Turismo thread.
Fino a metà anni ‘90 fare le vacanze in Puglia (ma il discorso vale anche per altre regioni italiane) era alla portata praticamente di chiunque. Il costo medio per l’affitto di una casa di villeggiatura, di un ombrellone e due lettini, 1/11
di una birra in spiaggia, di una cena fuori ecc. consentiva a tantissimi italiani di venire qui al mare. Certo c’erano già località costose ed esclusive, ma generalmente il livello dei prezzi era alla portata non solo del professionista ma pure di operai e piccoli artigiani. 2/11
Oggi, a trent’anni di distanza, i prezzi sono assolutamente intoccabili e con ciò che pagavi allora per un mese intero di vacanza riesci a farti si e no una settimana nello stesso identico posto. Cosa è accaduto? Principalmente tre cose: 3/11
1. i salari sono mediamente fermi quando non diminuiti rispetto a prima; 2. le zone industriali si sono svuotate e i comparti produttivi (tessile, manifatturiero ecc) trasferiti all’estero; 3. l’economia regionale si è convertita al turismo che “è il nostro petrolio”. 4/11
In buona sostanza quindi si è scientemente pianificato di sostituire (con tanto di agenzie e finanziamenti regionali mirati) il turista italiano con quello straniero perché il secondo porta più soldi del primo. 5/11
L’effetto concreto - e questo lo dovrebbe capire pure il più ottuso dei piddini - è stato trasformare le vacanze estive da qualcosa per tutti a un’altra appannaggio esclusivo di pochi benestanti.
E gli italiani? 6/11
Qualcuno si è arricchito parecchio sfruttando la transizione e investendo nel comparto e quindi adesso d’estate lavora. Gli altri sono rimasti al palo e come alternativa hanno unicamente l’estero (Grecia, Croazia, Montenegro, Albania) 7/11
in località con un potere d’acquisto più basso del nostro… almeno finché la giostra “del turismo” non arriva pure lì.. e tanti saluti. E chi non può permettersi manco la vacanza fuori (e sono tantissimi di più rispetto a tre decenni fa)? 8/11
Semplicemente in vacanza non ci va e passa l’estate intera a lavorare stagionalmente nel comparto turistico (lidi, ristorazione, bar, ecc), molto spesso a nero e con paghe da fame. Al mare ci va giusto la domenica potendo scegliere unicamente tra 9/11
spiaggia libera con livello affollamento da carnevale di Rio - e senza manco poter montare un fetentissimo gazebo che vengono i vigili a fare la multina per il decoro - e il lido privato con ombrellone a 50€ e panini a 12€. 10/11
E mentre si gode l’unico giorno di vacanza il suo padrone di casa decide di non rinnovargli l’affitto perché nell’immobile ci farà un B&B. Estate prossima da passare in macchina, ma sempre nella convinzione che il turismo porta indubbiamente tantissimi benefici. Buone vacanze.
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D’un tratto gli europei hanno scoperto che non contano più nulla. E non poteva che essere la cosa per loro più importante di tutte a farglielo capire: il calcio.
Sultani e petrodollari infatti, dopo aver comprato decine di centenari club del vecchio continente, 1/15
si sono messi in testa un progetto un tantino più ambizioso. Trasformare il Golfo nel nuovo epicentro del mondo del pallone, portando a giocare lì i più grandi e strapagati campioni. Un vero e proprio terremoto 2/15
che toglierebbe all’Europa l’unica cosa per la quale conta ancora qualcosa. L’unica grazie a cui si riusciva ancora a mascherare l’irrimediabile declino politico ed economico che da mezzo secolo ha investito il nostro continente. 3/15
Per me la questione è talmente semplice da risultare lapalissiana: Netflix è attualmente il principale costruttore e divulgatore del pensiero liberal progressista moderno. Quello intriso di un revisionismo storico-politico estremamente aggressivo 1/8
(di cui cancel culture e criminalizzazione delle ideologie anti-capitaliste sono le massime e più violente espressioni) che propugna la società liquida e pacificata - in cui il conflitto sociale non esiste più - apolide e spersonalizzata, 2/8
funzionale a trasformare il cittadino in un nomade senza radici. Il perfetto abitante/consumatore di un mondo spoliticizzato e senza confini (e pertanto a-democratico in senso stretto) e quindi dominato dal grande capitale finanziario globale. 3/8
Breve riflessione a latere delle parole di Draghi.
Se, come dice lui, l’Unione europea per sopravvivere deve necessariamente“assicurare che l’Ucraina vinca la guerra anche a costo di un conflitto prolungato” allora vuol dire che gli USA vogliono mantenere in piedi l’Ue. 1/7
Eppure sono stati proprio gli americani, di fatto, a creare le condizioni affinché il conflitto russo-ucraino rompesse definitivamente il legame tra il centro dell’Europa (la Germania) e la Russia. Minando così alla base il sofisticato sistema che garantiva 2/7
alla Germania una prosperità economica senza precedenti. Anche a detrimento dei paesi del sud Europa. Ebbene, mutato lo scenario (le materie prime russe a basso costo adesso i tedeschi se le scordano), quale Unione Europea si vorrebbe esattamente salvare? 3/7
Era iniziata con la pandemia e le tensioni con Erdogan, poi la guerra in Ucraina e le conseguenti crisi energetica e inflazionistica. Infangata dallo scandalo pedofilia prima 1/23
- che ha coinvolto bambini rifugiati nei campi profughi e mondo dello spettacolo, sconvolgendo la politica greca - e dallo scandalo intercettazioni poi, con l'intera alta società ellenica (politici, uomini d'affari, giornalisti, militari) 2/23
spiata e intercettata da servizi segreti sotto la diretta supervisione del Primo ministro Mitsotakis. E drammaticamente conclusasi con il disastro ferroviario di Larissa e i suoi 57 morti.
Una legislatura eccezionale che non poteva non concludersi 3/23
Oggi è quel giorno in cui i partiti e i sindacati che hanno devastato il mondo del lavoro, svenduto diritti e salari in nome dell’euro, sacrificato tutele e stabilità sull’altare del libero mercato, ridotto le nostre zone industriali a villaggi fantasma degni del far west, 1/4
obbligato un’intera generazione di giovani italiani a emigrare all’estero a fare i camerieri e altrettanti stranieri disperati a venire qui a fare gli schiavi nelle campagne perché se no “non ce la facciamo a competere con le economie emergenti” 2/4
e da ultimo accettato supinamente che un vergognoso lasciapassare verde sanitario fosse condizione necessaria per lavorare, salgono su un mega palco affollato di artisti da quattro soldi il cui massimo del senso critico è tramutare in musica un discorso di Klaus Schwab 3/4
Quando viaggi su bus fatiscenti e col finestrino aperto nonostante sia gennaio perché è bloccato.
Quando la scuola di tuo figlio chiude una settimana perché c’è un solaio a rischio crollo.
Quando ti piove in testa nonostante tu stia in una stazione della metro.
1/6
Quando il treno fa due ore di ritardo perché “c’è un guasto sulla linea”.
Quando becchi l’autovelox su quel tratto di autostrada col limite a 80 km\h perché la strada è dissestata.
2/6
Quando vai a visitare uno di quei monumenti che tutto il mondo ci invidia ma “quella parte non è accessibile per carenza di personale”.
Quando la polizia non può intervenire perché i mezzi sono pochi o stanno senza benzina.
Quando fai 10 ore di fila al pronto soccorso.
3/6