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Sep 18, 2020 13 tweets 5 min read Read on X
“ Un giorno nella foresta scoppiò un gigantesco incendio e animali ed uccelli fuggirono impauriti.
Mentre tutte le razze si disperavano e si lamentavano della loro cattiva sorte, il colibrì volò verso il fiume e raccolse una goccia d’acqua.
Tanta quanta ce ne stava nel suo becco.
Ritornando verso l’incendio, gli altri animali lo derisero dicendo: “Ma cosa fai con quella goccia d'acqua?”.
Il piccolo colibrì, paziente, rispose: “Faccio quello che posso!”

Mi premiarono. Per quella goccia d'acqua. Come quel colibrì.
De Amicis avrebbe fatto di noi personaggi da libro “Cuore”.
Era il 22 novembre del 1954 quando in Campidoglio assegnarono i Premi della Bontà.
Un premio per Dario Tosi, 11 anni.
Aveva portato a spalle a scuola tutti i giorni per un chilometro il suo compagno malato alle gambe.
E poi Mario Frontini di dieci anni.
Aveva donato tutti i suoi risparmi ai bambini
poveri e andava a trovare i bambini malati per aiutarli a fare compiti.

E poi c’ero io. O meglio. C’era la mia sorellina Marinella in braccio alla mamma.
Io non potevo essere presente.
Perché mi fu assegnato il primo Premio alla Bontà?
Tutto era cominciato il 25-26 ottobre 1954 quando un violento nubifragio aveva
colpito la costiera salernitana seminando ovunque dolore e morte.
La Rai aveva aperto una sottoscrizione per raccogliere fondi per gli alluvionati
Che potevo fare per aiutare quelle persone?
"Fai quello che puoi”, come il colibrì.

Fin dall’età di sei anni amavo riempire quaderni di versi, sia in lingua che nel dialetto
di Roma, ispirandosi alle piccole cose.
Avevo scritto almeno 200 poesie.
Pensai di scriverne una.
Mi feci dare carta e penna e subito cominciai a scrivere più o meno cosi: Cara RAI,
sono molto malata. Da oltre un anno. I miei genitori hanno speso tutto quello che
avevano per guarirmi. E io non ho nulla da offrirti per i bambini del Salernitano.
Ti posso offrire questa poesia
Lo so, è una poesia infantile. Sembra scritta da una tredicenne. Tredicenne infatti lo ero.

Mi chiamo Raffaella La Crociera nata il 23 novembre 1940 e oggi, 31 ottobre 1954, la
mia poesia è stata letta alla radio e messa all’asta per raccogliere fondi per gli
alluvionati.
Non ci crederete. Sono state numerose le offerte, fino a quella arrivata dalla Svizzera
della contessa Cenci Bolognetti, che si è aggiudicata la poesia con l’offerta strabiliante
di mezzo milione di lire.
Sono felice come non mai.
Anche se felice non lo sono da tempo.
Da quando mi hanno diagnosticato, un anno fa, il “lupus eritematoso cronico”. Inchiodata nel mio lettino da un morbo che non perdona. Per quella poesia un giocattolaio romano ha deciso di donarmi la più bella delle sue bambole. Non sono riuscita ad abbracciarla. Neppure una volta
Due giorni dopo la trasmissione ho chiuso gli occhi. Per sempre.
La bambola promessa arrivò, ma su un cuscino di fiori bianchi, giusto in tempo per
accompagnarmi al Cimitero Monumentale al Verano, nell’area riservata ad eroi, pittori, scultori, musicisti e poeti.
Ora sapete perché il 20 novembre 1954 mi hanno assegnato il primo premio della
bontà.
E perché non ho potuto ritirarlo.
Il sindaco di Roma, Salvatore Rebecchini, lo consegnò alla mia sorellina Marinella, la
più piccola di noi tre sorelle
Molti secoli fa qualcuno scrisse: ”Si muore sempre soli, se non si muore pensando
all’angoscia degli altri. Senza bisogno di eroismi, facendo anche solo "quello che posso”.
Come il colibrì.
Come Raffaella La Crociera, la piccola poetessa.

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Jul 25
Ultimamente ho raccontato storie di come viene giudicata la legittima difesa o presunta tale, negli USA. E di quanta gente è finita in prigione malgrado il tentativo di informare che non tutto è lecito come si crede.
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Jul 21
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