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Mar 28, 2023 22 tweets 8 min read Read on X
C’era una volta una città chiamata Utopia, in una grave crisi economica.
il governo non sa come far fronte alla situazione.
Come placare il popolo?
Semplice. Basta trovare un capro espiatorio.
Infatti oggi è un giorno particolare.
Il Parlamento ha promulgato un editto.
Un editto che stabilisce l'espulsione di tutti gli ebrei dallo Stato.
Sono loro i responsabili della crisi economica.

"Solo ripulendo dai giudei la città potrà rinascere a miglior vita" dicono i politici.
Aizzati dai politici, i cittadini hanno trovato finalmente qualcuno con cui prendersela, la causa di tutti i loro problemi.
Per questo la cittadinanza ha aderito entusiasta al piano di epurazione.
"Una volta ripulita dagli ebrei, la città potrà rinascere a miglior vita", ripetono
E così iniziò la “pulizia”.
Ma ecco sorgere i primi dubbi, pur nella drammaticità dei fatti.
Situazioni assurde e incredibili.
Ogni buon cittadino annovera nella propria genealogia un qualche antenato di origine ebraica.
Quindi?
Che fare?
Chi può restare?
Chi deve andare?
Ministri che hanno un trisnonno ebreo, giornalisti cristiani con genitori dalle origini dubbie.
Le espulsioni però proseguono.
Perché, via gli ebrei, la città ritornerà agli antichi splendori.
Ma una volta espulsi gli ebrei, tutto precipita.
Le Banche e le industrie chiudono.
Chiudono teatri e negozi.
Spariscono sarti, medici, avvocati, scrittori, giornalisti e artisti.
Tutto entra immediatamente in crisi.
Molti caffè chiudono, e le vivaci ragazze di Utopia rimpiangono i loro audaci e fantasiosi corteggiatori ebrei.
Utopia piomba gradualmente in una noia mortale, e nel profondo dei loro cuori i cittadini rimasti rimpiangono la loro bella città fiorente, allegra e lussuosa di prima.
“Anche se con una leggera sfumatura orientale”.

Come va a finire questa storia?
Che gli abitanti di Utopia cambiarono idea.
Non sono gli ebrei il problema.
E chiedono a gran voce il loro ritorno.
La storia finisce in una festosa ed entusiasta cornice di riconciliazione.
L’abbraccio fra il sindaco e il primo ebreo che torna in città dopo il forzato esilio.
“Il bel municipio era di nuovo illuminato, sembrava di nuovo una fiaccola ardente…fanfare, trombe.
Il Borgomastro di Utopia, signor Laberl, uscì sul balcone, sospinse in avanti un braccio benedicente e tenne un’allocuzione che cominciava con le parole: "Mio caro ebreo..."
In realtà la storia che vi ho raccontato è la trama di un vecchio film dal titolo “La città senza ebrei”.
Un film muto realizzato da Hans Karl Breslauer, quando in Austria l’antisemitismo era in forte ascesa.
Stiamo parlando del 1922.
Il film era tratto da un libro, dallo stesso titolo, dello scrittore austriaco Hugo Bettauer.
Uno dei libri più letti in Austria negli anni ’20.
Nel libro la città non si chiama Utopia, come raccontato da Hans Karl Breslauer nel film.
Nel libro la città era Vienna.
Il film scomparve all’arrivo del sonoro.
Venne trovato uno spezzone danneggiato nel 1991. Nel 2015, in un mercatino delle pulci, è stato trovato l'intero film.
Grazie ad una campagna di crowdfunding la pellicola è stata restaurata.
Acquisita dalla Cineteca Nazionale austriaca.
Hugo Bettauer, autore del libro, nel 1924 iniziò a pubblicare la rivista “Lui e lei, rivista settimanale di cultura del vivere ed erotismo".
Propagandando un più moderno diritto al divorzio, il diritto all'aborto e la depenalizzazione dell'omosessualità tra adulti.
La reazione fu violenta.
Dopo una campagna di odio contro di lui, Otto Rothstock, un odontotecnico, sparò sei colpi di pistola a Bettauer che si trovava nella redazione della rivista, ferendolo gravemente.
Morirà in ospedale il 26 marzo 1925 a 52 anni.
Otto Rothstock, l’attentatore, si giustificò dicendo che lo aveva fatto per salvare la cultura tedesca dalla minaccia della degenerazione ebraica.
Il suo avvocato, Walter Riehl, un funzionario nazista, sostenne che Rothstock era sì colpevole, ma pazzo.
Salvandolo.
Otto Rothstock fu condannato ad una detenzione in manicomio criminale.
18 mesi dopo fu rilasciato perché “guarito”.
Rothstock era un nazista impenitente.
In un'intervista del 1977 alla Austrian Broadcasting Corporation, Rothstock si è detto orgoglioso di quello che aveva fatto.
Con i toni grotteschi della satira, Bettauer anticipò con quel film muto quello che realmente sarebbe accaduto pochi anni dopo.
Lo aveva previsto, ascoltando e respirando gli umori della gente.
Effettivamente non ci voleva molto a capire dove si stava andando.
Non ci vuole molto
Aveva visto in quegli umori i veleni del razzismo, dell’intolleranza e della discriminazione.
Aveva capito tutto. Tranne il finale.
Lui aveva scelto di far vincere il bene sul male.

Non aveva previsto che quando questi veleni continuano a serpeggiare indisturbati…
“Abbiamo meritato la nostra fortuna. Ora lo Stato ci appartiene. Noi lo abbiamo conquistato, non i burocrati che oggi vorrebbero farsene portavoce. Se essi hanno l’onore di amministrare accanto a noi questo Stato lo fanno solo per nostro incarico e con possibilità di revoca”.
"Anche l’ebreo è una creatura umana, essi dicono. Sì, ma che razza di creatura! Essere una creatura umana di per sé non significa niente. Anche la pulce è un animale, ma con ciò non è detto che sia un animale gradevole".
"Noi non vogliamo più ebrei. Cerchino di adattarsi alle leggi dell’ospitalità e di non presentarsi come nostri pari".
"Noi vogliamo sostituire coloro che sanno con coloro che sono".
"Nell'interesse della menzogna bisogna fare riferimenti al cuore, ai sentimenti della gente".
Parole di Paul Joseph Goebbels, Ministro della Propaganda del Terzo Reich.

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Feb 3
Le chiamo “le vittime invisibili”.
Come Maria Monchietti, per esempio.
Il luogo?
Ceretto Lomellina.
Il tempo?
Il 1921, quando gli squadristi fascisti erano all’opera, assoldati dagli agrari e dagli industriali.
Il soldo era di 40 lire giorno per gli agrari di Mortara.
Come riferisce il settimanale “la nuova terra” del 1° marzo 1921: «l’opera di ingaggio dei fascisti è affidata al signor Franciosi.
Egli fece la spola tra le città esportatrici e riuscì ad assicurare importanti scritture».
Squadristi ingaggiati per «educazione e difesa sociale».
E’ la sera del 22 marzo 1921 quando Maria Monchietti, al primo piano, si accorge che di sopra ha lasciato la lampada accesa.
Si avvia su per le scale per spegnerla.
Una volta spenta si avvicina alla finestra per chiudere l’anta.
Vede i fascisti sparare alla gente per strada. Image
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Jan 29
“Nessun fiocco di neve si sente mai responsabile in una valanga.”
(Stanisław Jerzy Lec)

Quello che segue è il testo della canzone "Matamoros Banks", cantata da Bruce Springsteen.
Racconta la storia del mio viaggio alla ricerca di un futuro migliore.
“Ogni anno molte persone
muoiono attraversando deserti
montagne e fiumi dei nostri confini meridionali
in cerca di una vita migliore
qui seguo il viaggio al contrario
dal corpo sul letto del fiume
all’uomo che cammina per il deserto
verso le rive del Rio Grande.
Per due giorni il fiume ti tiene giù
poi sali alla luce senza un suono
passi i luoghi di villeggiatura e vuoti
scali di smistamento
le tartarughe mangiano la pelle dai tuoi occhi
così giacciono aperti alle stelle.
Dai via i tuoi vestiti
Read 14 tweets
Jan 27
Tempo fa vi ho parlato dei 20 bambini ebrei del campo di Neuengamme.
Provengono da Francia, Paesi Bassi, Jugoslavia, Polonia, e uno dall'Italia.
Si chiama Sergio De Simone, un bambino napoletano di circa 7 anni.
Vengono assegnati alla baracca n. 11. Image
Iniziano gli esperimenti.
Il dottor Kurt Heissmeyer fa incidere la pelle sul torace dei bambini.
Sotto l’ascella destra, con tagli a X, lunghi circa cinque centimetri.
Poi introduce con una spatola i bacilli della tubercolosi. Image
Image
Nelle carte del processo tenutosi ad Amburgo si legge: “Tieniti forte, ho una notizia non proprio piacevole. C’è un ordine di esecuzione da Berlino. Devi eliminare i bambini con il gas o con il veleno".
E' il diciannove aprile del 1945.
Read 17 tweets
Jan 20
Quando tutto ebbe inizio?
Esattamente il 6 gennaio 1929, nevicava e faceva freddo.
Chi lo conosceva lo definiva “un essere insignificante”, ventinove anni, miope, tale da costringerlo a portale lenti molto spesse.
Proveniva alla classica famiglia borghese di Monaco di Baviera.
Lui ci aveva provato a fare carriera in ambito militare, ma non era andato più in là del grado di allievo ufficiale.
Essendo lui e la famiglia in difficoltà economiche aveva deciso di donare le sue braccia all’agricoltura.
Voleva diventare agronomo
Per questo si era iscritto all’università.
Mettendosi subito in mostra.
Tranquilli, non come studente.
Tutti lo conoscevano perché alle feste universitarie si presentava sempre vestito da sultano turco.
Teneva un diario dove scriveva il nome delle ragazze che lo respingevano.
Read 25 tweets
Jan 17
Come è potuto accadere che una civiltà come quello tedesca, tra le più colte e tolleranti del mondo contemporaneo, abbia potuto condividere un male assoluto e incomprensibile come il nazismo?
"Erano semplici operai, commercianti, artigiani, impiegati, imprenditori, uomini comuni.
Fu data loro la possibilità di scegliere.
Preferirono trasformarsi in mostri".
E questa la loro storia.
Strana la vita.
Ad Amburgo avevo una bottega di barbiere e ora, senza nemmeno sapere esattamente il perché, mi ritrovo in Polonia.
Faccio parte della prima compagnia del battaglione cui è stato assegnato il compito di pacificare una zona appena conquistata.
Almeno credo
Read 5 tweets
Jan 14
Oggi ci prenderemo la nostra rivincita.
Gli americani hanno fatto un grosso sbaglio a saccheggiare e bruciare edifici pubblici e privati ​​a York (che oggi chiamate Toronto), allora capitale dell'Alto Canada.
Diremo la parola fine alle loro mire espansionistiche e imperialiste.
Sono il vice ammiraglio scozzese Sir Alexander Cochrane, comandante in capo della North America and West Indies Station.
E oggi è il grande giorno.
Non abbiamo voluto tenere segrete le nostre intenzioni.
Tanto so cosa sta pensando il loro Segretario alla Guerra John Armstrong. Image
Image
"Non verrebbero con una flotta del genere senza l'intenzione di colpire da qualche parte.
Ma di certo non verranno qui!
Che diavolo faranno qui?
No! No!
Baltimora è il posto.
Questo è di gran lunga più importante".
Stupido americano.
Invece noi siamo proprio qui.
Read 21 tweets

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