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+++ Prezzi delle commodity+++
Il prezzo all'ingrosso di materie prime e prodotti agricoli è salito a livelli preoccupanti.
Questi rialzi presto si scaricheranno a valle sui beni di consumo, in alcuni casi hanno già iniziato a farlo.
Impatto sull'inflazione inevitabile.
Prezzi del mais questa settimana ai massimi (+124% rispetto al marzo 2020).
Prezzi della soia questa settimana ai massimi (+92% rispetto al marzo 2020).
Prezzi del grano americano questa settimana ai massimi (+56% rispetto al marzo 2020).
Prezzi dell'avena questa settimana ai massimi (+67% rispetto ad aprile 2020).
Prezzi della carne di maiale questa settimana ai massimi (+200% rispetto al marzo 2020).
Prezzi dello zucchero questa settimana (+95% rispetto al marzo 2020).
Prezzi del legname questa settimana ai massimi (+464% rispetto al marzo 2020).
Prezzi del caffè questa settimana ai massimi (+58% rispetto al giugno 2020).
Prezzi dell'alluminio questa settimana (+70% rispetto al giugno 2020).
Prezzi del rame questa settimana ai massimi storici (+112% rispetto al giugno 2020).
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In questa puntata di Mai dire blackout si parla di GNL: nel 2026 l’industria entrerà in una fase di offerta abbondante, che salirà fino a 480 milioni di tonnellate, con un aumento vicino al 10% su base annua, trainato soprattutto da Stati Uniti e Qatar. ⤵️ laverita.info/groenlandia-in…
I prezzi ne risentiranno, con il GNL spot asiatico atteso tra 32 e 34 €/MWh, mentre il TTF europeo scenderebbe attorno a 32–33 €/MWh, contro valori medi superiori a 49 €/MWh nel 2025. L’Asia tornerà ad assorbire volumi, con Cina e India in crescita, ma l’Europa resterà ⤵️
il principale mercato di assorbimento.
La fragilità europea emerge anche nel caso della Groenlandia. L’isola possiede risorse potenziali importanti – idrocarburi, uranio, terre rare – ma quasi impossibili da sviluppare nel breve periodo. Sinora sono stati perforati appena ⤵️
🧵 L'Ue e il mercato del gas
In Europa le forniture di gas di importazione erano state tradizionalmente costruite con contratti di lungo termine su periodi di venti o trent’anni, con prezzi indicizzati alle medie di lungo periodo (sei, nove, dodici mesi) dei prezzi dei petroli ⤵️
greggi. Questo rendeva l’evoluzione dei prezzi lenta e prevedibile: trattandosi di medie mensili su periodi lunghi, calcolate a posteriori, i picchi di prezzo e le forti oscillazioni erano evitate.
Ma l’ascesa dell’hub europeo per antonomasia, il Ttf, spinge l'Ue a cambiare ⤵️
le formule di prezzo e a legare le forniture ai prezzi che lì si verificano. Tra grossisti, gradualmente la contrattazione bilaterale fa spazio agli scambi di gas direttamente sugli hub. Come si vede dal grafico seguente, la percentuale di scambi che avvengono direttamente ⤵️
🧵In questa puntata di Mai dire blackout si parla della Svezia, per anni indicata come modello europeo della transizione energetica, che sta rallentando bruscamente le proprie ambizioni verdi. Le emissioni sono tornate a crescere, spinte dall’aumento dell’uso di gasolio, dopo ⤵️
il taglio delle accise deciso dal governo. Il cambio di linea politica ha coinciso con la fine del sostegno pubblico a grandi progetti industriali considerati strategici: Northvolt è fallita senza salvataggi, Stegra fatica a reperire capitali, altri investimenti sono stati ⤵️
cancellati o rinviati. Negli Stati Uniti e in Europa cresce la pressione esercitata dai data center sui sistemi elettrici. L’esplosione dell’intelligenza artificiale ha fatto impennare la domanda di energia, mettendo sotto stress reti e prezzi. Microsoft ha promesso ⤵️
🧵A settembre 2025, il surplus commerciale dell'area dell'euro è risalito a € 19,4 miliardi (chimica superstar). Ma attenzione a quel colore verde sotto lo zero: il saldo import-export di energia. Senza quel saldo negativo, l'area euro avrebbe un surplus più che doppio.⤵️
La ricerca dell'autonomia energetica da parte dell'Ue (attraverso fotovoltaico ed eolico) è motivata soprattutto da questo aspetto, non certo dalla passione ambientalista. Il piano però non può funzionare di fronte a: 1) inadeguatezza delle reti elettriche, che richiedono ⤵️
investimenti in un contesto (euro) in cui gli investimenti sono scoraggiati; 2) necessità di materie prime non energetiche ma altrettanto critiche (metalli), contingentate nelle quantità e ristrette nel numero di fornitori; 3) inefficienza di costo dei sistemi elettrici ad alta⤵️
🧵In una intervista al Financial Times nel settembre 2023 il direttore esecutivo dell'Agenzia internazionale per l'energia (IEA) Fatih Birol disse: "Stiamo assistendo all'inizio della fine dell'era dei combustibili fossili e dobbiamo prepararci per la prossima era". ⤵️
In pratica, l'IEA diceva che il petrolio sarebbe scomparso di lì a breve (picco domanda nel 2030) e che occorreva puntare su elettrificazione,eolico e fotovoltaico. Questo dopo che nel 2021 l'IEA aveva rimosso dalle sue stime, previsioni, report e outlook lo scenario CPS ⤵️
ovvero lo Scenario delle Politiche Correnti, lasciando solo gli scenari STEPS (Scenario delle Politiche Dichiarate) e APS (Scenario degli Impegni Annunciati, quello in cui tutte le politiche Net Zero erano applicate).
Eliminando lo scenario CPS, l'IEA privava il mondo ⤵️
🧵 Auto elettrica.
In Europa, Stati Uniti e Giappone il mercato delle auto a combustione interna era più che maturo. Dopo il Dieselgate, le case automobilistiche tedesche vedono nell'elettrico già nel 2017 un modo per ripulire l'immagine e per giustificare ristrutturazioni 1/n
di impianti e personale. L’auto elettrica offre un buon motivo per liberarsi di segmenti produttivi a basso margine e restituire ritorni interessanti agli investimenti. In più i tedeschi vedono un vantaggio: la transizione all’elettrico è costosa e costringe i produttori meno 2/n
attrezzati ad uscire dal mercato. Si scuote l'albero e cadono i rami secchi. L’auto elettrica richiede nuove piattaforme, fabbriche di batterie, software di gestione, supply chain integrate e solo i gruppi con accesso massiccio a capitali a tassi bassi (o a sussidi pubblici) 3/n