Audizione presso la Commissione Lavoro della Camera sulle nuove disuguaglianze prodotte dalla pandemia
1) La doppia vulnerabilità. Nella crisi sovrapposte la dimensione sanitaria e quella economica. Famiglie
e comunità più fragili nelle regioni più investite dalla pandemia hanno pagato lo scotto due volte: tassi di mortalità più elevati e perdite di reddito più forti degli altri.
2) Normalmente l’impatto occupazionale di una crisi si manifesta gradualmente. Ci vuole tempo prima che crisi si faccia sentire sulle famiglie. In questa crisi da un giorno all’altro interi rami d’attività hanno cessato d’operare lasciando senza lavoro milioni di persone.
3) Si è accanita contro chi non aveva ammortizzatori sociali. A restare senza lavoro sono stati molto più che in passate recessioni i lavoratori autonomi, i piccoli imprenditori e i lavoratori delle piccole imprese.
4) E’ stata una crisi contro le donne. Non solo perché ha coinvolto settori con predominante presenza femminile e contratti a tempo determinato, ma anche perché ha scaricato sulle donne l’onere della cura dei figli. Abbiamo avuto studenti senza scuola e donne senza lavoro.
5) Ha ulteriormente ridotto la mobilità sociale. Per lungo tempo è stato bloccato il principale ascensore sociale, la scuola ed è di molto aumentato il lavoro in remoto senza che si potesse per tempo attrezzare chi non aveva condizioni abitative adeguate
Per trovare risposte adeguate e arrivare a chi ha davvero bisogno d'aiuto bisognare mettere insieme le informazioni di cui le amministrazioni pubbliche dispongono già. Qui l'elenco