Nel corso degli ultimi giorni il web è stato letteralmente inondato da centinaia di immagini che ci testimoniano come l'acqua del lago d'Averno dei #CampiFlegrei abbia improvvisamente cambiato il proprio colore tingendosi di rosso. C'è da preoccuparsi? No. 🧵👇
Questo fenomeno ha avuto un particolare risalto mediatico perché è avvenuto dopo che nelle scorse settimane sono stati registrati due dei terremoti più forti mai avvenuti all'interno della caldera vulcanica dalla grande crisi sismica del 1982-1984: Md 3.5 e Md 3.6.
In realtà, nonostante diversi post e articoli abbiano seminato il panico lucrando sull'emotività della popolazione di Pozzuoli, il cambiamento del colore dell'acqua del lago d'Averno non ha un'origine vulcanica.
O meglio, non si tratta di un fenomeno legato ad un aumento delle emissioni gassose, di un'aumento della temperatura dell'acqua e/o delle fumarole. Al contrario, questo fenomeno è ben conosciuto e documentato all'interno dei Campi Flegrei
Così come in molti altri laghi e bacini di acqua dolce in cui la temperatura non è elevata, generalmente non superiore ai 18°C. Il responsabile di questo cambiamento di colore è una particolare tipologia di alga denominata Planktothrix rubescens.
Si tratta di una microalga potenzialmente tossica conosciuta comunemente come alga rossa. La sua fioritura si verifica quasi ogni anno tra i mesi invernali e quelli primaverili a causa della temperatura ambientale.
Il lago d'Averno è infatti già stato più volte interessato dalla sua proliferazione nel 2007, 2017, 2018 e anche nel 2020 senza che si verificasse alcun cambiamento geochimico significativo all'interno del sistema vulcanico.
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🇮🇹 Un nuovo studio dell'INGV ha analizzato e integrato i tre cataloghi sismici del #Vesuvio degli ultimi 50 anni, offrendo una ricostruzione più dettagliata della sua storia sismica recente. Dalle crisi sismiche del XX secolo al sonno profondo: ecco un piccolo riassunto! 🧵
Dopo l'eruzione del 1944, l’attività sismica è rimasta molto bassa fino ai primi anni 60', quando sono cominciate alcune episodiche crisi sismiche. Le principali sono avvenute nel 1978–1980 (M 3.0), 1989–1990 (M 3.3), 1995–1997 (M 3.3) e 1999–2000 (M 3.6), la più intensa dal 1944
In seguito a quest’ultima crisi, la sismicità è tornata su livelli bassi, con una media di alcune centinaia di eventi all’anno, generalmente di magnitudo inferiore a 2.5, con picchi isolati di M 3.0 e 3.1 nella primavera del 2024.
Un #terremoto di M 5.1 è avvenuto alle 05:53 al largo della costa ionica della #Calabria, precisamente a 25 km da Palizzi (Reggio Calabria). La scossa è stata localizzata ad una profondità relativamente elevata di 65 km ed è stata avvertita in un'area estesa da Malta alla Puglia.
La scossa è stata avvertita in un'area estesa a tutta l'isola di Malta, la Sicilia, la Calabria e la Puglia centro-meridionale, senza però provocare danni. L'intensità dello scuotimento è stato infatti modesto e non ha superato il IV-V grado della scala Mercalli.
La scossa è avvenuta in un contesto in cui la crosta oceanica ionica (placca africana) subduce sotto l'arco calabro (placca euroasiatica), una dinamica che si estende fino al Tirreno centrale e che genera terremoti molto profondi, talvolta anche superiori a 400-500 km.
Ad agosto è stata registrata una moderata fase di intensificazione dell'attività idrotermale di #Vulcano, alle Isole Eolie, dove molti dei parametri monitorati hanno subito incrementi più o meno marcati. L'allerta vulcanica non è stata modificata e rimane di livello verde! 🧵
Dai primi giorni del mese è stato osservato un aumento del degassamento testimoniato dal brusco incremento delle emissioni di anidride carbonica (CO₂) seguito da un aumento più contenuto delle emissioni di anidride solforosa (SO₂).
Contestualmente è stato osservato un rapido trend di incremento delle temperature delle fumarole che bordano il Gran Cratere della Fossa, che si sono riportate sui valori registrati nell'estate del 2024.
Dopo una quiescenza di 472 anni si è risvegliato il vulcano #Krasheninnikov, sulla penisola di #Kamčatka, in Russia. Ecco cosa sappiamo sulle dinamiche dell'eruzione e sul suo possibile collegamento con il violento terremoto di M 8.8 che ha colpito la penisola pochi giorni fa 🧵
L’eruzione è di natura esplosiva e sta avvenendo da una delle due bocche sommitali, dove è in corso un’attività freatomagmatica causata, probabilmente, dall’interazione del magma con la neve e il ghiaccio che ricoprono la cima del vulcano.
Dai sorvoli aerei sembra intravedersi anche una frattura eruttiva laterale a quote più basse da cui sembra essere in corso una modesta attività stromboliana. Su quest'ultimo aspetto attendiamo eventuali notizie ufficiali che per il momento non sembrano esserci.
Il violento #terremoto di M 8.8 che ha colpito ieri la #Kamčatka è il sesto più forte avvenuto sul nostro pianeta in epoca moderna. La scossa ha innescato uno #tsunami che si è propagato in tutto il pacifico senza provocare vittime. Cosa sappiamo? Ecco un (lungo) riassunto! 🧵
Il violentissimo terremoto di M 8.8 è stato localizzato 130 km ad est di Petropavlovsk-Kamčatskij, capoluogo del territorio, ad una profondità di 35 km. Parliamo di una zona non molto abitata in cui gli edifici sono stati costruiti con criterio. Mappa di @LastQuake
Qui la placca pacifica va in subduzione – ovvero sprofonda - sotto la microplacca di Okhotsk, un'estensione della più nota placca nord-americana. Questo scontro tra titani avviene ad una velocità media di 8 cm l’anno, tra le più alte al mondo!
All'alba del 21 luglio 365 d.C. un violentissimo #terremoto di magnitudo stimata tra 8.0 e 8.5 si è verificato sull’isola di #Creta, in Grecia, lì dove la placca africana va in subduzione sotto la microplacca egea. Ecco cosa sappiamo su questo evento catastrofico 🧵
Il terremoto ha avuto una durata sicuramente superiore al minuto e oggi viene considerato l'evento sismico più intenso avvenuto nel Mediterraneo in epoca storica. Non a caso l'area in cui si è verificato è tra le più sismiche di tutto il continente.
Nel giro di pochi istanti il fondale marino si sollevò di 8-9 metri, un valore incredibile che ha modificato per sempre la morfologia di un intero paesaggio. Oggi possiamo vedere i segni di questa trasformazione sul molo di Phalasarna, l'antica città portuale di Creta.