Special issue from Nature on computational social science.
Impressive list of contributions related to upcoming panels at the joint NetSci-Sunbelt conference “Networks 2021” on July 2, 2021 nature.com/collections/ca… @Nature
The combination of computational and social sciences requires the integration of explanatory and predictive approaches into ‘integrative modelling’. nature.com/articles/s4158…
Approaches for the management, use and analysis of large-scale behavioural datasets that were not originally intended or created for research are described. nature.com/articles/s4158…
challenges for social science practices imposed by the ubiquity of algorithms and large-scale measurement and what should—and should not—be measured in societies pervaded by algorithms. nature.com/articles/s4158…
new datastreams and local knowledge to shed light on social aspects of disease transmission will allow more accurate modelling and prediction of epidemics nature.com/articles/s4158…
The ability of people to understand the thoughts and actions of others—known as social sensing—can be combined with computational social science to advance research into human sociality nature.com/articles/s4158…
• • •
Missing some Tweet in this thread? You can try to
force a refresh
Interessante post di @SilvestriMd sulle evidenze dalla virologia molecolare che Omicron è meno patogenico. Aggiungo un paio di considerazioni epidemiologiche (non mi permetterei commenti di virologia, non è il mio campo) che credo siano rilevanti. 1/5
Tradurre l'evidenza molecolare in un numero epidemiologico a livello di popolazione è molto difficile. La riduzione di severità si misura quindi su infection fatality/hospitalization ratios che sono tra le quantità determinanti per le valutazioni di impatto epidemico 2/5
Per questo motivo si sfanno molte analisi che cercano di stimare la minore severità di Omicron dai dati clinici ed epidemiologici. Qui le cose si complicano per tanti motivi (basta fare un giro su alcuni dei lavori recenti @medrxivpreprint) e le stime variano molto. 3/5
Le agenzie internazionali stanno alzando il livello di allarme rispetto a omicron. Questo non è perché le agenzie si divertono ad agitare la politica e i mercati. Lo fanno sulle analisi di risultati che preliminarmente cominciano a circolare tra addetti ai lavori
1/6
Dovrebbe essere chiaro che le agenzie di salute pubblica non lavorano guardando i grafici e le dichiarazioni su Twitter. Appena scattato l’allerta le agenzie hanno mobilitato centinaia di scienziati, work groups etc. che hanno cominciato a produrre analisi.
2/6
Questi risultati, giustamente e con senso di responsabilità, non vengono tutti diffusi sui media/social a meno che non siano definitivi e solidi. Questo però non toglie che dopo oltre una settimana ci sono analisi e dati preliminari che vengono discussi con attenzione.
3/6
Molto sorpreso del dibattito Italiano riguardo la variante Delta. Non occuparsi di questa variante e' impossibile per via delle evidenze accumulate. Prendiamo come esempio questa analisi di Rt per ogni variante in 16 stati USA 1/5
Consideriamo che negli USA la copertura a due dosi e' del 45% (anche se alcuni Stati sono ~33%) da confrontare con l'Italia che per le due dosi e' a ~27%. Sia negli US che in Europa gli scenari a partire da questi numeri indicano che bisogna "occuparsi" della Delta
2/5
Recentemente sono stato tirato dentro molti threads italiani sulle varianti. Provo allora a comunicare i miei due centesimi su come mai tutte le agenzie nazionali e internazionali e centinaia di scienziati si "occupano" (senza essere ottimisti o pessimisti) di varianti.
1/7
Il problema epidemiologico non si esaurisce con "il vaccino funziona si/no".
Purtroppo l'efficacia del vaccino verso le specifiche varianti puo' variare (anche rispetto a 1 o 2 dosi, vedere dati UK da confermare). Lo stesso vale per la possibilità di reinfezione. 2/7
Inoltre i livelli di copertura vaccinale cambiano molto a seconda dei paesi:
USA 40% 2 dosi- 50% 1 dose
UK 35% - 57%
IT 18%-36%
CA 5% - 54%
Japan 2% - 6%
la velocità e strategia delle campagne vaccinali sono molto variabili 3/7
First multi-model effort to project long-term trajectories of COVID-19 in real-time in the United States under different epidemiologic scenarios has been reported today in the @CDCMMWR
Large scale effort with a wonderful group of colleagues. cdc.gov/mmwr/volumes/7…
The work is ongoing since January and the paper reports the fourth round of projections with four scenarios with different vaccination coverage rates and effectiveness estimates and strength and implementation of nonpharmaceutical interventions (NPIs).
Results indicate that with high vaccination coverage and moderate NPI adherence, hospitalizations and deaths will likely remain low nationally, with a sharp decline projected by July 2021. High vaccination coverage and compliance with NPIs are essential to prevent surges.
Thread del fine settimana per i data enthusiasts Italiani.
Durante i giorni scorsi, con la crescita dei casi in Italia, ho visto molte discussioni su tassi di mortalità, analisi longitudinali etc. Molti numeri OK ma anche conclusioni tipo "tortura i dati e loro confesseranno"1/9
Prima cosa bisogna sempre leggere le definizioni, altrimenti si calcolano numeri a caso. Quindi per il Case Fatality Ratio (CFR) e l'Infection Fatality Ratio (IFR) suggerisco di andare a leggere l'ottima discussione OMS who.int/news-room/comm… 2/9
È importante non confondere queste quantità con un proxy delle dimensioni dell'epidemia. Il CFR e l'IFR sono calcolati anche su malattie infettive che generano pochi casi nella popolazione. Esempio: IFR=50% malattia molto severa ma con incidenza di 20 infezioni all'anno 3/9