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"Finiremo tutti colpevoli per non aver capito che i mali grandi e irrimediabili dipendono dall’indulgenza verso i mali ancora piccoli e rimediabili” (V. Foa)
Antonio Ripa Profile picture Marcello Mattioli Profile picture s1m0n4 Profile picture giovanni cale Profile picture Filippo Menegatti Profile picture 163 added to My Authors
May 23 24 tweets 6 min read
Non potevo mancare proprio oggi, 23 giugno 1992, davanti al Palazzo di Giustizia di Palermo.
Siamo in tanti, almeno diecimila, a ricordare la morte, avvenuta esattamente un mese fa di Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca e di Vito, Rocco e Antonio, gli agenti della scorta. Image 1.950 metri ci separano dalla casa di Falcone.
Il corteo si è avviato.
E’ un pomeriggio assolato e dentro tutti noi c’è tanta rabbia, tanta tristezza.
Negli ultimi due anni sono stati oltre 200 gli uomini uccisi dalla mafia.
Uomini di Stato e non solo. Image
May 21 19 tweets 6 min read
Ogni volta è uno spasso.
Guardare Johannes che apre uno di quegli scatoloni che tiene custoditi gelosamente.
A volte un’etichetta ingiallita lo aiuta.
Il più delle volte nemmeno si ricorda di aver avuto certa roba.
E’ l’età, ma meglio evitare di dirglielo. Che se mi sente chiamare “roba” le sue cose, rischio pelo e contropelo.
Rovistando in uno di questi scatoloni ha trovato un vecchio volumetto, regalo del suo vecchio maestro di chitarra. In gioventù.
Ha scoperto di me sfogliandolo.
Di me come fonte d’ispirazione, intendo.
May 20 17 tweets 6 min read
Dissero che avevo preso troppo alla lettera il modello evangelico.
E così mi congedarono da predicatore laico solo perché ero andato a vivere nel Borinage, un miserabile centro minerario, povero tra i poveri, prendendomi cura dei malati e predicando la Bibbia ai minatori. Image Dormivo sulla paglia, aiutavo i malati e i bisognosi ai quali donavo acqua, cibo ed indumenti.
Avevano paura che il mio comportamento potesse innescare rivendicazioni sociali così, dopo i sei mesi di prova, non mi rinnovarono il contratto di catechista. Image
May 18 17 tweets 5 min read
L’ultima lettera a mamma l’avevo scritta l’8 dicembre del 1943.
Poi i tedeschi avevano scoperto alcuni biglietti e ci avevano vietato di scrivere a casa.
Ne ho appena scritto uno e l’ho lanciato dal camion che ci sta trasportando alla stazione di Milano.
Speriamo arrivi a mamma. Che ci faccio su un camion diretto alla Stazione Centrale di Milano in questo 4 marzo 1944? Cominciamo con le presentazioni.
Mi chiamo Luigi Barcella, nato a Trescore Balneario il 10 gennaio 1925.
Il primo di cinque figli, il più grande quindi.
May 17 24 tweets 7 min read
Oggi è 29 marzo 1941.
Ho scritto un ultimo messaggio alla mia famiglia.
Ho affidato poi il messaggio al mare, dentro una bottiglia.
Povera mamma. Mi chiamo Francesco. E sto per morire.
Ho solo il tempo di raccontarvi come siamo finiti in questo lembo del Mediterraneo Orientale.
Imbarcato sul Fiume, incrociatore pesante della Regia Marina italiana classe Zara. Image
May 16 25 tweets 8 min read
L’offensiva degli Alleati prosegue.
(Leggete qui il thread precedente bit.ly/3sEPEKd ).
Sarà io a raccontare il seguito.
Mi chiamo Omar Nelson Bradley, generale statunitense. E’ mio il merito maggiore dell’accerchiamento della Ruhr.
Possiamo proseguire il racconto. Avevamo lasciato Eisenhower dopo la conquista della riva destra del Reno.
A lui tocca ora il compito di decidere come muoversi, ma deve sapere come si stanno muovendo a est.
Per questo scrive a Stalin.
Vuole conoscere i suoi progetti e allo stesso tempo annunciargli i propri.
May 15 25 tweets 9 min read
Hitler era stato chiaro.
Nelle città dove i cittadini tedeschi sono costretti a fuggire a causa della guerra tutto deve essere distrutto.
Case, fabbriche, magazzini di viveri e vestiario.
Lasciare terra bruciata agli Alleati.
“La Germania si prepari a perire con i suoi capi”. Perire con i suoi capi?
Mica è tanto semplice.
Soprattutto perché i capi non sono d’accordo.
I Generali hanno capito col passare dei giorni che la guerra ormai è perduta.
Qualcuno lo ha messo persino nero su bianco.
Per esempio il nuovo comandante supremo del fronte occidentale.
May 14 25 tweets 7 min read
“Nessuno muore su questa terra finché vive nel cuore di chi resta”.
Vero.
Secondo Johannes, ed è il motivo per cui le racconta, “Nessuno muore finché c’è qualcuno disposto a raccontarne la storia”.
Per quanto riguarda la mia, diciamo che per tutti sono ormai morto e sepolto. Da tempo. Mi dispiace.
Per la mia Bergamo, culla delle maschere, lustro del teatro, vanto della Commedia dell'Arte.
La città dove sono nato, dove ho vissuto, prima di trasferirmi all’estero.
Dove poi mi hanno cambiato.
Nel vestire, nel carattere, nel modo di affrontare la vita.
May 13 25 tweets 9 min read
Un tempo era un vanto.
Oggi solo un lontano ricordo anche per i più anziani.
I più giovani molto probabilmente non l’hanno mai visto, neppure in fotografia.
Dispiace, perché fu qualcosa di straordinario.
Perché la mia, anzi la nostra, fu un’impresa straordinaria. Una sfida quasi impossibile.
Alzare quel prestigioso trofeo, intendo.
Creato nel 1838 era stato vinto per venticinque volte dagli inglesi, sette dai tedeschi e una dagli americani, nel 1852.
Nemmeno una volta da noi italiani.
Una sfida "quasi" impossibile.
May 12 22 tweets 7 min read
Cosa poteva rianimarmi quando ero stanca?
Diciamo una lunga sfilza di numeri.
E quando sentii la voce di Dio, decidendo di aiutare per il resto della vita i poveri e gli ammalati, capii qual era la chiave che ci permette di interpretare i suoi pensieri. Mi chiamo Florence Nightingale.
Florence, perché sono nata il 12 maggio 1820 a Firenze, precisamente a Villa Colombaia, vicino a Porta Romana.
L’anno prima era nata a Napoli mia sorella Frances Parthenope.
Parthenope, in ricordo del nome antico di Napoli.
May 11 16 tweets 5 min read
Il 2 settembre 1945, con la resa del Giappone, è considerato da tutti come il momento conclusivo della seconda guerra mondiale.
In realtà l’ultima unità della Wehrmacht si arrese agli alleati il 9 settembre.
Comunque non fece nessuna differenza per me. Proprio nessuna. Mi chiamo András Toma, ungherese.
Lavoravo come apprendista fabbro quando a 19 anni venni arruolato.
Dovevamo combattere il nemico.
E lo stavo combattendo il nemico, vicino a Cracovia durante l’offensiva 'Vistola-Oder
May 10 25 tweets 8 min read
Erano solo dicerie, è vero, ma nessuno smentiva. Intendo quell’insistente vociferare sulle camere a gas e sui forni crematori.
Mi recai da Himmler e gli chiesi conto di cosa ci fosse di vero “su simili, ignominiose aberrazioni che disonorano il nostro popolo”. “Sono solo chiacchiere!” fu la sua risposta.
“Lo proclami alla radio, allora!” fu la mia reazione.
Lui fu coerente. Coerente con le sue menzogne, e negò quelle aberrazioni alla radio.
Ordinando però che “quella persona famosa quanto incauta fosse tenuta lontana da Hitler”.
May 9 15 tweets 5 min read
«Troppo piccola» mi dissero.
«Non possiedi i giusti parametri fisici per giocare ad alto livello. Non potrai mai giocare in Nazionale».
Io non capivo.
Amavo quello sport. Avevo cominciato a giocarci a dieci anni e dopo solo tre anni avevo esordito nel campionato nazionale. Nel campionato nazionale riservato alla mia categoria? A quelle della mia età? No, proprio nel campionato nazionale cubano di pallavolo femminile.
Niente male per una di 13 anni.
Ero piccola, è vero, rispetto alle altre, ma volevo giocare in Nazionale.Lo volevo con tutto il cuore
May 8 17 tweets 5 min read
La fate facile voi. Basta nascere da una bella famiglia, in un bel quartiere, pochi problemi di soldi, una bella scuola e voilà una vita da mulino bianco.
Vi confiderò un segreto. Non accade sempre così.
E quando accade ricordate che è stata solo una gran botta di c… fortuna Io quel tipo di botta non l’ho avuta. Nemmeno una bottarella a dire la verità.
Essendo nato a Oakland, in California, in uno di quei quartieri più brutti, malfamate e pericolosi.
I miei genitori?
Appena nato mio padre se ne andò.
Senza una spiegazione.
May 7 21 tweets 6 min read
Il 12 agosto 1880 il Corriere della Sera pubblicò un lancio dell’agenzia Stefani che riguardava il piroscafo Jeddah.
Scrisse che l’equipaggio aveva abbandonato la nave, che era stata poi rimorchiata in porto dall’Antenor.
Nessuna vittima. Tutto a posto quindi. Ma era andata veramente così come la raccontava l’agenzia Stefani?
Era proprio tutto a posto?
Poteva quel lancio di tre righe nascondere un fatto talmente grave da gettare un’ombra sulla marina britannica?
Poteva, eccome se poteva.
May 6 17 tweets 5 min read
Abitavamo a Piraino, in provincia di Messina.
Dicono che il primo amore non si scorda mai.
Uno studio recente ha dimostrato che questa frase non ha niente di romantico.
Tutta colpa di alcuni impulsi cerebrali che si attivano, quelli dell’ansia e della paura. Impulsi che poi ti marchiano a vita.
Il tutto avviene in aree cerebrali che influenzano le nostre viscere.
Per quello sentiamo le “farfalle nello stomaco”.
Posso dire una cosa al riguardo? Stronzate.
Il primo amore è altro. Molto altro.
Almeno fu così per me. Per noi.
May 5 25 tweets 7 min read
Bando ai preamboli, e veniamo al dunque!
Mi chiamo Heinz Wilhelm Guderian, capo di stato maggiore generale dell'Oberkommando des Heeres, il Comando supremo dell'Esercito tedesco.
Il tempo? Gennaio 1945.
Il luogo? Il quartier Generale dello Schloss Ziegenberg. Ci siamo tutti. Lui è rannicchiato su una sedia.
Non l’ho mai visto in questo stato. Sembra malato. Trema, soprattutto il braccio sinistro.
Non ha comunque perso la sua loquacità.
Parla da tre ore.
May 4 20 tweets 8 min read
E' il 7 luglio 1929.
A Roma, allo Stadio Nazionale del PNF si assegna il campionato di calcio. Ultimo campionato a gironi.
Se lo contendono il Bologna e il Torino.
3-1 all’andata per il Bologna, 1-0 per il Torino al ritorno.
Niente differenza reti all’epoca.
E’ spareggio. ImageImage A me interessava poco quella partita.
Non fosse altro per i miei 10 anni.
Con i miei amichetti avevo deciso di andare all’Adda a fare il bagno.
Noi ragazzi poveri di Cassano d’Adda ci divertivamo così, malgrado fossimo a conoscenza della pericolosità del fiume. Image
May 3 19 tweets 6 min read
“Scommetto che se tu dipingessi quello che hai nel cuore, finirebbe appeso in un museo” scrisse un giorno Chuck Palahniuk.
Io vi dirò di più.
Sono certa, che se ognuno di voi potesse dipingere la propria vita, tutti i vostri quadri finirebbero in un museo. Perché in un museo ci sono finita anch’io.

In quel quadro c’è solo una bambina, è vero, ma dentro c’è la mia vita e quella dei miei figli.
Vite che vanno raccontate.
E la mia, comincia proprio da quel quadro.
May 2 14 tweets 6 min read
Pitelli è il borgo più grande del Comune della Spezia posto al confine con i Comuni di Lerici e di Arcola.
Perché le scuole elementari si chiamano “Genova”?
In segno di gratitudine.
Una gratitudine di lontana memoria.
Per qualcosa accaduto esattamente nel 1922. Erano le 02.58 del 28 settembre 1922.
C’era un temporale fortissimo quando, ad una violenta scossa sussultoria, fece seguito un cupo rimbombo.
La popolazione di La Spezia scese in strada mentre le navi in rada dirigevano verso l’alto i fasci di luce dei loro riflettori.
Apr 30 19 tweets 5 min read
Era esattamente il 15 aprile 1945. Il luogo?
Il Campo di concentramento di Bergen-Belsen.
Mi chiamo Howard Kleinberg e sono uno dei prigionieri.
Stanno arrivando gli inglesi e i tedeschi mi hanno incaricato di gettare i cadaveri sparsi per il campo in una fossa comune. Negli ultimi 2 anni sono morti oltre 50.000 persone, quasi tutti per fame, tifo e dissenteria.
Trascinare tutti quei corpi è faticoso, soprattutto per uno come me; stanco, deperito, malato, privo di forze. Non ce la faccio più.
Mi lascerò cadere in mezzo a loro per poi morire.