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Dec 10, 2021 24 tweets 8 min read Read on X
Prenderà la denominazione di 612° Compagnia OP (Ordine Pubblico). Sotto i suoi ordini.
Perché, si diceva, lui gli uomini li sapeva comandare “in modo adeguato”.
Che solo a sentire la parola “adeguato” ai bergamaschi faceva venire i brividi.
Come nel gennaio 1944 quando aveva effettuato un rastrellamento al Roccolo "Gasparotto al Colle di Zambla per cercare i responsabili dell’uccisione a Bergamo di Giovanni Favettini, commissario prefettizio di Scanzorosciate.
Un attacco ai partigiani di Dante Paci e Aldo Battagion concluso con l’arresto di tutti i partigiani e l’uccisione di Valdo Eleuterio, 17 anni.
E il roccolo dato alle fiamme.
Lui quei partigiani li aveva torturati.
Il Paci per sei mesi.
Senza ottenere nessuna informazione.
Quando si scoprì che a uccidere Giovanni Favettini era stato il marito della sua amante, i fascisti, per evitare la "figuraccia", istituirono un tribunale speciale che condannò a morte Dante Paci, Mario Aldeni e Silvio Belotti.
Fucilati il 21 luglio al cimitero di Bergamo.
Evitata la "figuraccia" con quelle morti lui riprese la sua lotta contro i partigiani e contro tutti quelli che li aiutavano. Per mesi.
Poi nel novembre del 1944 l’ennesima spia gli diede la grande occasione.
La possibilità di distruggere la Brigata XXIV maggio.
Il primo nucleo di partigiani della Brigata XXIV Maggio era stato costituito il 5 maggio 1944 in località Oltre il Colle per ordine del Capitano Duzioni Norberto.
Comandata dal Sergente Baroni Giuseppe, nome di battaglia "Rossi".
Inizialmente era costituita da una decina di uomini.
In quel 25 novembre 1944 la formazione contava 80 uomini.
Armati di 12 sten, 2 fucili mitragliatori, 65 fucili calibro 91, 15 quintali di viveri, 3 quintali di tabacco e 2 quintali di sale.
La spia li aveva informati bene.
Sapevano esattamente dove cercare.
I rastrellatori fascisti, intendo.
Una cinquantina di uomini, trasportati da due camion scoperti, iniziarono a salire verso Cornalba all’alba del 25 novembre 1944.
Erano loro, i militi della 612° compagnia OP.
I due camion scoperti erano muniti di mitragliatrici e mortai.
C'era poi un’autoblinda.
Quel giorno erano a caccia dei componenti della Brigata XXIV Maggio.
Cercavano noi. Le loro prede.
Tutto iniziò prima di arrivare alla "Ca' Bianca".
La colonna, appena prima della frazione di Rosolo, incrociò e bloccò la corriera di linea Zambla - Bergamo.
Mentre perquisivano i passeggeri, sopraggiunse una seconda corriera, che seguiva la prima di pochi minuti.
"Per primo trascinarono giù il Biava.
Aveva un paltò nero, ed era silenzioso, composto, muto.
L’hanno messo contro il muro e uno ha estratto la pistola puntandogliela al petto.
Il Biava non si è scomposto.
E quello ha sparato.
Il Biava è caduto in una cunetta della strada".
"Dopo un attimo ne trascinarono giù un altro.
Era il Chiesa.
Anche lui l’hanno portato davanti alla corriera.Lui implorava: “Io non ho fatto niente!”
Lo portarono giù sotto la curva e ho sentito una scarica. Quando dopo siamo passati era a terra anche lui". "Poi toccò al Ferrari
"Che tentò di scappare scavalcando il parapetto.
Lo hanno rincorso e gli hanno sparato nella valle e l’hanno ucciso.
A tutti e tre tolsero i vestiti.
Il Biava l’hanno lasciato in mutande.
Gli hanno portato via paltò, vestito e scarpe".
Dopo quei morti la colonna fascista riprese la marcia verso Cornalba, dividendosi in due gruppi: il primo lungo la provinciale per Serina, il secondo attraverso l’abitato di Passoni.
L’intento?
Attaccare contemporaneamente da destra e da sinistra chiudendo l’abitato a “sacca”.
A Cornalba la notizia del rastrellamento arrivò prima, con una telefonata alla trattoria “della Serafina” e poi dai fratelli Carrara, che, usciti per la caccia, avevano visto la colonna.
“Ariva i republicà! Scapa! Scapa!”. “ Eh, pota, scapa!...
Scappare dove? Ma cosa facciamo?
I rastrellatori raggiunsero il piazzale della chiesa di Cornalba. Mentre tutti scappavano piazzarono una mitraglia su di un prato, una seconda sul campanile della chiesa. E poi i mortai, che ferirono gravemente il Cornetti Luigi. Aveva 17 anni. Lo finirono con 2 colpi di pistola.
"Colpirono mortalmente il comandante “Tiragallo”.
Tutti fuggivano. Almeno ci provavano.
Caddero sotto il fuoco delle mitragliatrici il Pietro Cornetti, il fratello del Luigi, il Battista Mancuso e il Giuseppe Maffi.
Il Cortinovis lo portarono in piazza.
Lo uccise il Resmini".
E poi iniziarono i rastrellamento nei prati, boschetti e cascine sopra l’abitato.
Callisto Sguazzi “Peter”, riconosciuto come partigiano, fu ucciso da un tenente della OP con due colpi di pistola.
Alle 12 la colonna lasciò Cornalba con i prigionieri Egidio Bianchi, Giovanni Bianchi, Luigi Maver e il sottoscritto, Lorenzo Carrara.
Accusati di essere amici e collaboratori dei partigiani fummo torturati nella caserma della OP a Bergamo.
Sono morto a causa di quelle torture.
Le autorità fasciste vietarono ogni cerimonia imponendo per i partigiani la fossa comune.
Il 28 novembre, malgrado il divieto, il paese tributò l’estremo saluto alle vittime, alla presenza dei partigiani scampati alla strage.
Una settimana dopo una nuova azione di rastrellamento.
Nella baita sull’Alben che fungeva da magazzino della “XXIV Maggio" verranno uccisi altri cinque partigiani. Mario Ghirlandetti di soli 17 anni e tre russi, Angelo, Carlo e Michele.
Un quarto russo, ferito, verrà nascosto e salvato dall’ostetrica del paese, Olga Mantovani.
A cadere fu anche l'ex carabiniere Celestino Gervasoni.
Nella foto lo vedete al centro intorno alla bara del giovane Pietro Cornetti ucciso a Cornalba qualche giorno prima.
L’eccidio di Cornalba del 25 novembre 1944.
La morte dei partigiani della brigata XXIV maggio ad opera della 612°compagnia OP.
I fratelli Cornetti avevano 17 e 18 anni.
17 e 18 anni.
“Grondavano ancora di sangue. Li abbiamo portati al cimitero. Avevano dato l’ordine di non sotterrarli subito, di lasciarli alla vista. Li sentivo io. Uno di questi fascisti al capitano giù, al Resmini fa: “Devo ucciderlo?”.
“Uccidilo! Che sarai premiato a Bergamo”.

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Feb 3
Le chiamo “le vittime invisibili”.
Come Maria Monchietti, per esempio.
Il luogo?
Ceretto Lomellina.
Il tempo?
Il 1921, quando gli squadristi fascisti erano all’opera, assoldati dagli agrari e dagli industriali.
Il soldo era di 40 lire giorno per gli agrari di Mortara.
Come riferisce il settimanale “la nuova terra” del 1° marzo 1921: «l’opera di ingaggio dei fascisti è affidata al signor Franciosi.
Egli fece la spola tra le città esportatrici e riuscì ad assicurare importanti scritture».
Squadristi ingaggiati per «educazione e difesa sociale».
E’ la sera del 22 marzo 1921 quando Maria Monchietti, al primo piano, si accorge che di sopra ha lasciato la lampada accesa.
Si avvia su per le scale per spegnerla.
Una volta spenta si avvicina alla finestra per chiudere l’anta.
Vede i fascisti sparare alla gente per strada. Image
Read 25 tweets
Jan 29
“Nessun fiocco di neve si sente mai responsabile in una valanga.”
(Stanisław Jerzy Lec)

Quello che segue è il testo della canzone "Matamoros Banks", cantata da Bruce Springsteen.
Racconta la storia del mio viaggio alla ricerca di un futuro migliore.
“Ogni anno molte persone
muoiono attraversando deserti
montagne e fiumi dei nostri confini meridionali
in cerca di una vita migliore
qui seguo il viaggio al contrario
dal corpo sul letto del fiume
all’uomo che cammina per il deserto
verso le rive del Rio Grande.
Per due giorni il fiume ti tiene giù
poi sali alla luce senza un suono
passi i luoghi di villeggiatura e vuoti
scali di smistamento
le tartarughe mangiano la pelle dai tuoi occhi
così giacciono aperti alle stelle.
Dai via i tuoi vestiti
Read 14 tweets
Jan 27
Tempo fa vi ho parlato dei 20 bambini ebrei del campo di Neuengamme.
Provengono da Francia, Paesi Bassi, Jugoslavia, Polonia, e uno dall'Italia.
Si chiama Sergio De Simone, un bambino napoletano di circa 7 anni.
Vengono assegnati alla baracca n. 11. Image
Iniziano gli esperimenti.
Il dottor Kurt Heissmeyer fa incidere la pelle sul torace dei bambini.
Sotto l’ascella destra, con tagli a X, lunghi circa cinque centimetri.
Poi introduce con una spatola i bacilli della tubercolosi. Image
Image
Nelle carte del processo tenutosi ad Amburgo si legge: “Tieniti forte, ho una notizia non proprio piacevole. C’è un ordine di esecuzione da Berlino. Devi eliminare i bambini con il gas o con il veleno".
E' il diciannove aprile del 1945.
Read 17 tweets
Jan 20
Quando tutto ebbe inizio?
Esattamente il 6 gennaio 1929, nevicava e faceva freddo.
Chi lo conosceva lo definiva “un essere insignificante”, ventinove anni, miope, tale da costringerlo a portale lenti molto spesse.
Proveniva alla classica famiglia borghese di Monaco di Baviera.
Lui ci aveva provato a fare carriera in ambito militare, ma non era andato più in là del grado di allievo ufficiale.
Essendo lui e la famiglia in difficoltà economiche aveva deciso di donare le sue braccia all’agricoltura.
Voleva diventare agronomo
Per questo si era iscritto all’università.
Mettendosi subito in mostra.
Tranquilli, non come studente.
Tutti lo conoscevano perché alle feste universitarie si presentava sempre vestito da sultano turco.
Teneva un diario dove scriveva il nome delle ragazze che lo respingevano.
Read 25 tweets
Jan 17
Come è potuto accadere che una civiltà come quello tedesca, tra le più colte e tolleranti del mondo contemporaneo, abbia potuto condividere un male assoluto e incomprensibile come il nazismo?
"Erano semplici operai, commercianti, artigiani, impiegati, imprenditori, uomini comuni.
Fu data loro la possibilità di scegliere.
Preferirono trasformarsi in mostri".
E questa la loro storia.
Strana la vita.
Ad Amburgo avevo una bottega di barbiere e ora, senza nemmeno sapere esattamente il perché, mi ritrovo in Polonia.
Faccio parte della prima compagnia del battaglione cui è stato assegnato il compito di pacificare una zona appena conquistata.
Almeno credo
Read 5 tweets
Jan 14
Oggi ci prenderemo la nostra rivincita.
Gli americani hanno fatto un grosso sbaglio a saccheggiare e bruciare edifici pubblici e privati ​​a York (che oggi chiamate Toronto), allora capitale dell'Alto Canada.
Diremo la parola fine alle loro mire espansionistiche e imperialiste.
Sono il vice ammiraglio scozzese Sir Alexander Cochrane, comandante in capo della North America and West Indies Station.
E oggi è il grande giorno.
Non abbiamo voluto tenere segrete le nostre intenzioni.
Tanto so cosa sta pensando il loro Segretario alla Guerra John Armstrong. Image
Image
"Non verrebbero con una flotta del genere senza l'intenzione di colpire da qualche parte.
Ma di certo non verranno qui!
Che diavolo faranno qui?
No! No!
Baltimora è il posto.
Questo è di gran lunga più importante".
Stupido americano.
Invece noi siamo proprio qui.
Read 21 tweets

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