(Thread intimista, potete non leggerlo. Non ci stanno notizie dentro, è più una roba che serve a me) #Palestina#ShireenAbuAkleh 1/8
Faccio la giornalista.Un lavoro che mi piace un sacco e credo di fare con la giusta passione - tolti i momenti di ovvia depressione, sindrome dell'impostore, coscienza della propria impotenza e con il costante esercizio del dubbio che mi crea un'ansia che non sto manco a dire 2/8
I/le giornalist* dovrebbero raccontare i fatti, provare a spiegarli fornendo a chi legge chiavi di lettura, contesti, pregressi storici. Mettere a disposizione conoscenza, esperienza, il proprio corpo. Non dico per migliorare il mondo, ma almeno per renderlo intellegibile. 3/8
Lavoro pure sul Medio Oriente, sulle vicende di popoli che per motivi molto simili sono sottoposti a livelli di violenza colonialista indicibili, che producono resistenza ma anche un immenso e costante dolore. E in questi casi perseverare nella lucidità è davvero difficile. 4/8
Quanto accade in questi giorni in Palestina è uno di quei momenti. Dopo tanti anni vissuti là, non è il primo né sarà l'ultimo. Mantenere il distacco è un'operazione insormontabile. Vedere scene come quelle di Jenin prima e Gerusalemme poi mi fa venire il groppo in gola 5/8
Per questo non riesco sinceramente a capire perché in questo paese sia così difficile provare un po' di cazzo di empatia per un popolo che da - letteralmente - 74 anni è disperso nel mondo, umiliato sulla sua terra e pure pestato, da vivo e da morto 6/8
(e che comunque la bara non la farà cadere a terra MAI, nemmeno con le manganellate sulle gambe e sulla schiena). 7/8
Vedo che tant* collegh* ci riescono benissimo e mi chiedo davvero come ci riescano. A non nominare le cose, descrivere senza frizzi e lazzi quel che vedono con i propri occhi. A sdegnarsi, anche solo un po'. Ditemelo, così magari evito di andà in terapia. 8/8
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