'Illinois.
Fu al Chicago Golf Club che imparai a tirare quelle palline da golf. Image
Jun 29 11 tweets 3 min read
Piero Calamandrei.
INTERVENTO ALL’ASSEMBLEA COSTITUENTE
4 marzo 1947, seduta pomeridiana.
Intervento sulla disposizione transitoria XII
“È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.” Image “C'è nelle disposizioni transitorie, del progetto, un articolo che proibisce «la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del partito fascista».
Non so perché questa disposizione sia stata messa fra le transitorie: evidentemente può essere transitorio il nome «fascismo»,
Jun 27 25 tweets 8 min read
Grazie a te Johannes ho potuto ascoltare Joan Baez cantare quella canzone al Festival di Woodstock, nel 1969.
Un testo scritto nel 1925 dal giovane poeta americano Alfred Hayes.
Qualche anno dopo, Earl Robinson, adattò quel testo a una musica composta da lui. Image “Stanotte ho sognato che ho visto Joe Hill /
Vivo come te e come me /
Dico: «Ma Joe, tu sei morto da dieci anni» /
«Non sono mai morto» fa lui /
«Non sono mai morto» fa lui ”.

In questo modo smise di essere una poesia per diventare una stupenda poesia in musica. Image
Jun 25 25 tweets 7 min read
So la fatica che hai fatto, Johannes.
Poche informazioni, niente biografia, niente ritratto, la mia figura dimenticata, scomparsa nel nulla.
E quella data poi.
La mente va sempre alla rivoluzione industriale, o alle prime leghe emiliane.
Ma tutto ebbe inizio molto tempo prima. «Lo so.
Qualche secolo prima.
Torniamo al 1333, un anno importante per Firenze.
Con i suoi centomila abitanti festeggiava il compimento di un’opera straordinaria come la cerchia muraria.
Mancava ancora il campanile al nuovo duomo, ma la sua costruzione stava per iniziare». Image
Jun 23 15 tweets 6 min read
Mi avevano chiesto di salire sul palco con lui quel 28 agosto 1963.
Mi rifiutai e mi accomodai in prima fila.
Da un anno preparavano quell’evento e in fondo io non avevo fatto nulla.
“I have a dream” il discorso.
Sul palco lui, Martin Luther King. Image Fu un colpo durissimo quando venni a sapere della sua morte.
Mi ritrovai a commemorarlo davanti a centinaia di giovani.
Dissi loro: “Qualcuno ha detto che tra 40 anni questo Paese potrebbe avere un Presidente nero. Credo che con questo clima, di anni ce ne vorranno 400”.
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Jun 21 21 tweets 7 min read
Oggi il Torneo al Queen’s Club è riservato ai soli uomini, ma non era così ai miei tempi.
Era comunque considerato, come oggi, la migliore anticamera prima della partecipazione a Wimbledon, il mio obiettivo.
E la mia spalla non va ad infiammarsi giocando proprio quel torneo? Una sfortuna sfacciata.
Ero arrivata da poco proprio per fare il grande salto. Negli USA, la mia patria, avevo vinto molto, per quello avevo deciso di sbarcare in Europa.
E avevo iniziato vincendo i Tornei di Surbiton e Manchester come preparazione a Wimbledon.
Mi presento.
Jun 20 17 tweets 6 min read
Mi chiamo Luigi Corsi, maggiore commendatore, specializzato in opere di artiglieria per la Regia Marina Borbonica.
Vedo che non mi avete dedicato nemmeno una pagina su Wikipedia.
Sinceramente la cosa non mi stupisce.
Eppure sono tante le onorificenze ricevute. Croce di cavaliere di Francesco I di 1a classe;
commenda di 1a classe;
commenda del Pontefice Pio IX;
croce con Crochot di Carlo III di Spagna;
croce di cavaliere di 1a classe di S. Valdimiro di Russia; croce di cavaliere di S. Ludovico di Parma;
croce dei SS. Maurizio e Lazzaro.
Jun 18 23 tweets 7 min read
Una statua.
Nel 2019 mi hanno dedicato una statua al Greenwich Village a New York.
Per il 50° anniversario.
E’ stata collocata esattamente in fondo alla strada dove si trova quel famoso bar.
Chi sono e perché quella statua in mio onore nei pressi di un bar?
Un lunga storia. Image Sono nata a New York il 2 luglio 1951.
E a chi ha origini portoricane e venezuelane può capitare di nascere in un taxi di fronte al Lincoln Hospital.
Ma gli può capitare anche di peggio.
Per esempio essere abbandonato dal padre appena nato.
Josè Rivera credo si chiamasse.
Jun 17 22 tweets 6 min read
Siamo prossimi alla partenza del TT, il Tourist Trophy.
Nessun straniero ha mai vinto, solo vittorie di motociclisti del Regno Unito, anche se la Guzzi, la mia moto, questa corsa l’ha già vinta due anni fa, nel 1935.
In due categorie.
Ma mai non con un pilota italiano. A vincere nella 250 e nella classe 500 su Guzzi era stato il pilota irlandese Stanley Woods.
Correvo anch’io sulla stessa moto quell’anno, il 1935, ed ero anche favorito dopo aver stabilito nelle prove un incredibile 30’10” sul giro.
Un vero record. Image
Jun 14 16 tweets 5 min read
“Ironica e triste svolta del destino”.
Avevo 64 anni quel 24 giugno 1940 quando mi tolsi la vita.
Il 14 giugno i tedeschi erano entrati a Parigi e io avevo allontanato dalla città la mia famiglia.
Non avrei dovuto farlo.
Erano sicuramente morti ed erano troppi i sensi di colpa. Il motivo non è come qualcuno la racconta.
Che mi tolsi la vita per impedire ai tedeschi di entrare nell’Istituto Pasteur.
E' vero che facevo il custode in quell’Istituto, quello sì. Come ne ero diventato il custode?
Un lunga storia.
Iniziata all’età di nove anni
Jun 12 17 tweets 5 min read
Seguito del thread di ieri sera.

La campagna elettorale è stata sfiancante.
E pericolosa.
Peppe, Peppino, Fausto Bubba e tutti i compagni ad attaccare la 'ndràngheta, con la convinzione di poter salvare le giovani generazioni dall’abbraccio fatale delle cosche. Image Ma ora è tutto finito.
Le cosche erano state sconfitte nelle urne.
Almeno per quel giorno.
Un inizio.
E’ quello che pensa Peppe mentre, uscito dalla trattoria, si dirige verso la sua Fiat 126 verde parcheggiata a ridosso di un fitto agrumeto.
Jun 11 17 tweets 5 min read
Tempo fa vi ho parlato del pericolo ‘ndràngheta che ormai è ovunque.
DI come si sia radicata nel nord-est e in Lombardia.
Nell'assoluta indifferenza della politica.
Questa è la storia di un giovane, che con altri compagni, provò a sconfiggerla la ndràngheta.

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Peppe è nato a Rosarno il 1 marzo 1950.
In realtà quello è il giorno in cui è stato registrato all’anagrafe.
Probabilmente lui è nato il 14 febbraio.
O forse il 21.
La sua è una famiglia di contadini.
La mamma Caterina lo ha messo al mondo, primo e unico maschio della famiglia
Jun 7 9 tweets 2 min read
Eliza Clayton, la mia governante, mi trovò compostamente disteso sul letto, martedì 8 giugno 1954 a Cambridge.
Morto.
Certo, come inizio di una storia non è il massimo, lo so.
Ma è la mia storia.
E tanto valeva iniziare dalla fine. Il coroner disse che era un suicidio "attuato in un momento di squilibrio mentale".
Il genio.
Chissà come avrà fatto a capire che era un suicidio. Forse dalla schiuma attorno alla mia bocca?
Dal recipiente contenente cianuro di potassio?
Dalla mela morsicata sul comodino?
May 31 21 tweets 5 min read
Oggi ci rido sopra.
E forse un sorriso verrà anche voi alla fine della storia, ma vi assicuro che ho rischiato di brutto.
Ma proprio brutto brutto.
E’ un miracolo che oggi, che di anni ne ho novanta, sia qui a raccontare cosa accadde in quei giorni.
Partiamo dall’inizio. Era il 1928 quando i coniugi Levinsons, cantanti lirici dell'Opera di Riga, in Lettonia, si trasferirono a Berlino.
Ormai famosi, la Deutsche Oper aveva offerto loro un contratto principesco che mai avrebbero potuto rifiutare.
May 28 15 tweets 6 min read
Dicevano che ero troppo rumoroso e per un certo periodo nessun locale accettò gruppi con me alla batteria.
Rumoroso lo ero, ma che volete, era normale per uno che a cinque anni batteva su lattine di caffè.
Non avevo mai preso lezioni, solo qualche consiglio da altri batteristi. Quando la mia Pat era rimasta incinta del piccolo Jason ero andato a vivere con lei in una roulotte.
Le avevo promesso di trovarmi un lavoro serio, ma io avevo un solo amore, le percussioni.
Io, John Bonham, cercavo la mia idea di sound.
E nessuno avrebbe potuto fermarmi.